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Messaggi del 14/05/2022

Miti ed anti miti.

Post n°2088 pubblicato il 14 Maggio 2022 da fedechiara
 

Scegliete il mito che più vi piace: Leonida alle Termopili, i Mirmidoni di Achille, Alessandro e i suoi veterani delle mitiche falangi e le lunghe sarisse a far da micidiali porcospini semoventi, ma è sempre della forza che si parla, il mito della forza bruta che si impone e determina gli accadimenti a seguire.
Ed io sto con i più valorosi Teucri che si batterono come leoni contro i Danai invasori - che vinsero col trucco degli dei/e schierati a favore e la furbizia ultima del Cavallo.
Ed è una vigliaccata bellica dell'autore del mitico Poema l'avere messo in campo uno che lo dicevano Immortale a prescindere dai colpi di spada o di lancia messi a segno dall'avversario - e solo una freccia finalmente conficcata nel tallone, ben guidata da Apollo, ce lo tolse dai piedi e lo disse umano vagante nell'Ade.
Ma al mito della forza e della guerra si giustappone l'altro mito, bistrattato e desueto: il mito delle 'buone ragioni'. Dell'una e dell'altra parte in conflitto. Si combatte e si mette in gioco la vita per la patria o per la libertà o perché 'Dio/Allah lo vuole' e 'In hoc signo vinces', come volle il Costantino della leggenda.
Ed è tutta da dimostrare la buona ragione degli Ucraini che dell'acciaieria Azovstahl ne hanno fatto la loro Termopili, perché quel battaglione mitizzato dall'Occidente (colpevole di omertà e noncuranza mediatica al tempo della vigliacca guerra del Donbass - durata ben otto anni di massacri e vittime civili inermi) prima di venire inquadrato sotto le insegne dell'esercito ucraino si comportò come le 'squadracce della morte' di ogni tempo e luogo e ben si è meritato l'aggettivo di 'nazista' di cui alla 'denazificazione' bellica di Putin.
Tutto ciò considerato l'uscita di scena di quei valorosi combattenti (lo sono stati? Che ci facevano lì sotto armati fino ai denti? Davvero nascondevano l'orribile segreto di istruttori militari Nato collaborazionisti e/o di laboratori biologici con provette e alambicchi proibitissimi?) quell'uscita di scena, dicevo, si merita il silenzio in partitura della Storia – come la freccia nel tallone di Achille, della quale si narra solo dopo, e a margine, degli avvenimenti tragici della mattanza e dell'incendio che distrusse Troia, la città delle meraviglie e degli incanti apollinei.
Che vengano decimati e uccisi nell'ultimo attacco russo e ceceno di cui si narrerà da qui a breve o vengano fatti prigionieri e processati a Mosca e condannati a morte dopo pubblico processo è poco importante – così come poco importante fu la finale mattanza dei Trecento traditi da Efialte e ne serbiamo vivo, invece, il mito del loro valore di strenui combattenti per la 'libertà della Grecia' (un mito lontano da ben analizzare e ricondurre alle successive miserie e gli aggiustamenti della Storia).
E dibattiamo, oggi, da par nostro, noi occidentali risvegliati ai miti obsoleti della nazione libera e sovrana dopo decenni di illusioni sovranazionali e di confini da abolire, se combattere per la libertà dell'Ucraina sia davvero una buona causa o se sia pari o migliore quella della Russia che si è fatta carico della volontà politica della maggioranza degli abitanti russofoni delle regioni contese (espressa in pubblici referendum) e si aspetta che quella volontà venga riconosciuta in una trattativa di pace degna di questo nome.
Chi vivrà vedrà – con lo spettro della guerra termonucleare che emerge dalla polvere delle esplosioni nelle città sotto assedio.

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