Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 03/12/2021

Maria e Giuseppe nelle urne presidenziali di gennaio.

Post n°1857 pubblicato il 03 Dicembre 2021 da fedechiara
 

Maria e Giuseppe nelle urne presidenziali di gennaio.

 

E Vauro ha centrato l'argomento da par suo e la questione è, effettivamente, da qui a tutto gennaio, quella di 'farsi quattro risate' (finalmente!) lungo un ipotetico settennio davvero fantastico e denso di novità e gags - e finirà la pandemia, finalmente, sconfitta dal riso collettivo ché 'il riso fa buon sangue' pur se abundat in ore stultorum, come ci dicevano i professoroni di latino e di filosofia.
E dopo un settennio di smascellamenti e sbadigli irrefrenabili di tremendissima noia per la conduzione costituzionale pedissequa di Mattarella ci aspettiamo i fuochi di artificio di Berlusconi magnifico ottantenne che modernizzerà il paese e avremo il presidenzialismo alla francese e il cancellierato alla tedesca e le aringhe fumèe alla finnica nei ristoranti e ci diremo finalmente europei senza riserve augurandoci Buon Natale senza remore e riserve mentali e chiamando i figli e i nipoti Maria e Giuseppe e Baldassarre, così come i nostri ospiti immigrati chiamano ostinatamente i loro Fatima e Muahmmad e Ahmed.
E anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età.
Potrebbe essere un cartone raffigurante il seguente testo

 
 
 

Fermi biologici.

Post n°1856 pubblicato il 03 Dicembre 2021 da fedechiara
 


A gennaio sarde in saor a prezzi stracciati. 03 dicembre 2019
E' una questione di 'storytelling': pomposo sinonimo globale e sinistro di 'narrazione'.
Ma nel loro caso – nel caso delle sardine clamanti nelle piazze, ma perdenti nelle urne - è un, più semplice e avvilente, 'raccontar storie', sinonimo di fiabe neanche buone per i bambini già mezzo addormentati o, come direbbe mia figlia, 'si sono messi su un cd', e se le cantano e se le suonano coll'accompagnamento di grancassa dei giornaloni e delle televisioni embedded e di regime rosso e giallo.
E il loro cd ha come refrain di base e scandito 'rap' l'odio che appesterebbe la società, a sentir loro, ma tra le loro fila c'è una quantità di gente che ha da insegnare come si odia veramente – e se, provocatoriamente, si dice forte il nome di Salvini in un loro convegno, apriti cielo, le salve di insulti che scoppiano uno via l'altro e la rabbia che li fa sbavare, letteralmente, verdi in faccia, nel senso degli sputi e spintoni che alcuni di loro hanno rivolto al sindaco di Massa e ad una assessora, opposti di fede politica.
E il loro cd e il film che ci propongono nelle piazze - ennesimo ariete mediatico in mancanza di altro di programmatico e di condivisibile verbo sinistro - ha molto altro di osceno a vedersi e udirsi e che non con-vince. In ispecie quel loro schierarsi sempre e solo 'contro' agli opposti di fede e a prescindere, e gridare compulsivamente, come lo stolto pastorello della fiaba, 'al lupo!' fascista e 'bella ciao'; ma più fascisti, nel senso delle 'squadracce' e delle 'spedizioni punitive' ci sembrano quegli 'antagonisti' loro cugini che si provano ognora di impedire a Salvini o alla Meloni di esercitare il loro diritto costituzionale di convocare i comizi e organizzare le cene elettorali al fine di conquistare la mente e il cuore degli elettori emiliani e romagnoli con parole d'ordine e programmi per il futuro della loro regione.
E finiranno per 'mettersela via', questi pesciolini coccolosi – giunti all'ennesima convocazione di piazza che li manda in solluchero e pacche sulle spalle e abbracci per 'come siamo tanti' e tutti buoni, buonissimi e disposti ad offrire evangelicamente l'altra guancia (sic).
Che, se fosse per loro, mutilerebbero il web di tutti i pretesi 'odiatori' loro opposti di fede e dottrina con le fatwe imposte a Zuckenberg e alle occulte redazioni di facebook - e Liliana Segre e la sua terribile storia di testimone degli orrori nazifascisti è usata come ariete mediatico e visibilità politica, come quasi tutto di quel loro armamentario sinistro che include il dirsi 'senza partito' prendendoci per scemi.
Senza partito ma per partito preso da tempo, invece, e malamente occultato ed è quel pd che fa gli scongiuri e gli esorcismi che a gennaio mal non gliene incolga e perdano lo storico bastione emiliano e, nell'eventualità luttuosa, sono facile profeta, tutte queste sardine non più fresche rifluiranno a banchi nel mare delle elezioni perdute, una via l'altra, (il referendum di Renzi e le europee e l'Umbria ultima scorsa) e finalmente ascolteremo altre canzoni e altri cd.
Perché, vedete, care le mie candide sardine, di minestre riscaldate e di ribollite fiorentine e scandicciane e tutto il cocuzzaro del partito democratico (?) favorevole al Mes – che 'salva stati' ma li rimanda al cimitero greco, non se ne può più davvero.
Sipario. E che venga gennaio di un anno davvero nuovo e le sardine 'in saor' con le uvette e i pinoli a prezzi stracciati per la gioia di tutti.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

I combattenti di novembre.

Post n°1855 pubblicato il 03 Dicembre 2021 da fedechiara
 

03 dicembre 2014
A novembre si ha un bel dire 'siamo dei combattenti'. Si, come quei trecento che 'eran giovani e forti e sono morti'. Perché novembre ti fiacca, invece, con lo stillicidio dei suoi maledetti giorni di pioggia e le alluvioni che mutano il paesaggio del Belpaese e ci mostrano il fango che viola le case e i torrenti in piena che tutto trascinano nella loro furia.
E la politica ci mette del suo nell'aggiungere diluvio a diluvio e travolgere quel poco di speranza che ci era insorta dentro dopo la stagione della 'rottamazione' e del 'via tutti!', 'via i corrotti!'.
E oggi ci ritroviamo con l'ennesimo imbonitore da fiera paesana che batte la grancassa de 'l'uomo del fare' e non si cura delle astensioni stellari del voto regionale in Emilia e del rifluire a destra, coi vecchi arnesi già rottamati berlusconi e bossi e i loro eredi fedelissimi, dei pochi 'combattenti del voto' che ci provano a punire la mala politica colla spadina e le picche fragili e inadeguate della scheda elettorale.
E leggiamo costernati le cronache dell'affarismo politico-mafioso romano che sull'immigrazione selvaggia e non governata del 'troppo che stroppia' ingrassava i soliti delinquenti interni alla 'politica' e preparava le esplosioni sociali di Tor Sapienza e le cento altre del degrado delle città.
E leggiamo/ascoltiamo le news che raccontano della 'piccola delinquenza' che viene ulteriormente depenalizzata per svuotare le carceri e i tribunali - e plaudono gli avvocati e i giudici sommersi dalle scartoffie negli uffici, ma fanno cadere le braccia ai poliziotti che catturano i malviventi e se li ritrovano in strada ventiquattr'ore dopo con il ghigno beffardo degli impuniti stampato in faccia.
Novembre di piogge e alluvioni e cattive notizie 'come se piovesse'. Governo ladro. Politica ladra e stramaledetta che fa pensare fossero meno peggio le mitiche 'piaghe d'Egitto'.
Bibliografia consigliata:
* 'Saggio sulla lucidità' - J. Saramago
(Citazioni : : Arriva sempre un momento in cui non c'è altro da fare che rischiare.
Abbiamo tutti i nostri momenti di debolezza, per fortuna siamo ancora capaci di piangere, il pianto spesse volte è una salvezza, ci sono circostanze in cui moriremmo se non piangessimo.
Cecità è vivere in un mondo dove non vi sia più speranza.)
* Il manuale del perfetto impunito - M. Travaglio
Nessuna descrizione della foto disponibile.