**TEST**
Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29  
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

fedechiararoby24007questovogliopaololegrenziMinucci.MarcoRullianusivri98pincos2suorlisasg53downloadgamespetercar0il_tempo_che_verraantoniomarchetti47giovi.lentini20
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi di Febbraio 2020

Quella strana luce in fondo al tunnel

Post n°1167 pubblicato il 29 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Quella strana luce in fondo al tunnel. (Cronache dalla nuova peste 7).

E tra le domande che 'sorgono spontanee', in questi tempi di corona virus galoppante come le pesti d'antan, ci rimbalza ossessivamente in testa questa: 'Se e quando finirà, avremo imparato cose nuove e diverse e più sagge del nostro affannoso vivere associati e globalizzati che ci salveranno da ulteriori catastrofi?'

Già perché l'economia a precipizio sull'orizzonte degli eventi del buco nero globale che invano si prova a invertire la rotazione assassina e a inventare un improbabile rilancio 'da casa' con il telelavoro non ci pare somigli in niente a quell'appagante slogan dei verdi e del m5s della 'decrescita felice' e del 'mangiare meno mangiare tutti' della defunta ideologia comunista.

Perché qui e ora si mangia tutti meno, è vero, delle razioni che ci siamo imposti da un rapido calcolo finalizzato alla sussistenza in tempo di peste globale, ma giusto per scavallare i due mesi (ottimistici) con i carrelli di pasta e riso e scatolette che abbiamo stivato in garage svuotando gli scaffali dei supermercati. 
E una ripresa dell'economia partirà, forse, dal ripristino delle scorte nei supermercati, ma da dove verranno le nuove merci e le verdure fresche e la frutta con le necessarie vitamine in un mondo paralizzato dalla paura del maledetto virus è domanda altrettanto ossessiva – come il timore che, se dura la paralisi globale, finiranno pure le risorse economiche degli stati che sostengono la spesa pubblica delle pensioni e gli stipendi della pubblica amministrazione. 
Tenetevi stretto il poco contante che avete distolto dai conti correnti, gente, e recitate le giaculatorie che un tempo si levavano al cielo dall'interno dei santuari dedicati alla 'madonna della salute'.

Santa primavera, ora pro nobis - e aiutaci tu perché davvero qui non ci vediamo chiaro e, da soli, non ce la possiamo fare. 
O forse si e c'è una luce in fondo a questo tunnel economico che ci ricorda tanto la crisi della Lehman Brothers e dei 'mutui subprime'. 
Speriamo che non sia quella del treno delle 9 e 30 in ritardo.

L'immagine può contenere: il seguente testo

Contro-copertina.
L'immagine può contenere: il seguente testo
Tiriamoci sù.
“Come va? 
1. Icaro: “Uno schianto”
2. Proserpina: “Mi sento giù”

 
 
 

Coraggio e conta(eg)gio.

Post n°1166 pubblicato il 28 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Beh, come va? Stiamo tutti bene? Il mio sesto report dalle 'cronache dalla nuova peste' nell'isolamento della mia casa interamente sanificata subisce un improvviso stop.

Non ho capito bene se i contagiati sono 650 o 282, voi avete notizie diverse in proposito?

710? 343? Prossimamente 806, dite, subito ridotte a 307/8?

Chi gestisce i tragici numeratori della crisi epidemiologica in questo paese di s-governo cronicizzato e drammaticissimo? L'Istituto Superiore di sanità, che diminuisce drasticamente le cifre fornite dalle Regioni perché non contro certificate da lui - e rispondenti ai suoi diversi parametri contabili molto più rassicuranti nei confronti di quei paesi che ci hanno chiuso le porte in faccia (e continueranno a farlo in barba a queste meschine lotte di campanile e di sacre istituzioni)?

 

Che il virus coronato ci abbia mandato un po' tutti fuori di testa è chiaro a ognuno e 'c'è del metodo in questa follia' di lanciare al vento delle cronache gli allarmi massimi, ma poi nascondere la mano e gridare il contro coro che l'economia è più forte del virus: riapriamo i bar, i musei, le scuole, gli uffici; non tamponiamo più nessuno e nascondiamo le cifre dei contagiati effettivi e quelle dei certificati alla stampa estera.

Che però non ci casca, perché ogni nuovo contagiato da loro ha provenienza dal nord Italia, mannaggia, e si cancellano i voli e si invitano gli italiani tutti a starsene a casa fino a che non abbiano il governo effettivo del virus (senza taroccare le cifre, vedere cammello).

 

E da giorni stiamo tutti discutendo sui temibili social forum – accusati di essere il crogiolo di ogni nefandezza post moderna – se sia più nobile affrontare a viso aperto i venti malati dell'oltraggioso virus coronato o chiudersi da notte e aspettare che 'passi la nuttata' e la primavera faccia il suo corso – e che fortuna che il virus non muta in malattia vegetale e saranno salve le nuove gemme che tanto impatto psicologico positivo hanno sui nostri pensieri depressi e colorano le nostre passeggiate in campagna e ci danno respiro di vita nuova.

 

 

Coraggio, amici e compagni di viaggio! La lotta è dura, ma senza paura e chi più ne ha (di coraggio) lo trasmetta e ne contagi gli altri. Ooops!!

 

Risultato immagini per numeratori d'antan immagini

 

Perchè dovete stare in casa?
MED4.CARE
Perchè dovete stare in casa?
 
 
 

Pitture (e pesti) d'antan.

Post n°1165 pubblicato il 27 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Pitture d'antan.

Migliore di una frettolosa visita televisiva di Daverio, il cui merito è di avere offerto lo spunto e suscitato la curiosità, è la visita e la ricerca che si fa in rete a dirci chi era William Hoghart (1697-1764) e quale sia stata la sua qualità di acuto e satirico osservatore e pittore egregio della vitalità del suo tempo e delle sue genti.
Un tempo che, nel frettoloso e distratto compendio che ritenevamo nella memoria scolastica, ci si presentava quale teatro di terribili guerre di religione e di sanguinose successioni ai troni contesi tra le diverse dinastie di regnanti europei - e le pesti assassine che decimavano le popolazioni delle città e che solo il grande incendio di Londra (1666) cancellò e preservò la città dalla malattia negli anni seguenti.
E, a osservare le sue stampe e le incisioni e i quadri, la vita 'alta' degli aristocratici e la 'bassa' del popolino si mostra ugualmente vivace e vitalissima pur nella coscienza della mortalità e la brevissima 'vita media' - che solo nei primi decenni del 700 cominciò a salire, grazie alla 'rivoluzione agricola' (introduzione nelle coltivazioni della patata e del mais) e alla risalita delle temperature medie del pianeta dopo la piccola glaciazione del 600.

E, se non ci si limita ai suoi magistrali ritratti dei borghesi del tempo e alle pitture su commissione, i suoi quadri e le incisioni delle piazze affollate di pazzi e gaudenti e quelli delle taverne e degli interni di vita quotidiana nei salotti e nelle cucine ci mostrano un'umanità insieme dolente e felicissima - com'è nelle vite di ognuno e tutti l'alternarsi di gioia e dolore e rovinose passioni e disordine morale - quasi un H. Bosch d'oltre Manica o un Goya nei suoi ultimi anni di 'pittura sociale', giunto ormai all'apice della sua fama e libero di guardare con disincanto e vista annebbiata dal dolore di vivere lo svolgersi caotico della vita dei suoi simili.

 
 
 

Processioni d'antan e abdicazioni

Post n°1164 pubblicato il 26 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Cronache dalla nuova peste. Part five.

E che dire di quell'assordante silenzio della Chiesa che ha il sapore di un'abdicazione.? Quella Chiesa che organizzava processioni contro la siccità e/o la grandine e batteva campane a martello per chiamare a raccolta il 'popolo di Dio' contro il Turco o il lanzo todesco aggressore alle porte della città - e che le epidemie con migliaia di vittime le sfidava a viso aperto con le chiese piene di fedeli oranti (e contagianti) e che baciavano i piedi delle statue dei santi lungo le processioni in cui ci si batteva il petto per i peccati commessi e si accettava penitenti la giusta punizione di un dio vendicativo.

E in tempi di massima misericordia e un Dio tutto Amore per le creature le chiese sono vuote, invece – vuoi per disposizione ministeriale in accordo con le Curie, vuoi perché qui a Venezia i turisti sono scappati dalla barca che affonda già il lunedì successivo alla contagiosissima kermesse carnascialesca - e chi vuol essere fedele e pio e orante lo sia in totale solitudo. 
E le preghiere e i riti delle Ceneri si fanno a san Marco tramite smartphone e via internet e mandate le vostre preci via mail al Vescovado che le riunirà e indirizzerà a chi san loro e più non dimandare. Mantenere l'indirizzo mail segreto è necessario per evitare che burloni impenitenti si facciano beffe di Lassù ove si puote ciò che si vuole, corona virus incluso.

E davvero il clero non sa più che pesci pigliare, a parte le sardine, pie per natura e per legge di banco e misericordiose per vocazione e partito preso (il pd). Una Chiesa che era nata 'sotto il segno dei pesci' ma oggi presta la sua vetusta mitologia ai venditore di divani o di caffè senza che si levi una protesta che sia una per la palese dissacrazione.
Tocca tenerci il virus e far da sé, che facciam per tre. 
Che tempi, gente, che sacre solitudini e cieli perdutamente vuoti!

IT.WIKIPEDIA.ORG
Il termine ichthys (nella grafia greca del tempo ΙΧΘΥΣ oppure anche ΙΧΘΥϹ con la sigma lunata) è la traslitterazione in caratteri latini della parola in greco antico: ἰχθύς, ichthýs («pesce»), ed è un acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo. Per questo moti...
Memento mori.
Venezia, la processione di Carnevale sul coronavirus - Italia
ANSA.IT
Venezia, la processione di Carnevale sul coronavirus - Italia

 
 
 

Stelle danzanti (e caos di fuori)

Post n°1163 pubblicato il 25 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Il caos delle stelle danzanti. Cronache dalla nuova peste. Part four.

Se è vera la formidabile intuizione del filosofo tedesco - poi ripresa in una bella canzone - che '...bisogna avere molto caos dentro di sé per poter vedere una stella danzante' ebbene, in questi giorni di corona virus scatenato e trionfante, dovremmo vederne intere costellazioni: impegnate in un samba infernale per sfuggire all'attrazione gravitazionale di un gigantesco buco nero economico.

Dalla clausura in cui mi aggiro meditabondo e 'solo e pensoso i più diserti calli' calpestando di una campagna struggentemente bella nelle sue ataviche solitudini trovo drammatica conferma di quei miei pensieri d'antan che dicono la società in cui viviamo una 'cage aux fous', - una 'cheba de mati', dove basta gridare 'allah u akbar' in un pubblico convegno per scatenare il fuggi-fuggi in cui si calpestano impietosamente i caduti, e dire 'corona virus' due volte per vedere formarsi file lunghissime davanti ai super mercati e gli scaffali d'un subito vuoti e le merci chissà quando e se nuovamente sui camions degli approvvigionamenti.

E la lettura delle puntuali descrizioni di Albert Camus della peste che dilaga in tutti i quartieri della sua Orano di fantasia prigioniera del contagio e dei fenomeni di impazzimento collettivo che ne conseguono forse avrebbe aiutato i governatori delle regioni al centro del nostro dramma nazionale e Conte, il deus ex machina dei provvedimenti emergenziali (invero macchinosi e pochissimo divini), a dire parole più assennate e impedire che il virus di una influenza di ceppo nuovo e mutato potesse fare più danni (economici) della peste veneziana di cui alla famosa basilica a cui rivolgiamo collettivamente le preci.

Ed ecco a voi il dispiegarsi della follia piena del 'si salvi chi può', gridato da tutti contro tutti: non tanto per l'espansione del contagio dai numeri, tutto sommato, gestibili – che se non si fosse fatto nessun tampone quei contagiati sarebbero iscritti nel novero delle normali influenze stagionali (e il tasso di mortalità é parecchio bassino e limitato alla fascia dei 70/80enni male in arnese), bensì per le conseguenze del panico che ha esaurito in pochi minuti le mascherine nelle farmacie e l'amuchina sugli scaffali dei supermercati, neanche respirassimo l'aria fetida di un lazzaretto stracolmo di morituri senza poter uscire '...a riveder le stelle'.

A' dda passà 'a nuttata. Ne avremo per un mesetto di sofferenza estrema, ma lo scoppiare della primavera dovrebbe aiutarci – e il primo che si azzarda a cantare le str...... di stelle danzanti per via del suo allegro caos interiore è meglio che cambi strada, se per caso mi incontra lungo i viottoli della campagna. Fanc...

Nessuna descrizione della foto disponibile.