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Messaggi del 01/05/2020

Primi di maggio poco retorici

Post n°1230 pubblicato il 01 Maggio 2020 da fedechiara
 



Hortus conclusus - 1 maggio 2015 · 

E sarà perché prediligo i luoghi del silenzio di natura (ma foltissima era la presenza di cicaleccianti allievi con maestre/professori in testa) che questo hortus conclusus incastonato dentro la bella città di Padova mi incanta, malgrado le gocce di pioggia che disputano lo spazio del cielo al sole nascosto.
E tutti quei nomi di classificazione botanica complicatissima e tutti in latino ti fanno sentire piacevolmente ignorante, ma voglioso di redimerti e impugnare i tomi e sfogliare i volumi - e hai la sorpresa di leggere, sopra un cespuglio che noi diremmo di volgare 'erba', che si tratta invece di 'Carex Ovalis Gooden' un cespuglio di Cyperacea euro-asiatica che ha piantato radici casuali in un vaso del mio giardino pensile e l'ho lasciata crescere e vegetare, perché no: la vita vegetale tutta mi incuriosisce e commuove tanto quanto quella animale e, a volte, di più, considerato il silenzio commovente con cui esprime il suo essere e vivere e tollera ogni umano sopruso e noncuranza.

E commuove del pari il ritrovare nelle palette didattiche piantate sul terreno le citazioni di distici di poesie delicate mandate a memoria come 'l'asfodelo' e i fiori color 'pervinca' – di cui ci piaceva la sonorità, ma non l'avevamo mai visto in natura e distinto dai suoi simili e al massimo arrivavamo al banale 'lilla' delle avvilenti semplificazioni coloristiche del nostro quotidiano - e chissà che splendore sarà 'l'amaranto', con quella sua sonorità spagnola e profumo mediorientale (anche i colori hanno un profumo).

E ci aggiriamo in questo hortus conclusus che è parte dell'immaginario splendido dei grandi giardini dell'Europa delle regge e dei palazzi nobiliari (Versailles, il Belvedere di Vienna) e ne è il vocabolario e la riserva vivaistica e la serra di conservazione a cui attingere in caso di calamità e siccità - ed è un tripudio di forme e colori e simmetrie ed esalazioni di tiepidi profumi ed essenze e impari ad ogni passo che la biodiversità esiste, è splendida e generosissima e tuttavia fragile e dipendente dalla maledetta spinta antropica che si mangia chilometri e chilometri di giungla primaria ogni settimana e distrugge essenze e alberi e piante dai poteri farmaceutici straordinari prima ancora di averne contezza e conoscerne le proprietà e i benefici.

Dovremmo farne un 'expo' del regno vegetale e darci, l'umanità tutta, gli stessi propositi che ci diamo per il cibo – che vogliamo ci sia per tutti e non venga sprecato e se ne valorizzino le diversità ambientali e culturali. 
Natura é Madre e, se è talvolta matrigna, lo è, spesso, perché ce la siamo cercata'.

L'immagine può contenere: pianta, fiore, albero, cielo, spazio all'aperto e natura
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