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Messaggi del 24/09/2022

Il paese immedicabile e le spalle di Atlante.

Post n°2241 pubblicato il 24 Settembre 2022 da fedechiara
 

Il paese immedicabile e le spalle di Atlante.

Ogni tempo unicamente verrà. Lo scriveva Andrea Zanzotto nei suoi criptici arzigogoli poetici, ma è intuizione largamente condivisa - anche un filo lapalissiana, in verità - da noi comuni mortali.
Che ogni tempo sia unico e facilmente distinguibile nella lettura della Storia lo capisce anche un bambino, (che sa che la nonna veste a quel modo e nella casa ha mobili e tecnologie audio-video diversi da quelli dei genitori perché appartiene ad un tempo solo suo), ma non lo capiscono quei bambinoni malcresciuti e riottosi che militano sotto le bandiere del pd e cantano 'bellaciao' in piazza con sguardi rapiti e sognano che un mitico 'partigiano' se li porti (speriamo, facciamo voti) via da questa Italia malata che si appresta a votare la Meloni alla presidenza del consiglio dei ministri.
Per quei bambinoni, ieri renziani e oggi schierati col 'nipote di suo zio', la Resistenza al nuovo che avanza si fa ognora e sempre e il fascismo non è mai morto, olè!
E Benito è sempre dietro l'angolo a braccetto del suo compare austriaco Fregoli – che oggi veste i panni di Orban, l'odiato 'autocrate', o di Putin, il maledetto dittatore che vogliamo punire con le sanzioni pagate da noi cittadini direttamente in bolletta.
Hanno tutta una loro speciale narrazione, i bambinoni malcresciuti, si fanno i loro films mentali (e anche altro di mentale) e li condividono sui social e si danno pacche sulle spalle e non li smuovi dalle loro fantasie passatiste e partigiane.
Aita, aita, gridano nei comizi le vergini cucce - che temono il calcio in culo fatale dei 'post fascisti' alle porte e vanno a farsi consolare, poveri piccoli, dai tedeschi – e Scholz e quella volpe della Von der Leyen danno loro l'assicurazione che l'Europa 'ha gli strumenti' per tenere a guinzaglio quei cani rabbiosi voluti da una maggioranza di italiani al governo del paese.
Ma quanto a governare l'Italia di domani, ah, beh, si, beh.
Se non ci penseranno i missili transcontinentali in arrivo su Aviano e Sigonella a dettare l'agenda e a liberare il campo da altre faccenduole fastidiose (l'immigrazione massiva, la povertà di troppi cittadini, le imprese che chiudono) è facile predizione che saranno caxxi amari per la pur brava Meloni.
Che non ha sbagliato una frase della sua campagna elettorale, a differenza di Salvini e Berlusconi, suoi riottosi reggicoda.
Ma la sua scelta atlantista, dovuto omaggio di chiunque voglia provarsi a governare un paese ingessato nei vetusti e obsoleti trattati post bellici, la consegna irrimediabilmente al 'vecchio che avanza' e proietta le sue ombre nefaste sul nostro futuro di tartassati e offesi e impoveriti dalle stupide sanzioni alla Russia e ai proficui commerci che avevamo con quella nazione ricca di materie prime, andati in fumo a causa degli armamenti all'Ucraina di Draghi-lo Sventato, intransigente filo Nato.
Perciò il mio sarà un voto 'di testimonianza', un voto a Italexit di G. Paragone, il solo politico intonso che affermi a chiare lettere e con coraggio: 'Fuori l'Italia dalla Nato e dall'Europa' degli equilibrismi finto democratici e delle costosissime burocrazie di superfetazioni parlamentari fotocopia di quelle degli stati membri.
Un voto di rabbia e scontento per queste politiche asfittiche che ci hanno riportato alle soglie della seconda guerra mondiale, ad un tempo che è venuto unicamente, ma, come i gamberi (un passo avanti e due indietro) ritorna al futuro di fascismi ancora attivi (dicono i pd) e immaginari partigiani redivivi - e di trattati post bellici (la Nato, la scelta atlantica) obsoleti che vengono riesumati da leaders europei inadeguati (Draghi vattene), trascinando le fiorenti economie europee allo sbando e consegnando una larga parte dei popoli europei alla povertà più nera.
Auguri Giorgia, Nessuno più di te ne ha bisogno. Ma non te ne vorremo se non mostrerai di avere le spalle di Atlante. Questo paese è immedicabile, lo sappiamo da una vita.
Settanta e più anni di infamia di prima e seconda repubblica.
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