Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

bx111carteny.leproc1fedechiarapatatufakispret591stefspagieffecriofficina.serigrafiaelide.giovannigalloceramiche.1997antoniocarrino3contattocasabettinimare.giLalla3672
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 24/10/2020

Seconde vite

Post n°1394 pubblicato il 24 Ottobre 2020 da fedechiara
 

Ho una seconda vita. No, non la movida notturna, che avete capito, bensì sogni, molti e diversi e realistici nei quali risveglio persone del mio passato e le agito di una 'vita nova', ma dove non vale quasi mai il credo diffuso che 'i sogni son desideri' della nota canzone.
Più spesso sono rimproveri per 'ciò che poteva e non fu' e mestizie da capogiro per la mia inadeguatezza lunga una vita. Chi non ne ha da rimproverarsi scagli la prima pietra.
E alcuni sono 'sogni ad occhi aperti' e 'più veri del vero', per certi aspetti.
Quello di stanotte era un sogno di viaggio. Un viaggio estremo verso est da dove il sole sorge e verso quella Cina dei nostri tormenti, malefico virus compreso, ma anche terra misteriosa da sempre, dal tempo del viaggio a piedi dei Polo, mercanti di Venezia che ci narrarono della loro 'via della seta' e superarono mille difficoltà e conobbero popoli dalle curiosi abitudini e furono ospiti del 'kahn' delle loro fortune, e le molte ricchezze riportate miracolosamente in patria, in barba ai briganti sempre in agguato.
Ma il primo balzo di quel mio 'viaggio a piedi', al modo di B. Chatwin, lo facevo in aereo e dialogavo con una hostess e il co-pilota in pausa, confidando loro i miei dubbi sul senso che ha un viaggio a piedi, di questi tempi e alla mia età, non più fresca. E dicevo loro che non sapevo una parola di cinese e mi ero fatto scrivere da uno studente dell'università su un foglietto gli ideogrammi corrispondenti alle parole 'camera', letto, mangiare', le cose essenziali per chi viaggia e il suo tetto è 'un cielo di stelle'.
E, poiché questi sogni di viaggio ricorrono – e potrebbero essere il residuo notturno di un libro di Rumiz che sto leggendo: 'La leggenda dei monti naviganti' – mi sorge il dubbio che possano nascondere ed elucubrare il timore di un 'estremo viaggio' tipo 'partire è un po' morire' e chi si é visto si é visto, tocchiamoci di sotto.
E anche in questo caso ritorna l'influsso del maledetto virus e la lacrimosa, fastidiosissima proclamazione dei telegiornalisti dell'appartenere, noi della 'gioventù accumulata', ad una fascia di esserini fragili e rinsecchiti e da proteggere costi quel che costa : 'i nostri vecchi'.
Vecchi siete voi, vecchi dentro, non rompete.
E l'idea di un viaggio a piedi alla ricerca della fonte sempre nascosta e che mai si raggiunge della luce del sole è un po' il richiamo di un 'ritorno alle origini', ne converrete, un mitico andare a 'riveder la stella' fissa che ci illumina i giorni ma, insieme, l'abbandono di 'ogni usata, amante compagnia', del poeta sommo che chiede, invano, alla Luna: '(…) che sia questo morir questo supremo scolorar del sembiante e perir della Terra '.
Beh, un finale degno non c'è. Il mio viaggio si interrompe 'alle soglie dell'alba' con la maledizione di una realtà diurna di 'lockdown' annunciati e conclamati che, a Napoli, vedono già i primi scontri per le strade, segno di una insofferenza estrema di clausure e argini al dilagare della vita piena.
Arriveremo a scontrarci coi bastoni tra i guelfi mascherinati di tutto punto e armati dei micidiali d.p.c.m. terra-aria e i 'no masks' ghibellini disarmati, ma che si fan fuggiaschi e viaggiatori nei sogni, per il momento? Chi vivrà vedrà.

 
 
 

Camomille ed altre infusioni

Post n°1393 pubblicato il 24 Ottobre 2020 da fedechiara
 

Va tutto bene. Facciamoci una camomilla (con poco zucchero).
Se nel 1919/20 fossero state operative le televisioni e tutto l'apparato informativo e di 'notizie' vere e/o pilotate che gli va dietro la storia dell'umanità sarebbe stata molto diversa.
Provate a immaginare che impatto avrebbe avuto la presente 'infodemia' nelle menti e nei pensieri di popoli e nazioni già stremati dalla guerra - e le famiglie decimate dai milioni di morti in battaglia e nell'infamia delle trincee.
Un continuo stillicidio di morti per la pandemia della 'spagnola', che faceva seguito allo sterminio di massa dei soldati al fronte, quali esiti di depressione e suicidi a catena avrebbe conseguito se amplificato da quella vera e propria macchina di demenza collettiva che è il presente sistema informativo/televisivo?
E, se da un lato il confronto con i nonni e i bisnonni sopravvissuti a quei lontani massacri ci conforta e ci dice che 'ce la faremo' (da sostituirsi al lacrimevole e pietoso 'andrà tutto bene'), dall'altro lato ci fa dubitare che tutto il presente battage di stampa e televisioni sia davvero necessario e utile per il nostro vivere associati e per la nostra salute mentale.
Ne abbiamo una immediata dimostrazione personale se, per qualche giorno o settimana, decidiamo di non sintonizzarci con gli ossessionanti tiggi della presente pandemia, virando in films stagionati e/o documentari di natura o sui programmi di raiscuola.
Un improvviso 'apaisement' si distende sulle nostre vite e i raffreddori in casa tornano ad essere semplici raffreddori e qualche linea di febbre una semplice influenza, metabolizzata negli anni, da curarsi con paracetamolo e vitamina C. Con qualche attenzione in più per i nonni con gli acciacchi e le malattie tipiche della senescenza.
E gli ospedali restano 'l'ultima spiaggia' – come devono essere e sono sempre stati fino a marzo scorso - per gli eventuali sintomi più gravi e le insufficienze respiratorie conclamate ed evidenti.
Ecco, facciamolo quest'esperimento. Clic. Spente le televisioni e/o sintonizzate a volume basso sui programmi del quieto vivere e uguali sintonizzazioni su internet.
E' come sui telefilm degli X-files con Molder e la Dana Scully: nel finale ci si rende conto che c'era un gran bel po' di fantasia/isteria nei fenomeni e negli eventi descritti nel corso del telefilm e che ci provocavano ansie ed angosce. Niente omini verdi e secrezioni concolori che gli escono dal collo e il mutante con la faccia di Conte che ci lancia contro i suoi micidiali d.p.c.m.
Facciamoci una camomilla, va tutto bene.