Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 16/11/2022

Finis vitae et terrae.

Post n°2319 pubblicato il 16 Novembre 2022 da fedechiara
 

Finis vitae et terrae.

Ci siamo. E' stata violata la frontiera fatale terra-aria. Resti di un razzo testimoniano di una esplosione dei maledetti Russi aggressori. Si levino in volo i caccia supersonici muniti di testate multiple termonucleari e puntino i radar sugli obbiettivi strategici fissati da tempo dagli Stranamore della Nato nei loro bunker sotterranei.
Che la danza macabra degli scheletri stupidi che siamo abbia inizio. Che cento e mille ogive termonucleari si abbattano sulle ricche città di qua e di là dell'Atlantico e cento Hiroshime e Nagasaki vengano incenerite d'un botto – così vogliono i sacri trattati della Nato che prevedono l'intervento immediato in guerra non appena sia stato violato il sacro suolo dell'Alleanza militare più folle e universalmente invisa della Storia dell'umanità.
Mandate i vostri sms ultimi a chi di dovere in cui scrivete le vostre poesie ultime e i 'ti amo' e 'ti voglio bene - e te ne vorrò per sempre' di rito - la discesa agli Inferi è iniziata, l'imbecillità di ogni e tutti gli Stranamore folli che si confrontano militarmente sulla fragile crosta del pianeta Terra è in pieno dispiegamento e presto vedremo levarsi i funghi luminosissimi delle esplosioni a noi prossime.
E' stato bello finché è durato. In fondo la vita di noi esseri umani aveva aspetti di vera gioia e comicità e pezzi di bravura artistica che abbiamo registrato negli annali e nelle teche, ma tutto finisce, ahinoi, è scritto nell'Ecclesiaste, e tutti i profeti di ogni tempo, etnia e religione hanno predetto una finis vitae e terrae.
E poi, tutto considerato, siamo giunti a 8 miliardi di esigenti esserini brulicanti sul pianeta - peggio che in un formicaio - e si cominciava a stare un po' strettini.
Dateci sotto, generali e presidenti, con la sola igiene del mondo che l'umana insensatezza si è meritata.
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Elegie, invettive e libertÓ di pensiero e parola.

Post n°2318 pubblicato il 16 Novembre 2022 da fedechiara
 

E' parecchio interessante la rassegna-stampa di stamane. Sulla prima di Libero, troviamo una elegia ficcante e piuttosto elegante di Alessandro Sallusti relativa alla libertà di stampa - se ingrandite l'immagine la potete leggere qui sotto.
Nell'editoriale si dà conto del fatto che Saviano, noto scrittore, rivendica in pubblico tribunale la libertà di dare della 'bastarda' alla premier nostra Giorgia Meloni, proprio in quanto scrittore a cui competono le 'licenze poetiche' - e la risposta di Sallusti è da manuale, da principe dell'invettiva dotta e pertinente e che un po' ricorda il verso de: '...e io tocco.' del noto spadaccino dal gran naso - di quando le questioni d'onore si risolvevano in duelli al primo o all'ultimo sangue dietro al convento delle Orsoline o delle Mantellate.
E più interessante ancora è il fatto che una tale rivendicazione di 'licenza poetica' e libertà di parola e di insulto sia stata posta in un tribunale della Repubblica e avremo sentenza sul merito tra breve.
E chissà se anch'io - che sono scrittore di blog e non di libri potrò rivendicare cotali licenze poetiche e sbatterle sul muso dei censori occulti di Zuckenberg perché la cosa farà giurisprudenza (sospetto che ne abbia licenziati parecchi di quei suoi censori, di recente, data la crisi del suo portale, perciò scatenatevi).
Però ho imparato, col tempo, a dire e selezionare frasi e parole acconce che 'levano la pelle' senza incorrere in censure preventive o posteriori. A volte basta una lettera puntata con seguito dei puntini di sospensione a dire quel che non si può dire ai bambini in età scolare, tipo 'c...o' o me...' o 'pu.....a' o fan...o'.
Licenze poetiche, se dette con il necessario garbo e se sono cogenti e rispettano il 'thread' (vedetevi la traduzione su Wikipedia).
Diamoci sotto, ragazzi. La libertà di espressione è sacra.😁

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone, persone in piedi e il seguente testo

Cyrano de Bergerac - 1950 - Discorso del naso e duello
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Cyrano de Bergerac - 1950 - Discorso del naso e duello