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Messaggi del 09/11/2025

L'isola che c'è (e ci inquieta).

Post n°3855 pubblicato il 09 Novembre 2025 da fedechiara
 

'Se nell'Aldilà ci fosse luce sarebbe bellissimo.' scriveva Aldo Moro alla moglie Noretta in una sua struggente lettera dal carcere delle Br.
E qui la luce non manca – in queste giornate di sole puro e le montagne azzurrine ben disegnate sull'orizzonte veneziano tra acqua e terra.
Luce tra le strane architetture mortuarie che ripropongono le odiose dicotomie sociali tra ricchezza e povertà: gli spazi angusti condominiali degli ossari labirintici e la sfilata di bianche croci dei 'campi' di un popolo afono di storia privata e pubblica contro le meravigliose cappelle di famiglia di bello slancio architettonico o i quadrilateri della grandi tombe con il nome del capofamiglia scritto in nero e oro ed a caratteri di scatola sui marmi - che li leggono anche i satelliti dall'alto dello spazio celeste. L'effimero 'Aldilà' della tecnologia incapace di sconfiggere la morte nostra corporale.
La borghesia del denaro traccia il solco anche post mortem e suggeriamo al pd una tassazione ad hoc, una patrimoniale ex post misurata sul terreno occupato, dato che gli spazi mortuari si fanno sempre più angusti per i trapassati di ogni classe sociale.
L'isola della secolare raccolta di anime è colma e 'là sotto' si sgomita e, invece di 'luce, fate luce', si chiede coralmente 'spazio fate spazio' - in un grido silente rivolto ai presenti e vivi. Vox populi vox dei.
C'è un po' di spazio nel recinto degli 'evangelici', per dire, - non ci sono più i belli viaggiatori stanziali e i 'consoli' di una volta con la moglie Elisabeth o Isabel accanto - ed anche nel reparto degli 'ortodossi' residua qualche metro quadrato a destra dell'ingresso, e molte vecchie lapidi si mostrano spezzate dal tempo assassino sull'orbita del vuoto sottostante. Patteggiamo il condominio con il metropolita oggi in servizio.
Magari evidenziando, per contrappasso, le 'urne dei forti', quelle 'che passa il convento' oggi : degli artisti esimi vocati all'eterno della loro fama e quelle dei re greci privati della corona in vita, ma ridisegnata in bella mostra sulla tomba a sempiterno ricordo del fasto negato e del torto subìto.
Hanno costruito un ponte 'votivo' tra la fondamenta dei vivi e l'isola dei morti che favorisce l'illusione che vi sia transito effettivo tra vita e morte, ma è a senso unico, ahinoi: di viventi che vanno e tornano arzilli e felici di esserlo ancora per un poco e 'i più' che stanno immobili nell'isola dedicata e la loro memoria e le loro storie di vita si fa ogni giorno più evanescente - ed è un peccato davvero perché la 'perdita dell'informazione' è uno dei principali drammi della fisica quantistica in relazione allo strano universo che ci ospita.
E qui nell'isola dei 'cipressi alti e schietti' l'informazione è tutta perduta nel suo buco nero tombale e nessun Edgard Allan Poe si incarica più di ricostruire le storie dei muti per sempre che il vento autunnale disperde.
La bugia delle 'egregie cose' che dovrebbero accendere i 'forti animi', ma è una desolazione di assordanti silenzi, invece, e l'eco del 'rumore e furore che non significano nulla' (Macbeth – Monologo finale. W: Shakespeare)
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Antologia Di Spoon River

 
 
 
 
 

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