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Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
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Messaggi di Marzo 2025
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Facite 'a faccia feroce. Buttiamola in commedia, quella umana, con la 'c' minuscola' – come si conviene alle smargiassate ed ai sollucheri ed ai malintesi che si accompagnano ai gesti malaccorti, e se ne discute a lungo nel proscenio, battuta e contro battuta, tirando la commedia per le lunghe quando basterebbe un motto conclusivo, dopo parecchi sbadigli: 'E per oggi è tutto.' Sipario. E vale per il capo tribù Prodi Romano, di cui si discute se il suo gesto villano sia stato intenzionale o impulsivo - e finirà che gli chiederemo se sotto le unghie gli è rimasta traccia del dna della malcapitata giornalista per avere la prova provata del misfatto, ma vale anche per 'The Donald' che, pare si mormora, voglia usare 'anche' la forza per annettersi la Groenlandia. Ed è a tutti palese che quel genere di annessioni manu militari 'non godono di buona stampa', ma, fossi nei panni di quei deputati della Danimarca che si sbellicavano dalle risa al primo formarsi della notizia, non continuerei a tenermi la pancia dalle risate, bensì discuterei seriamente come uscire da tanto affanno – dal momento che un intervento militare contro la Groenlandia/Danimarca farebbe scattare l'articolo del protocollo Nato che impone a tutti i paesi membri di intervenire a difesa. Con il piccolo particolare che la Nato è anche, e soprattutto, l'America di Trump, paese aggressore. Contraddizioni in seno ai popoli, si diceva un tempo. E mi ritaglio anch'io una parte in commedia, magari quella del suggeritore che, nascosto nel suo cunicolo, prova invano a dire ai protagonisti reboanti di 'fare un passo indietro' e 'abbassare i toni' nel proscenio perché si possa udire il lento montare del coro e dell'orchestra più sotto che intonano la 'Marcia funebre' del noto compositore al posto di quell'Inno alla Gioia che abbiamo voluto quale inno sovra nazionale di questa Europa lassa e trista che 'non sa che pesci pigliare' e affida la pesca con la lenza ai sedicenti 'volonterosi' che: 'armiamoci e partite'. Sipario. Dimenticavo di citarvi il titolo della avvilente commedia in programma da mesi nei teatri di tutta Europa: 'Democrazie vo' cercando...'. Chi le avesse viste aggirarsi a tentoni tra le viuzze di un paese deserto, di notte in una sera nebbiosa, me ne dia contezza. Passerò l'informazione alla Vondertruppen dei riarmi annunciati affinché invii colà i suoi gendarmi. |
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'Il momento è grave' fa il paio con 'Il mondo è profondamente cambiato, non ci capiamo più niente.' Che, se ne cercate il riscontro sui quotidiani del mattino, vi appare cosa vera e condivisa. Ma ciò che fa più male, e gridano in coro 'Aita, aita!', è il 'dazio' – che rima beffardamente con il latino 'ratio' ed ha una sua vaga rimembranza con il funereo 'mors tua vita mea'. La mia industria venderà più della tua e si fotta il libero mercato. Eia eia, alalà: non siamo più globalisti e demo plutocrati bensì autarchici. Pare che il 'sistema liberale' (che ci sia ognun lo dice, cosa sia nessun lo sa) sia in crisi e la vincano le autocrazie all over the world, dopo l'affermazione di Trump (fascistone emerito) nell'America frastornata e che torna all'ovile della 'law and order' e respinge al mittente i criminali di importazione e impone ai pazzi 'woke' di smetterla con le caxxate e i piagnistei. Niente più asterischi e schwa nelle scuole e per i 'pride' si vedrà, magari aggiornateli a tempi migliori. La privatezza torna ad essere una virtù. Ma è davvero questo quel mondo 'al rovescio' secondo che lo si misuri col metro dell'ideologia gender o con quello di un 'ritorno al futuro' - dopo i quattro anni della rivoluzione di Trump che include la revisione dei trattati militari inter atlantici e il patteggiamento delle sfere di influenza est-ovest? Fate come me. Caffè caldo e brioscina al cioccolato al mattino fuori dal fornetto e, mentre il profumo si diffonde nella stanza guardate i colori chiari della primavera che avanza con le sue nuvole arboree variamente colorate. Silenzio in partitura. Il mondo va, la Terra gira intorno al suo asse. Lo fa da milioni di anni e le zolle tettoniche si incuneano una sotto all'altra con i nefasti effetti che osserviamo. Sembra tutto 'un gran casino', ma è solo un minuto secondo di un'era geologica che si dipana lentissima e ignara dei vostri tormenti. Sorseggiate lentamente il vostro caffè caldo. Domani è un altro giorno, si vedrà. |
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27 marzo 2022 Dovreste viverla l'esperienza del silenzio nella partitura delle vostre vite. Vi alzate dal letto alle prime luci dell'alba e i soli rumori che udite e che cercate di evitare sono i cigolii delle serramenta dei vostri oscuri che si aprono piano e vi mostrano di fuori la luce soffusa di una nebbia incantata. Le nebbie di primavera hanno l'incanto del bianco su bianco. Il bianco crema dei fiori degli alberi del caco a me di fronte che si delineano sul bianco arioso della nebbia in discioglimento e se ne impregnano, avidi di quell'umidità che manca a questa primavera arida e siccitosa. E nessun televisore acceso e i queruli telecronisti dallo sguardo spiritato a dirvi che c'è una guerra, da qualche parte nel vasto mondo - si, c'è, lo dovete sapere e dovete prendere fazione, è un maledetto imperativo categorico televisivo - e che corriamo il serio rischio di trovarci ridotti a cenere calda nel cratere di un esplosione termonucleare se non si zittiscono i belligeranti dottor Stranamore di ambe le parti di un mondo mutatosi, improvvisamente, in una immensa e clamante nave dei folli avviata al suo finale naufragio. Silenzio. Passi felpati e sguardo nuovo, ancora intriso delle fantasie dei sogni, su un mondo che rinasce dalle sue ceneri (è Quaresima, d'altronde, cospargetevi il capo, fratres). Possiamo farla rinascere noi l'araba fenice (che vi sia ciascun lo dice) e farla involare nell'aria dipinta del fresco bianco primaverile solo che lo si voglia e i televisori restino spenti. La vostra guerra non interessa più a nessuno, né la pandemia che rinasce (una nuova ondata, dicono i telecronisti dallo sguardo spiritato). Il mondo rinasce dentro di noi, gli diamo forma di nuova umanità silenziosa, siamo dèi noi stessi, incrociamo le gambe e sguardo fisso di là dell'orizzonte umano e le mani poggiate à revers nella posizione del loto. Auuuuummmm. Tempo, spazio, curvatura dello spazio tempo, tutto dentro e fuori di noi, inizia il viaggio. E non chiedetemi che cosa mi sono fumato ieri sera. |








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