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Messaggi del 07/11/2021

Che dal tumulo a noi manda Natura...

Post n°1816 pubblicato il 07 Novembre 2021 da fedechiara
 

Ombre nell'Ade 07 novembre 2019
'Ognuno sta solo sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole. / Ed è subito sera.'
E, i distici melanconici e tristi di Quasimodo - improbabile Nobel della letteratura in tempi di giganti disconosciuti – sembrano ritagliarsi e valere più per i morti di questo camposanto dimenticato. Dimenticato 363 giorni all'anno e che vive di memorie effimere nei giorni 'dei morti' di Novembre.
Chè, se vai nel campo dei greco-ortodossi, minoranza esiguissima e in fase di scomparsa di questa città di umani fantasmi e di gabbiani cannibali, è una desolazione di abbandoni e lapidi e croci spezzate e avvallamenti tra le tombe come se la terra sprofondasse su se stessa per la vergogna della dimenticanza dei figli e dei bis nipoti delle ombre familiari vaganti nell'Ade.
E, a vedere questa desolazione del nulla post mortem, il Foscolo, che di questa minoranza dovrebbe essere eroe ed egida, cambierebbe i suoi distici famosi nei licei ed eviterebbe di dire che: 'A egregie cose il forte animo accendono / le urne dei forti...' Perché qui le urne sono spezzate e ingrigite e sbiaditi i nomi e le date delle vite esemplari e delle principesse in esilio e dei musici e coreografi di grido.
E il ponte fortemente voluto dal sindaco ha valore più simbolico che pratico, coniglio dal cappello di una amministrazione così-così, né buona, né pessima, ed è schiaffo ai vivi di transiti e legami che durano 'l'espace d'un matin' ed è subito sera, appunto.
Sera e notte dell'oblio dei vivi che non sanno più che farsene dei paesaggi mitici e incontri fatali dell'Aldilà quali illustrava il Buonarroti nella Sistina – e il ritrovarsi, oggi, e riconoscersi e abbracciarsi tra le ombre sotterra e le prossime future è più legato alle mirabilie cinematografiche di film tipo 'Ghost' che alle preghiere per i defunti che si recitano nelle chiese vuote.
(…) 'e bella e santa fanno al pellegrin la terra che le ricetta' è un sussulto positivo, ma illusorio, dei Sepolcri – un lunghissimo 'carme' che dovremmo imporre nelle scuole di ogni ordine e grado e mandare a memoria e farne un film con Leonardo di Caprio e Brad Pitt ombre nell'Ade insieme ad Omero e Dante e Quasimodo (si parva licet) nella speranza che esorcizzino questi altri versi tristissimi e il presente, desolato paesaggio di solitudini salmastre e orizzonti vuoti delle viventi generazioni di agnostici gaudenti che plaudono ai ponti resuscitati tra i vivi e i morti, ma già al quarto giorno lasciano l'isola al suo destino di assordanti silenzi e avvilenti abbandoni.
Sol chi non lascia eredità d'affetti
Poca gioia ha dell’urna; e se pur mira
Dopo l’esequie, errar vede il suo spirto
Fra ’l compianto de’ templi Acherontei,
O ricovrarsi sotto le grandi ale
Del perdono d’Iddio: ma la sua polve
Lascia alle ortiche di deserta gleba
Ove nè donna innamorata preghi,
Nè passeggier solingo oda il sospiro
Che dal tumulo a noi manda Natura.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Non si poteva dir meglio...

Post n°1815 pubblicato il 07 Novembre 2021 da fedechiara
 


Arte e politica (2) 07 novembre 2015
La cosa buona è che vedi tanta gente, giovane e bella gente, fare la fila e riempire questi spazi che ancora odorano del catrame e delle ruggini e dei cordami degli storici padiglioni dei Giardini.
E si aggirano intorno alle sculture, quadri, istallazioni e alle 'performances' con sincero interesse e segreto stupore e fotografano e si interrogano e alambiccano e, se c'è un gruppo nei paraggi munito di 'guida' professorale, orecchiano per cercare di capire le segrete ragioni degli artisti post moderni che mai, o rarissimamente, quando hanno qualcosa da dire lo dicono in maniera chiara e immediatamente comprensibile.
Magari con delle ampie metafore, quelle vanno ancora bene, ci abbiamo fatto il callo con Dante e gli altri poeti, - e abbiamo digerito pure 'i tagli' e le bruciature e i volti informi di Medardo e le colature di Pollock - ma perché gli aggrovigliamenti informi spalmati di catrame (omaggio all'antico Arsenale?) e i brandelli e i nastri da impacco penzolanti e gli specchi a frantumi e la sabbia color del mare da cui insorgono lisci pali di marmo?
E il bookshop, per contrappasso, rigurgita di libri dei critici d'arte che rampognano i presuntuosi e gli ingenui de: 'Lo sapevo fare anch'io' e/o 'L'Arte (post) moderna questa sconosciuta: istruzioni d'uso'. Ma Sgarbi no. Se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti incazzi e giri al largo.
Però è vero che è stimolante e fa bene ai neuroni ed elasticizza le sinapsi, l'aggirarsi fra queste sale e girare intorno alle 'opere d'arte' con sguardi che non hanno nulla da invidiare a quelli di Alberto Sordi e signora che, nel 78, fecero il 'gran tour' e ne ricavarono un film che ancora oggi docet per quella sua ostinata domanda da frutaroli: 'Ma che vole di'? Ai professori e ai critici l'ardua e alambiccata risposta.
E davvero ci vuole un fisico bestiale per dirlo a quel modo degli artisti selezionati e averci speso mesi e anni di pensieri e i disegni e le proiezioni al computer per farne uscire lo sgorbio che i critici d'arte osanneranno per generazioni e lo diranno geniale e ce lo faranno digerire quale 'nuova frontiera dell'arte' e i bis nipoti lo ammireranno al Moma o a Palazzo Grassi: i luoghi degli incensi e delle incoronazioni.
Buongiorno, gente! Siamo alla Biennale: luogo di storici stupori e scandali e di 'non si poteva dir meglio se si voleva dir niente'. Come in politica.