Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 05/11/2022

Sarà tre volte Natale.

Post n°2301 pubblicato il 05 Novembre 2022 da fedechiara
 

Le confuse lingue di Babele.
Qualcuno di voi è convinto che le due manifestazioni 'per la pace' che si sono svolte a Roma e a Milano abbiano detto una parola chiara al proposito? Che ci si avvii, quindi e perciò, ad una trattativa di pace sulla base dei desiderata dei leaders di partito che quelle due manifestazioni hanno voluto e guidato?
Se lo credete siete fuori come le campane, suonati come pugili prossimi al knock out, rintronati come le zanzare vittime degli ultrasuoni perché nel corso di quelle inutili (e un filo ridicole) manifestazioni si è affermato il desiderio pio della pace legandola ad una precondizione che non sta né in cielo né in Terra bensì nello stolido strato iperuranio di quei leaders che si beano delle loro parole vuote e ingrassano nell'ascoltarle nel corso dei tiggi gridate alle due piazze fitte di gente illusa e che si lascia coglionare.
Dire 'voglio la pace e il ritiro della Russia dai territori occupati' non è solo cretinata sesquipedale di gente che scambia i propri desideri per realtà, come i pazzi nei pochi manicomi che residuano nella penisola, bensì stupidaggine assoluta, idiozia palingenetica ad usum gonzorum perché una potenza planetaria che quei territori è arrivata ad occupare manu militari e con il sacrificio di tante sue vite umane non vuole e non può riconoscere una sconfitta in sede di trattativa di pace se non in cambio di solidissime contro partite che la Nato non può e non vuole – a sua volta - concedere.
Id est l'autonomia politica dei territori occupati e referendum confermativi dello status quo ante la trattativa sotto severo controllo internazionale (inclusa la Cina e l'India per intenderci) più una garanzia piena, totale, assoluta e non negoziabile che l'Ucraina mai in vita entrerà nella cintura di aggressione stretta dalla Nato intorno alla Russia e all'Ucraina saranno tolti – sempre sotto stretto controllo internazionale est-ovest- quei sistemi d'arma capaci di violare le nuove frontiere patteggiate.

Poi, se vi piace, datevi pure convegno a dicembre, gennaio, febbraio, marzo ed aprile con nuove rumorose e inutili manifestazioni con le parole d'ordine più fantasiose e pie.
Magari: 'Basta con le atomiche e le maggiori metropoli distrutte!!'
Ricordate l'allegra canzoncina? Sarà tre volte Natale e anche i preti potranno sposarsi (ma soltanto ad una certa età).
E tornerà la pace in Ucraina e il burro (e il grano) abbonderà. 
La guerra è finita andiamo in pace.

Inserite il cd ché il film con finale in letizia e visi ridevoli va a cominciare.
palingèneṡi in Vocabolario - Treccani
TRECCANI.IT
palingèneṡi in Vocabolario - Treccani
palingenesi palingèneṡi s. f. [dal lat. tardo palingenesĭa, gr. παλιγγενεσία, comp. di πάλιν «di nuovo» e γένεσις «generazione», rifatti secondo genesi]. – 1. Nel pensiero antico, termine con cui sono state indicate varie concezioni filosofiche e religiose riferenti...

 
 
 

Quella più bianca ombra di pallido.

Post n°2300 pubblicato il 05 Novembre 2022 da fedechiara
 

A whiter shade of pale. 03 novembre 2020

Dunque era questo il sesto segreto di Fatima. Biden presidente con tutto il seguito di conflitti che seguiranno in una società multietnica giunta al punto di esplosione.
E il quinto doveva essere quello della cinese che strattonava Bergoglio in piazza san Pietro per dirgli dell'epidemia dei pipistrelli di Wuhan – e sappiamo come è andata a finire e il prezzo che stiamo pagando tuttora.
E se Biden sarà presidente non ci stracceremo le vesti – come non abbiamo fatto per Trump e per la sua impresentabilità manifesta – e tuttavia riflettiamo su questo momento apicale: di una società americana conflittuale da sempre per la sua libera scelta multietnica ma che vede, per la prima volta, la maggioranza bianca demograficamente alla pari o perfino minoritaria, nelle grandi città, con la somma degli altri ceppi etnici i cui voti sono stati determinanti per l'elezione di Biden, l'ombra-di Obama. A whiter shade of pale.
Non consideratela una denigrazione preconcetta, bensì la constatazione della sua evanescenza politica davvero difficile da smentire. Se le precedenti elezioni avevano in primo piano la rivoluzione di un avvocato quasi nero e quella successiva di una donna – e che donna! Una segretario di stato responsabile degli immensi drammi delle 'democrazie arabe' e dintorni – quella di oggi è, invece, il miserabile punto di arrivo di una isteria politica che ha scosso la società americana lungo quattro anni di una presidenza rivoluzionaria. Quattro anni di denigrazione costante da parte dei sedicenti democratici di un presidente mai riconosciuto come tale (il mostro, il mostro!) – e finito nel budello miasmatico di un tentativo di 'impeachment', vergogna politica massima di coloro che lo hanno proposto e vanamente sostenuto.
Una presidenza rivoluzionaria fin dal suo inizio, dicevamo, per il suo aver premiato un fuoriclasse politico inviso allo stesso partito che lo candidava e, a seguire, per la titanica lotta ingaggiata da Trump, post moderno Giove, contro i mostri del caos urbano di una immigrazione fuori controllo e al suo diapason storico – che ha visto migliaia di marciatori latino-americani diretti al confine americano con l'esplicito intento di violarlo manu militari.
E i soldi di Soros, dicevano pochi giornalisti maligni, dietro quella tragedia epocale col fine di far collassare il paese e la sua presidenza.
E che potrà succedere di peggio e di più clamoroso sotto la presidenza leggera ed evanescente di Biden – che dovrà vedersela con gli agguerriti avvocati repubblicani per tutto il mese di Novembre e forse oltre?
Mai porre limiti alla provvidenza, suggerivano gli Antichi.
Nel Bene e nel Male, ben si intende – e davvero fatico a pensare che ancora esista il Bene sulla infelicissima crosta del pianeta Terra.