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Messaggi del 11/11/2022

Orizzonti critici...

Post n°2312 pubblicato il 11 Novembre 2022 da fedechiara
 

Di orizzonti critici e di critici criticati. - 11 novembre 2017

Continua a tamburo battente sui giornali e i tiggi la campagna contro i 'social', accusati di ogni nequizia e inebetimento individuale e collettivo. Ed è un po' come 'sparare sulla Croce rossa' o, come si faceva fino a qualche anno fa, sulle televisioni, in ispecie le tivù commerciali – che tanta parte dell'ultimo orizzonte delle nostre menti hanno contribuito a chiudere. Non come la poetica siepe del Leopardi, bensì come un muro di idiozia e stupidità e 'nani e ballerine' sgambettanti h24 e filmacci violenti e volgari inutilmente schermati dal tasto del 'parental control'.
Un muro non scavalcabile se non da pochi, ostinati 'free climbers' che ancora hanno libri e biblioteche da frequentare e paesi da visitare e amici ancora capaci di dialoghi sapidi, franchi e solari.
E, come le televisioni, non c'è modo di arginare il fenomeno e ricondurlo sotto severa tutela dei professoroni e dei giornalisti di vaglia che scrivono sui giornaloni e dei politici di ogni ordine e grado – che si vedono sottrarre l'influenza (vera o presunta) che esercitavano (speravano di esercitare) sulle nostre menti di poveri idioti: oggi trasformati in 'bloggers' più o meno autorevoli o in semplici gestori di un profilo personale dove poter sfogare tutte le rabbie, le idiosincrasie, le indignazioni e le opposizioni all'andazzo di s-governo e alle cattive politiche sostenute, invece, con belle lettere e argomenti ponderosi dai giornalisti al seguito e proni davanti agli idoli dei vincitori del momento.
Gente che si ritiene depositaria di un livello culturale e di una sensibilità morale di gran lunga superiori a quella degli 'odiatori', come li definiscono sui loro articoli rigurgitanti supponenza intellettuale – e, in basso, nei commenti all'articolo, si sommano i commenti cattivi e rabbiosi dei medesimi odiatori che chiedono al poveretto/a 'chi sei tu per giudicarci' e stigmatizzare e chiedere censura.
E tutto questo cambio di orizzonte critico e di critici criticati si riduce, alla fin della vicenda, a un confronto tra la sinistra di s-governo e l'intendenza dei giornaloni/sti al seguito e la destra che riemerge dal bouillon infernale di una società che non vuole più saperne di maestrini/e e delle loro prediche e sermoni accoglientistici e buonisti e li castiga con le 'brexit', con i Trump, con i referendum perduti dal derelitto di s-governo, il fiorentino principe degli imbonitori, e, speriamo, dalle elezioni prossime venture che li manderanno a casa, infitti nel profondo dell'inferno del non potere e del non aver più nulla da dire (e dirlo male) a un mondo che hanno contribuito potentemente a imbruttire e incanaglire e impoverire nei pochi, disastrosi anni del loro s-governo. Parce sepulto e fuori i leoni.
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Il capitalismo foraneo.

Post n°2311 pubblicato il 11 Novembre 2022 da fedechiara
 

El capitalismo foraneo. - 11 novembre 2013

La ricchezza delle persone, in Italia, si moltiplica anche in tempi di crisi globale. Lo dice un rapporto commissionato da una banca svizzera che analizza i movimenti dei capitali e il loro crescere e figliare una discreta quantità di 'nouveaux riches' - a fronte di una quantità impressionante di nouveaux pauvres che, ogni giorno, si aggiungono alla platea spaventosa di senza lavoro e imprese che chiudono di cui ci narrano le cronache.
E sarebbe interessante sapere come si fa ad aggiungersi alla schiera degli eletti - se è un puro fatto di capitali di famiglia affidati ai gestori finanziari bravi, che sanno su quali azioni e obbligazioni rampanti puntare (ma si guadagna anche in tempi di Borse ballerine, salendo e scendendo spericolatamente sui picchi in discesa) o se è, invece, una questione di 'pelo sullo stomaco' quale hanno, ad esempio, i troppi 'compro oro' che ingrassano sulla svendita del misero capitale aureo di poveri cristi che ci pagano una quota di mutuo, ma le successive non sanno come faranno a pagarle.
E che la ricchezza generi ricchezza 'sporca' si mostra anche dal numero di case finite in mano alle banche per virtù di sequestri e ipoteche e aste - ed è vergogna che andrebbe gridata coi megafoni perché in quei maledetti 'istituti' fitti di funzionari e direttori con giacche di buon taglio e cravatte 'regimental' il dio-denaro è Moloch che non intende ragioni e compassioni e 'falcia tutte le erbe del prato' come la morte - e bisognerebbe avere il coraggio di legiferare e istituire delle quarantene finanziarie che sospendano il correre dei maledetti interessi sui mutui e il rimborso delle quote a fronte delle comprovate necessità dei ricorrenti.
E sappiamo come, dopo le guerre e le epidemie, i furbi e svelti possessori di un capitale anche modesto, compravano le case dei morti e delle vedove a prezzi ridicoli e, dopo un decennio, si fregiavano della nomea di 'nuovi ricchi' per il rialzo clamoroso dei prezzi delle case e degli affitti e c'è chi afferma che: 'E' il capitalismo, Bellezza.' e non possiamo farci niente e dobbiamo navigare fra questi suoi marosi, osservando i molti naufragi e i tuffi in mare di chi si suicida senza battere ciglio, e chi vivrà vedrà e 'noi speriamo che ce la caviamo', come dicevano i nostri migranti nelle Americhe del 'sogno americano'.
Già. Chi vivrà vedrà. Come le fotografie delle rovine e dei cadaveri dell'uragano che ha spazzato le coste delle Filippine. E' il capitalismo, Bellezza.
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