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Messaggi del 14/11/2025

La terra del tramonto.

Post n°3862 pubblicato il 14 Novembre 2025 da fedechiara
 

Europa, la 'terra del tramonto'. 12 / 11 / 2024

Al di là del clamore di stampa e televisioni sul merito delle parole di Elon Musk e l'impertinenza del suo invito ai giudici italiani ad andarsene a fare cose migliori e più sensate altrove nel vasto mondo - invece di mettere i bastoni fra le ruote alle politiche del governo Meloni relative alle immigrazioni massive e criminali (i naufragi organizzati dell'oscena lotteria del mare e degli annegamenti) – al di là del clamore (che lascia il tempo che trova), dicevo, è più interessante il notare l'insostenibilità del rabbioso tiro alla fune ingaggiato dai giudici italici con il governo.
Un tiro alla fune che cristallizza o maggiora il consenso politico al governo e indica i magistrati sinistri alle plebi quali pilastri del disordine sociale indotto dalle loro decisioni di impedire ogni e tutti i rimpatri dei non aventi diritto all'accoglienza.
Conosciamo tutti, infatti, gli avvilenti percorsi della clandestinità che fa seguito al nessun controllo effettivo delle immissioni di nuovi ospiti nelle nostre periferie urbane: mendicismo, micro criminalità, stupri, accoltellamenti e schiaffi sui treni ai controllori - e tutto il resto della trista collezione di notizie di cronaca che ci forniscono quotidianamente i giornali e i tiggi e che dovremmo spedire, a pacchi, negli uffici di quei giudici del tiro alla fune per una opportuna valutazione degli effetti post sentenze.
Perché quel che non sfugge agli osservatori attenti del fenomeno caotico delle migrazioni massive è il loro apparentarsi alla seconda legge della termodinamica: un crescere esponenziale dell'entropia sociale coll'aumentare quotidiano dei numeri di coloro che uno scrittore-viaggiatore famoso definisce, con scarso senso delle proporzioni storiche, ahinoi: '...i popoli irruenti, ma carichi di una energia vitale che affluiscono nel giardino-Europa' (sic).
Il cui destino continentale, per quel desso sognatore di futuri improbabili, è di esserne il collettore geografico inevitabile, la 'terra del tramonto' (aiuto!).
(segue).
 
 
 

Metafore ed altre metafore.

Post n°3861 pubblicato il 14 Novembre 2025 da fedechiara
 

Finchè la barca (e la nave) va. (Metafore ed altre metafore). 12 / 11 / 2022

...e la nave delle nostre vite mortali va, traversando le molte tempeste e ristando beata a galleggiare nel sole riflesso dal mare delle isole tropicali.
Fuor di metafora, cari voi, un po' ce la siamo cercata questa tempesta ultima e 'perfetta'.
Definizione, quest'ultima, che piace tanto ai giornalisti 'mainstream' - per quanto l'adagio popolare ricordi loro che 'nessuno (e niente) è perfetto', men che meno le tempeste, che sono lo scatenamento distruttivo delle forze della natura e un vortice impazzito di aria ed acqua.
Ce la siamo cercata perché nessun metaforico dottore ci aveva ordinato di schierarci come un sol uomo a lato di Stoltenberg (nome omen), personificazione dell'arroganza bellicista della Nato, o di votare la Meloni forzatamente atlantista e attenta, troppo attenta agli equilibri internazionali, quando avevamo a disposizione, nelle urne, una rivoluzionaria Italexit di Gianluigi Paragone decisa a tirarci fuori dal manicomio Europa che ha votato le sanzioni contro la Russia con la stessa devozione di quel tale che, sull'incudine (metaforica) si martellava gli zedebei - e godeva come un riccio quando sbagliava il colpo.
Perché, vedete, questo nostro essere prudenti e rispettosi del negozio di cristalli in cui ci hanno rinchiuso è la causa prima del malessere che ci vede prudenti e spaventati nel regolare il termostato di casa a 18 gradi piuttosto che 19/20 per tema delle bollette stratosferiche – e fortuna vuole che il clima del pianeta, così sregolato e impazzito, a detta della Greta e dei suoi gretini, ce li mantenga in miracoloso equilibrio, quei pochi gradi, e ci basti un maglione, un pile e/o una coperta sulle spalle per sopravvivere in questa stagione all'inferno di una guerra internazionale per procura che stiamo eroicamente combattendo.
Della serie: 'Andate avanti voi, mitici combattenti delle cause perse, che a me mi vien da ridere.'
Chi vivrà vedrà e saprà se 'andavano per lottare, ma eran morti', come si recita nell'Orlando furioso.
E ci sarebbe anche l'esempio politico virtuoso di un Orban, leader ungherese, che si barcamena (torna le metafora 'nave' come vedete, e la nota canzoncina scema della Orietta Berti) a dirci che si può contrastare questa Europa di dementi politici con qualche deciso distinguo e il chiamarsi fuori dalle stringenti sanzioni che ci penalizzano e i troppi 'migranti' dell'affanno europeo pluridecennale fatti convinti – con i muri alle frontiere e la polizia che vigila severa – che 'tornare a casa' è verbo di pura sensatezza che accomuna Kamala Harris in visita (semi)presidenziale in Messico con il summenzionato Orban e con i leaders australiani che applicano in casa loro una severissima ed efficace politica di respingimenti e restano parte dell'Occidente ciò malgrado.
Exempla ed altri exempla. Il distinguo è sul 'volere' (che è potere) di una diversa politica.
Con il che si conclude che restare a galla timorosi, come fa il presente s-governo della Meloni Giorgia (che il Cielo ce la conservi), non ci mette al riparo dalle tempeste che verranno e che il moderatismo in politica non paga, non sempre, e che un'altra, più efficace, politica è possibile per questo paese di storica infamia politica e servaggi indebiti e non petiti.
Correva l'anno.

 
 
 
 
 

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