Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 15/11/2021

Traslochi di ieri e di oggi.

Post n°1829 pubblicato il 15 Novembre 2021 da fedechiara
 


Tempo di traslochi 15 novembre 2016
Sarà perché sto mentalmente preparando un trasloco che il governo delle cose e 'ogni cosa al suo posto' mi stanno così a cuore? E quando mi prende il panico per l'immane quantità di lavoro che un trasloco comporta mi tornano a mente i vecchi adagi tipo 'una cosa alla volta' – che è sempre buona regola e percorso obbligato per sbrogliare le matasse della nostra vita quotidiana e riordinare il troppo di tutto che abbiamo stipato nelle nostre case lungo i decenni delle nostre vite.
E dal micro al macro: gran fermento sta provocando il ridisegno del mondo che ha in mente Donald-l'intruso, secondo i manifestanti della fazione sconfitta che 'non se la mettono via' e pretendono di 'mandarlo a casa' prima ancora che si insedi nello studio ovale.
Ma già si fanno i nomi dei prossimi governanti e dei segretari di stato e dei consiglieri più autorevoli che decideranno la politica americana dei prossimi quattro anni ed è bene che questo genere di cose vadano per la 'diritta via' e non conoscano impacci e conflitti troppo accesi perché i desideri folli degli sconfitti causerebbero lo sconquasso della fragile democrazia americana più di quanto faranno le reboanti dichiarazioni di Trump di restituire al mittente milioni di clandestini e 'sin papeles' che vivono di espedienti nelle avvilenti periferie urbane delle metropoli americane.
C'è un gran bisogno di governo in questo mondo rotto e milioni di schegge impazzite schizzate per ogni dove che le sinistre europee hanno portato al collasso – in primis per non aver saputo gestire e governare la catastrofe umanitaria dell'immigrazione clandestina a sei cifre e le conseguenti 'giungle di Calais' e di Ventimiglia e i bivacchi dei pretesi profughi nelle stazioni delle principali città europee e i disordini e le molestie di Capodanno alle donne di Colonia, Zurigo, Helsinki quali ci hanno consegnato le cronache 2015/16: anni orribili di morti per le strade e nei ristoranti e teatri e aeroporti per mano dei 'radicalizzati sul web' assassini prodotti dalla disoccupazione e dalla mancata integrazione degli immigrati che abbiamo stipato a milioni nelle orribili 'banlieues' dove la polizia non si azzarda a mettere piede. Enclaves di miseria e di un rancore sordo contro l'Occidente incapace di vera accoglienza e di integrazione e polveriere dei futuri conflitti annunciati.
E tutto il discutere che si fa di 'populismo' e tutto il fracasso che è conseguito all'evidenza della rabbia degli elettori che hanno votato per la brexit e per Trump e, forse, speriamo, contro Renzi e le sue ridicole 'riforme costituzionali' finalmente approda a tardivi 'mea culpa' e angosciate domande su 'dove abbiamo sbagliato'.
Avete sbagliato a spacciare facile misericordia benedicente e l'avvilente retorica dell'accoglienza buonista quando i sindaci vi dicevano, uno via l'altro, che i loro cittadini non ci stavano a trasformare le loro città e paesi in bivacchi di nuovi poveri e nullafacenti e mendichi.
Avete sbagliato nel non voler considerare che il troppo dell'immigrazione a sei cifre mal si concilia con un paese che non conosce crescita economica da oltre dieci anni.
Avete sbagliato nel cercare di imporre all'Europa le 'quote' che nessuno ragionevolmente vuole al di là delle Alpi perché le elezioni li castigano e se gli elettori vi castigano vuol dire che vedono le cose sbagliate nelle strade e nei parchi cittadini che voi vi ostinate a non vedere e/o a dirle governabili ad onta delle mille evidenze contrarie – vedi, oggi, il sindaco Sala, buonista per partito preso (il disastrato PD di Renzi) che chiama l'esercito a sedare la guerra per bande delle sue periferie fitte di immigrati che non trovano lavoro e si dedicano al suo surrogato criminale dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione.
Davvero c'è bisogno di vero governo e di un radicale cambio di politiche nell'Europa sconvolta dalla brexit e dall'elezione di Trump.
Buongiorno, cari e-lettori, è tempo di traslochi. Il futuro è incominciato.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Assassini a processo.

Post n°1828 pubblicato il 15 Novembre 2021 da fedechiara
 

Cominciamo dal fondo. Dalla cella del carcere nella quale il 'mostro' del Bataclan – l'unico sopravvissuto alla mattanza dei civili inermi – legge attentamente le lettere delle sue donne e le stringe al cuore in preda ad una forte commozione.
Donne innamorate di lui, forse islamiche immigrate, a loro volta stipate nei quartieri-monstres di Parigi e Bruxelles, che condividono i suoi rancori anti occidentali e surrogano in terra le tot vergini di spettanza paradisiaca riservate ai combattenti assassini di un islam degenerato - e che pretende sia grande un Allah rabbioso, un loro simile sterminatore di 'infedeli'.
'Sterminateli tutti senza pietà.' una frase già letta nei libri di storia, relativa ai conflitti tra fazioni religiose anche nostre – rileggetevi le pagine della 'crociata contro gli Albigesi' e dei vescovi combattenti che li massacrarono, una volta violate le mura.
Ma potrebbero esserci anche lettere di donne innamorate non di quel recinto ideologico – la letteratura relativa a famosi detenuti di ogni risma e atrocità ci racconta di una misteriosa passione amorosa capace di travalicare l'orrore delle male azioni e dei crimini commessi – a ciascuno il suo ed è appena il caso di sottolineare che sono davvero di stomaco forte e di abbondante acido cloridrico, quelle tali, capaci di metabolizzare anche le maledette personificazioni post moderne del primo Male, quello di Caino.
Ma è la parte relativa all'educazione del pargolo, immigrato 'di seconda generazione' che dice ai suoi giudici di avere amato i suoi professori e di essere stato cresciuto bene, che più ci sconvolge.
Perché nella nostra mente di occidentali ingenui ci pare che una buona educazione e bravi professori della scuola pubblica che instillino i giusti 'valori' di convivenza civile bastino e avanzino per 'integrare' le serpi in seno assassine - risvegliate anni più tardi sotto l'urto di eventi malvagi quali la nascita dello stato islamico e la partecipazione della Francia alle operazioni di 'peace keeping' sul terreno mediorientale alleata all'America.
Siamo davvero ingenui e un filo stupidi, lo ammettiamo, e più di noi lo è stata Europa, il continente rinsavito dopo ben due guerre 'mondiali' e che, da allora, si è proposto di essere buono tre volte, 'buonista', per intenderci, usando un lessico da socials, ed ha approvato leggi e firmato storici trattati che hanno ridotto le frontiere degli Stati nazionali a un colabrodo e corridoi apertissimi dove entrano clandestini e profughi (molti quelli e ben pochi gli 'aventi diritto') e, di rimbalzo, oggi si alzano i muri e si schierano gli eserciti in armi vista la malaparata dei numeri altissimi di invasori e degli occupanti abusivi nelle banlieues metropolitane fuori controllo.
E il reportages sugli avvenimenti tragici del Bataclan e dei 130 morti e 316 feriti della drole de guerre dichiarata ai civili innocenti ci segnala che gli assassini islamisti radicali in armi hanno passato le frontiere con grande agio e col bagaglio ricolmo di kalashnikov perfino il giorno dopo la mattanza – giusto per dire come l'ideologia 'buonista' abbia disarmato gli animi e le polizie e consenta ad un gruppo di improvvisati guerrieri di Allah di rappresentarsi quali demoni sterminatori - e di armare, poi, i tir di Nizza e di Berlino e i coltelli dentro ai treni e agli autobus dei singoli assassini fuori di testa 'in franchising' dell'Isis o di quel che ne resta. (segue)

 
 
 

Piovono rospi (tuttora).

Post n°1827 pubblicato il 15 Novembre 2021 da fedechiara
 


Piovono rospi 15 novembre 2014
Mi ha colpito la frase di quei tredici migranti di Tor Sapienza (nome nobile, ma di faticosa coniugazione con le notizie che ci vengono da quel quartiere) che sono tornati nelle case da cui sono stati cacciati dai residenti storici in plateale rivolta.
'Questa è la nostra casa.', pare abbiano affermato. Casa loro, già. Come tutte quelle assegnate in tutti quegli altri centri della Penisola dove sono stati stipati i cento ventimila e più migranti (pochissimi i 'rifugiati' aventi diritto) sbarcati sulle nostre coste grazie alla brillantissima operazione detta 'Mare Nostrum': un tam tam di chiamata a raccolta e fortissimo incentivo a 'provarci' che ben dieci paesi europei ci hanno rimproverato a muso duro.
La nozione di 'diritto', in questo paese, si succhia già dal latte materno e fin dal primo toccare terra dei migranti che accogliamo ('accogliere' è parola grossa, a giudicare dalle notizie in cronaca). Meno facile è elaborare mentalmente il suo corrispettivo: 'Il dovere'. Dovere di rispettare le leggi vigenti, a cominciare da quelle che sono state scritte a difesa delle frontiere di terra e di mare e che i nostri migranti storici nelle Americhe rispettavano, a quanto mi costa, fin da quando si imbarcavano sulle navi a Livorno, Genova, Civitavecchia.
Perché il fenomeno migratorio va governato e regolato e non subìto – come accade da noi che non sappiamo a che santo votarci e siamo il solo paese europeo che, da lunga fiata, non mostra i grafici di una pur modestissima ripresa economica che sempre auspichiamo - e danziamo la mitica 'danza della pioggia' perché arrivi finalmente! e ci batte perfino la Grecia, nell'ultimo semestre.
'Casa nostra.', dicevamo. Sogno di molti e di tutti - e le richieste di un alloggio popolare sono alle stelle da sempre così come le 'occupazioni' delle case in periferia che, a volte, includono anche appartamenti già assegnati nel rispetto delle faticose procedure. Diritto e dovere, appunto, da richiamare sempre congiunti. E rispetto della legalità repubblicana di cui giungono davvero pochissime notizie dalla cronaca del Belpaese.
E chissà dove saranno ricoverati quei tredici che rivendicavano il diritto di una 'casa nostra', ma sono stati ricacciati dalla rivolta di piazza. Speriamo in Tirolo, dove il 'dovere' e il rispetto della legalità vengono sempre due e più passi prima di pronunciare la parola 'diritto'. Che nessuno si sogna di negare, ma a ragion veduta, dopo aver rimesso le 'cose a posto' - prima i residenti e, se avanzano risorse, anche i nuovi arrivati - in questo paese dove tutti gridano e la pacatezza sembra un 'sogno di mezza estate' piovosissima e, invece, di gocce d'acqua, piovono rospi.
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