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A chiare lettere e parole.

Post n°2296 pubblicato il 01 Novembre 2022 da fedechiara
 

Ho appena ascoltato il drammatico audio di una donna (con annessi figli) 'richiedente asilo' per il tramite di quell'organizzazione criminale che conosciamo come 'gli scafisti' libici.
La donna in quell'audio dice, concitatamente, di aver avuto dei dubbi atroci qualche minuto prima di partire e di aver chiesto ai suoi persecutori (gli scafisti) di poter sottrarsi ad una partenza che riteneva pericolosa per sé e per i figli, dato lo stipamento eccessivo di esseri umani su di un fragile 'barcone' - e di aver cercato di patteggiare, invano, la restituzione della somma pagata.
Costretta, infine, ad imbarcarsi a viva forza e intercettata dalla guardia costiera libica è stata rinchiusa in quei mitici 'lager' di cui alla quotidiana denuncia dei portavoce delle o.n.g. taxi del mare e delle altre organizzazioni internazionali 'buoniste' che ci ammanniscono, grazie ai tiggi compiacenti, la loro indebita 'pietas' rivolta ad un fenomeno criminale che viene giustamente represso dalle (sia pur 'discusse') autorità libiche che hanno firmato l'intesa con l'Italia.
Una intesa che noi italiani paghiamo profumatamente e che ci ha messo al riparo da oltre 100.000 presenze aggiuntive di assillanti sbarchi di clandestini sulle nostre coste e dal vigliacco commercio di vite umane gestito dagli scafisti in questione.
E l'intesa che si andrà a rinnovare (e che, forse, quatto quatto e in sordina, avrebbe rinnovato anche un governo Draghi se non fosse stato finalmente spodestato dalla Meloni) è una delle poche cose sensate che si sono attuate, obtorto collo, per arginare il fenomeno della inarrestabile immigrazione clandestina - ed ha il pregio di mettere in evidenza che il patto criminale stretto tra i 'richiedenti asilo' e gli esecutori del 'procurato naufragio' (gli scafisti) è un crimine, appunto, che ha quali mandanti coscienti e responsabili i richiedenti la prestazione del naufragio organizzato e gli scafisti prezzolati allo scopo con il corollario in cronaca dei molti taxi del mare che sottraggono con destrezza alla guardia costiera libica quei tali e lo spacciano quale meritorio 'salvataggio in mare'.
E la detenzione nelle carceri libiche è la conseguenza inevitabile di quel crimine: di mettere a repentaglio le proprie e le altrui vite (dei figli al seguito) con altissimo rischio di annegamento.
E tutto ciò va detto a chiare lettere e senza indulgere in infingimenti buonisti e atroci contorsioni delle narrative sul merito della questione e le lacrimevoli geremiadi pietose dei portavoce delle o.n.g.
Niente di diverso, d'altronde, si fa alla frontiera tra Messico e U.S.A. relativamente alle migliaia di clandestini che si provano a violare quella frontiera e le leggi che regolano l'immigrazione.
E vale anche per l'Europa quel fermo invito di 'Tornate a casa.' rivolto da Kamala Harris, vice presidente democratico degli stati Uniti d'America, alle migliaia di Honduregni, Ecuadoregni e Guatemaltechi che premono a migliaia sulla frontiera per entrare.
Tornate a casa. Non possiamo tollerare di vederci imporre i modi atroci dell'immigrazione clandestina da dei criminali scafisti prezzolati allo scopo.
L'avvertimento di Kamala Harris ai rifugiati: “restate a casa”

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