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Messaggi di Marzo 2025

Inferni e paradisi.

Post n°3568 pubblicato il 31 Marzo 2025 da fedechiara
 

Inferni comparati. - 28 marzo 2018
Dunque l'inferno non esiste – Francesco dixit. Per equiparazione e proprietà transitiva anche il paradiso ha ottime possibilità di essere la macchietta televisiva del caffè Lavazza piuttosto che quel luogo luminosissimo fitto di Troni e Dominazioni e schiere di Arcangeloni in formazione para militare disposte tutte attorno alla Lux Maxima che 'vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole', come scriveva il Poeta.
Resta il fatto che sul mito dell'inferno e dei diavoloni coi forconi che affondano nelle carni frolle dei penitenti per l'eternità e gli echi orribili delle 'orribili favelle e grida di dolore e accenti d'ira' è vissuta una larghissima schiera di esseri umani sottomessa al Terrore Eterno delle predicazioni gesuite e domenicane ammannite dai famigerati pulpiti sulle teste dei penitenti di ogni età cosparse di cenere.
Coerenza vuole che Francesco chieda perdono, - la tiara in testa e a nome di tutti i suoi malati predecessori sul trono di Pietro - a tutti quei poveretti che sono morti nel terrore delle visioni apocalittiche e punitive del mito infernale costruito ad arte per sottomettere ad ubbidienze terrene i sudditi di ogni feroce e corrotta monarchia che ha inquinato la Storia.
E, invece, eccolo scusarsi e far precisare dai suoi addetti-stampa che: '...veramente il Papa non ha detto questo.' E hanno sbagliato tutti quei giornalisti a riportare le frasi incriminate dell'intervista con il gran vegliardo Scalfari Eugenio, fondatore di 'La Repubblica'.
Perché il mito dell'inferno, ben lo sappiamo, è mito fondativo e basico dell'organizzazione religiosa 'Santa Romana Chiesa' che sul Terrore dell'Aldilà ha estesamente campato nei saeculi saeculorum - e il suo franare nella confusione della presente torre di Babele delle lingue confuse e della anarchia teologica e 'relativismo religioso' che sconfina con l'ateismo rischia di rendere fragilissimi i pilastri della Dottrina e buona notte al secchio.
E da qui in avanti sarà solo la Bontà e la Misericordia erga omnes e urbi et orbi, inclusi gli infedeli seguaci del profeta della confusa predicazione di Francesco, a tenere unite le folle che si adunano in piazza san Pietro e nelle 'adunate oceaniche' delle piazze e stadi dei viaggi papali.
Ma, forse, è 'l'inferno in terra' che viviamo e che si sostanzia di guerre assassine e orchi terroristi radicalizzati sul web ad avere indotto il buon Francesco a negare l'esistenza del secondo inferno perché le torture e le efferatezze e le ferinità del primo sono ben maggiori delle atrocità immaginate dal sommo Poeta nel suo viaggio laggiù dove 'sarà pianto e stridor di denti'.
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Virus e peana di vittoria

Post n°3567 pubblicato il 31 Marzo 2025 da fedechiara
 

31 marzo 2020  · 
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Silentium. il virus ci ascolta.
E l'attenta lettura serale del Tucidide de 'La guerra del Peloponneso' – tomi I e II – e le 'Elleniche' di Senofonte mi conferma che 'ce la possiamo fare', se è vero che i popoli dell'Ellade ci sono fari luminosi nella politica (la mitica 'democrazia ateniese'), nell'arte, negli sports olimpici e nella resistenza/resilienza contro i virus aggressivi che ci vengono da Oriente (i Persiani di Serse).
E se Pericle ha sostenuto impavido la guerra contro Sparta per anni e malgrado la peste che colpì Atene e ne tramortì la potenza degli opliti chiusi a falange - e le trireme schierate a battaglia fuori dai porti delle città nemiche riottose a subire la sudditanza – anche noi possiamo vincere questa maledetta guerra chiusi in casa con schieramento a falange sui divani e gridando 'Questa è Sparta!!!' al gatto perché è persiano.
E non dobbiamo stupirci e stracciarci le vesti e/o i capelli (i capelli proprio no) se Orban ha chiesto e ottenuto i pieni poteri dal suo parlamento, dal momento che anche Pericle, nel suo piccolo, e Temistocle avevano pieni poteri di agire contro il nemico maggiore del Persiano onnipotente, ma sconfitto a Salamina.
La Storia è magistra, brava gente, teniamone conto e moderiamo i giudizi trancianti e teniamo a freno le idiosincrasie contro i sovranisti di ogni genere e risma. In fin dei conti anche la Merkel e l'Olanda non sembrano essere dei fiori di democrazia e generosità europea - e ben pochi sono i tulipani quest'anno sulle nostre tavole a causa delle frontiere chiuse e il malanimo.
E' l'ora del silenzio militare e della compunzione. Il virus ci ascolta.
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Una parte in commedia.

Post n°3566 pubblicato il 31 Marzo 2025 da fedechiara
 

Facite 'a faccia feroce.
Buttiamola in commedia, quella umana, con la 'c' minuscola' – come si conviene alle smargiassate ed ai sollucheri ed ai malintesi che si accompagnano ai gesti malaccorti, e se ne discute a lungo nel proscenio, battuta e contro battuta, tirando la commedia per le lunghe quando basterebbe un motto conclusivo, dopo parecchi sbadigli: 'E per oggi è tutto.' Sipario.
E vale per il capo tribù Prodi Romano, di cui si discute se il suo gesto villano sia stato intenzionale o impulsivo - e finirà che gli chiederemo se sotto le unghie gli è rimasta traccia del dna della malcapitata giornalista per avere la prova provata del misfatto, ma vale anche per 'The Donald' che, pare si mormora, voglia usare 'anche' la forza per annettersi la Groenlandia.
Ed è a tutti palese che quel genere di annessioni manu militari 'non godono di buona stampa', ma, fossi nei panni di quei deputati della Danimarca che si sbellicavano dalle risa al primo formarsi della notizia, non continuerei a tenermi la pancia dalle risate, bensì discuterei seriamente come uscire da tanto affanno – dal momento che un intervento militare contro la Groenlandia/Danimarca farebbe scattare l'articolo del protocollo Nato che impone a tutti i paesi membri di intervenire a difesa.
Con il piccolo particolare che la Nato è anche, e soprattutto, l'America di Trump, paese aggressore. Contraddizioni in seno ai popoli, si diceva un tempo.
E mi ritaglio anch'io una parte in commedia, magari quella del suggeritore che, nascosto nel suo cunicolo, prova invano a dire ai protagonisti reboanti di 'fare un passo indietro' e 'abbassare i toni' nel proscenio perché si possa udire il lento montare del coro e dell'orchestra più sotto che intonano la 'Marcia funebre' del noto compositore al posto di quell'Inno alla Gioia che abbiamo voluto quale inno sovra nazionale di questa Europa lassa e trista che 'non sa che pesci pigliare' e affida la pesca con la lenza ai sedicenti 'volonterosi' che: 'armiamoci e partite'. Sipario.
Dimenticavo di citarvi il titolo della avvilente commedia in programma da mesi nei teatri di tutta Europa: 'Democrazie vo' cercando...'.
Chi le avesse viste aggirarsi a tentoni tra le viuzze di un paese deserto, di notte in una sera nebbiosa, me ne dia contezza.
Passerò l'informazione alla Vondertruppen dei riarmi annunciati affinché invii colà i suoi gendarmi.
Potrebbe essere un contenuto di pop art raffigurante testo

 
 
 

Domani è un altro giorno.

Post n°3565 pubblicato il 30 Marzo 2025 da fedechiara
 

'Il momento è grave' fa il paio con 'Il mondo è profondamente cambiato, non ci capiamo più niente.'
Che, se ne cercate il riscontro sui quotidiani del mattino, vi appare cosa vera e condivisa.
Ma ciò che fa più male, e gridano in coro 'Aita, aita!', è il 'dazio' – che rima beffardamente con il latino 'ratio' ed ha una sua vaga rimembranza con il funereo 'mors tua vita mea'.
La mia industria venderà più della tua e si fotta il libero mercato.
Eia eia, alalà: non siamo più globalisti e demo plutocrati bensì autarchici.
Pare che il 'sistema liberale' (che ci sia ognun lo dice, cosa sia nessun lo sa) sia in crisi e la vincano le autocrazie all over the world, dopo l'affermazione di Trump (fascistone emerito) nell'America frastornata e che torna all'ovile della 'law and order' e respinge al mittente i criminali di importazione e impone ai pazzi 'woke' di smetterla con le caxxate e i piagnistei.
Niente più asterischi e schwa nelle scuole e per i 'pride' si vedrà, magari aggiornateli a tempi migliori. La privatezza torna ad essere una virtù.
Ma è davvero questo quel mondo 'al rovescio' secondo che lo si misuri col metro dell'ideologia gender o con quello di un 'ritorno al futuro' - dopo i quattro anni della rivoluzione di Trump che include la revisione dei trattati militari inter atlantici e il patteggiamento delle sfere di influenza est-ovest?
Fate come me. Caffè caldo e brioscina al cioccolato al mattino fuori dal fornetto e, mentre il profumo si diffonde nella stanza guardate i colori chiari della primavera che avanza con le sue nuvole arboree variamente colorate. Silenzio in partitura. Il mondo va, la Terra gira intorno al suo asse. Lo fa da milioni di anni e le zolle tettoniche si incuneano una sotto all'altra con i nefasti effetti che osserviamo.
Sembra tutto 'un gran casino', ma è solo un minuto secondo di un'era geologica che si dipana lentissima e ignara dei vostri tormenti. Sorseggiate lentamente il vostro caffè caldo.
Domani è un altro giorno, si vedrà.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo

 
 
 

Silenzi in partitura.

Post n°3564 pubblicato il 29 Marzo 2025 da fedechiara
 

27 marzo 2022

 Dovreste viverla l'esperienza del silenzio nella partitura delle vostre vite. Vi alzate dal letto alle prime luci dell'alba e i soli rumori che udite e che cercate di evitare sono i cigolii delle serramenta dei vostri oscuri che si aprono piano e vi mostrano di fuori la luce soffusa di una nebbia incantata. Le nebbie di primavera hanno l'incanto del bianco su bianco. Il bianco crema dei fiori degli alberi del caco a me di fronte che si delineano sul bianco arioso della nebbia in discioglimento e se ne impregnano, avidi di quell'umidità che manca a questa primavera arida e siccitosa.

E nessun televisore acceso e i queruli telecronisti dallo sguardo spiritato a dirvi che c'è una guerra, da qualche parte nel vasto mondo - si, c'è, lo dovete sapere e dovete prendere fazione, è un maledetto imperativo categorico televisivo - e che corriamo il serio rischio di trovarci ridotti a cenere calda nel cratere di un esplosione termonucleare se non si zittiscono i belligeranti dottor Stranamore di ambe le parti di un mondo mutatosi, improvvisamente, in una immensa e clamante nave dei folli avviata al suo finale naufragio.
Silenzio. Passi felpati e sguardo nuovo, ancora intriso delle fantasie dei sogni, su un mondo che rinasce dalle sue ceneri (è Quaresima, d'altronde, cospargetevi il capo, fratres).
Possiamo farla rinascere noi l'araba fenice (che vi sia ciascun lo dice) e farla involare nell'aria dipinta del fresco bianco primaverile solo che lo si voglia e i televisori restino spenti.
La vostra guerra non interessa più a nessuno, né la pandemia che rinasce (una nuova ondata, dicono i telecronisti dallo sguardo spiritato).
Il mondo rinasce dentro di noi, gli diamo forma di nuova umanità silenziosa, siamo dèi noi stessi, incrociamo le gambe e sguardo fisso di là dell'orizzonte umano e le mani poggiate à revers nella posizione del loto. Auuuuummmm.
Tempo, spazio, curvatura dello spazio tempo, tutto dentro e fuori di noi, inizia il viaggio.
E non chiedetemi che cosa mi sono fumato ieri sera.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento e natura

 
 
 
 
 

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