Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 09/01/2023

Guerre immaginarie e postazioni giornalistiche.

Post n°2399 pubblicato il 09 Gennaio 2023 da fedechiara
 

Rappresentatevi la vostra guerra. Quella che più vi piace, quella dove volete che vincano i vostri campioni. Mandate comunicati-stampa alle televisioni di tutto il mondo, istituite postazioni giornalistiche verso le quali indirizzare i moltissimi 'reporters' immaginari provenienti da tutti i paesi satelliti della Nato e sciorinate le vostre cifre e allestite i teatrini bellici dove far giungere gli 'inviati' che documentano gli 'orrori' del nemico e la sfilata dei cadaveri e l'immancabile commissione internazionale per i crimini di guerra – che saranno perseguiti chissà quando, dove, e da chi.
Norimberga 2/3/4/5, fate voi la cifra, secondo il tasso di indignazione e rabbia.
Non lesinate sulle cifre delle vittime civili e sugli aggettivi, è tutto gratis, si bevono tutto e tutto trasmettono in video e in voce in Occidente di questa 'drole de guerre' virtuale dove Kiev dice 400 morti e Mosca risponde 89, poco citata, in verità, e giusto per il famigerato 'dovere di cronaca'. Chi offre di più?
Va da sé – dal momento che si parla di una guerra con un nemico potente - che la risposta a quella (supposta) strage di parte ucraina avrebbe avuto una risposta forte e a breve, perciò oggi Mosca rilancia: 600 soldati ucraini morti, ma Kiev declina e si limita ad uno sprezzante 'fake news'.
Mancano all'appello gli 'scemi di guerra', ma non se ne sente la mancanza.
Però è vero che abbiamo un po' tutti, perfino i filo ucraini più sfegatati, l'impressione che non ci siano veri campi di battaglia e soldati veri e cannoni e missili e tutto l'ambaradan che conosciamo, bensì mille postazioni giornalistiche occidentali con i soldatini di piombo spostati da Kerson a Bakhmut.
La più fornita e meglio organizzata è quella dove siede Zelenksy in maglietta felpata, che ha a disposizione un vero e proprio studio televisivo e cameramen adoranti che lo seguono in tutti i suoi spostamenti - e le sue parole sono Verbo e Vangelo non solo per i suoi connazionali, bensì per tutti noi filo Nato e filo armamenti (lo siamo?) dei paesi satelliti al gran sole degli Usa.
Una stella fissa che ci invia i raggi diurni della sua santa e sfolgorante luce occidentale ed in cambio dell'obbedienza cieca ci invia le navi cariche di gas liquefatto a costo oro - che sostituisce quello, pressoché gratuito, che avevamo dalla Russia.
Fatevi la vostra guerra e date(ci) i numeri. Viviamo in una società liquida dove l'informazione è gassosa. Ossigeno puro. Non inalatene troppo e tutto in volta. Ubriaca e la vista vi si annebbia in giallo e blu, i colori della vittoria. In alto le bandiere.
  • (...) "Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico. La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo". (...) a me non frega nulla di Putin: sono preoccupato da giornalista, perché questa guerra sta distruggendo il giornalismo. Nel 1993 raccontai la battaglia del pastificio di Mogadiscio, in cui tre militari italiani in missione furono uccisi dalle milizie somale: il giorno dopo sono andato a parlare con quei miliziani e mi sono fatto spiegare perché, cosa volevano ottenere. E il Corriere ha pubblicato quell’intervista. Oggi sarebbe impossibile“. Estrapolazione dall'articolo citato.https://www.msn.com/.../ucraina-lettera-di.../ar-AA164t4q...
    Ucraina, lettera di 10 giornalisti ex corrispondenti di guerra contro la propaganda dei nostri media sulla guerra
    MSN.COM
    Ucraina, lettera di 10 giornalisti ex corrispondenti di guerra contro la propaganda dei nostri media sulla guerra

 
 
 

Eresie di ieri e conservatorismi di oggi.

Post n°2398 pubblicato il 09 Gennaio 2023 da fedechiara
 

Eresie di ieri e conservatorismi di oggi. Bergoglio in trincea.

E probabile che il nuovo 'papa emerito' (Bergoglio ha già firmato le sue dimissioni in caso di impedimento fisico) – finalmente solo sulla tolda – si decida a contentare quei fedeli della curva nord di piazza san Pietro che gridavano scompostamente: 'Santo subito'.
Primo perché un ennesimo santo, nella vastissima Assemblea Celeste, non costa molto e non si nega a nessuno poi perché 'promoveatur ut amoveatur' è regola universale - e un papa scomodo per dottrina e ferrei comportamenti conseguenti è bene traslarlo post mortem nel rassicurante Pantheon dove verrà allineato e imbalsamato quale ennesimo prodotto di sicura produzione e protezione ecclesiastica.
Un rivoluzionario a rovescio, il Benedetto, mite pastore tedesco, in tempi di misericordia universale ammannita senza troppa destrezza e senza i necessari distinguo a destra e a manca dello schieramento sociale - ormai decollato verso i lidi siderali del relativismo dottrinale e le chiese vuote e le vocazioni sacerdotali al palo.
Non diversamente si fece con Francesco, l'omonimo del presente papa, nel Dugento degli scismi poveristici e della temibile eresia catarina finita con le stragi.
Lo si chiamò a Roma, il mistico delle Creature, e gli si allestì attorno il 'sobrio' funerale in vita che lo costringeva in catene – lui e il suo movimento para scismatico – e fu indicato quale 'Santo subito', ma dentro l'ortodossia di una Chiesa pubblicamente lapidata nelle piazze dei paesi e, su al Nord, di là delle Alpi, e clamorosamente condannata perché 'simoniaca' e viziosa e troppe le aspirazioni 'temporali' del 'Papato' che si contrapponeva – perfino manu militari - all'Impero laico dei re.
Correva l'anno...

 
 
 

Fiumi di parole.

Post n°2397 pubblicato il 09 Gennaio 2023 da fedechiara
 

… e, a rileggere i giornali di qualche mese fa o un anno prima, l'impressione è che non siamo affatto 'figli delle stelle', come si cantava in gioventù, bensì abbiamo speso 'fiumi di parole tra noi', come recitano i Jalisse - che hanno affidato ad una sola canzone e ad un solo ritornello fatale di quella l'intera parabola del loro successo.
Abbiamo speso fiumi di parole sul dissesto del territorio e sulla necessità di imporre per decreto - ora, subito, da domani stesso - ai Comuni di ogni parte d'Italia il diktat sanitario de 'mattoni nuovi zero', al fine di far partire un discorso nuovissimo e sano sul corretto abitare i luoghi e risiedervi in sicurezza ed armonia di paesaggi, e non consumare oltre il poco suolo che ci rimane sgombro di orribili cementificazioni e condomini osceni a vedersi e a udirsi, ma sono corsi e corrono, in questo disgraziato paese, 'fiumi di parole' vuote e malsane che perpetuano l'andazzo tragicissimo di Consigli comunali che hanno il ruolo di malvagi collettori e amplificatori di istanze che vengono dai loro cittadini di ampliare a dismisura, modificare, estendere i loro sguardi di malta e cemento puntati sull'orizzonte zero e grigissimo del nostro futuro.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

 
 
 
 
 

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