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Messaggi del 26/11/2022

Indagini malevole ed abiti griffati.

Post n°2334 pubblicato il 26 Novembre 2022 da fedechiara
 

Inchieste malevole ed abiti griffati. Il nuovo tormentone della sinistra allo sgombro.

Non vorrei che accadesse come al Ferrucci Francesco valente soldato repubblicano che, in limine mortis, sibilò a colui che gli affondava la spada nella gola: 'Vile, tu uccidi un uomo morto.', anticipando di qualche secolo le pietose norme della Convenzione di Ginevra su quanto avviene in guerra di tristo, ma la vicenda Soumahoro mi attizza alquanto.
Non tanto per il personaggio in sé che non conoscevo ma lo rispettavo per quel suo piglio da guerriero bravamente immigrato che si mostrava in tivù armato di gommose calosce operaie (prestategli da un amico, dicono le cronache), bensì per la serie di domande im-pertinenti che ci suscita quel suo scandalo giornalistico e che chiama in causa la sua famiglia - e ce lo ha mostrato in lacrime emulo della Fornero e di tanti calciatori che ci perseguitano sugli schermi del mondiale di Qatar e ce li dicono umani, pur se remunerati a dismisura.
E le domande sono tutte per quei maggiorenti del partito a cui Soumahoro si è affiliato, con bravo intuito di parvenu – un partito di sinistra estrema o, se vogliamo, di sinistra 'classica': la sinistra della lotta dei campesinos e di quel che resta della 'classe operaia', contrapposta alla 'sinistra al caviale' dei nostrani piddini di (ex) s-governo.
Dite un po', Fratoianni et similia, ma quando l'avete assunto quale potente immagine del vostro partito che ha a caro la sorte degli 'ultimi' - e l'avete candidato al parlamento nostro nazionale con quel po' po' di stipendio lussuosissimo che elargiamo noi contribuenti ai fortunati vincitori di un terno al lotto elettorale – non avete indagato nei dintorni del personaggio, non vi siete fatti presentare la moglie e la suocera; la prima con il vizietto di esibirsi con delle borse firmate e un look personale molto poco operaio e simil 'ultimi'?
E' solo una questione di immagine, è ben vero, magari nel profondo dell'animo l'elegante signora condivide ogni parola della vostra storia di rappresentanti del ceto operaio e contadino e partecipa ai vostri convegni con abiti meno vistosi e sottoscrive le mozioni politiche, però, nella società dell'immagine in cui viviamo immersi, non vi pare di aver commesso ingenuo autogol candidando quel tale che non si dimette da deputato, ci mancherebbe! bensì si sospende perché ha introiettato, non appena messo piede sull'italico suolo, il noto 'tengo famiglia' che tutto giustifica, perfino il tener testa ad una malevola inchiesta giornalistica che, ne sono certo, lo manderà assolto di ogni imputazione?

 
 
 

Uomini senza voce.

Post n°2333 pubblicato il 26 Novembre 2022 da fedechiara
 

L'afonia degli assassini. - 26 novembre 2018

OTELLO - ATTO QUINTO - SCENA SECONDA
Una camera nel castello.
Desdemona a letto addormentata.
Entra Otello con un lume.
OTELLO
È la causa, è la causa, anima mia;
ma a voi non la dirò, caste stelle.
È la causa; ma non verserò il suo sangue
né scalfirò la sua pelle più bianca
della neve e liscia come alabastro sepolcrale.
Pure deve morire, o tradirà altri uomini.
Prima spegni una luce, e poi quell'altra;
se spengo questa fiaccola, e mi pento,
posso ripristinare la sua luce;
ma una volta spenta la tua luce,
o modello compiuto della perfezione di natura,
non so dove si trovi il fuoco prometeico
che la riaccenda. Quand'ho svelto la rosa
non posso più ridarle il suo rigoglio;
appassisce per forza. L'odorerò sullo stelo.
La bacia.
O alito balsamico, che quasi induci
la Giustizia a spezzare la sua spada!
Un altro; un altro. Resta così nella morte,
e io ti ucciderò, e ancora ti amerò.
Ancora un bacio, e sia l'ultimo bacio.
Mai dolcezza fu così fatale. Piango,
sì, ma lacrime crudeli; è una pena celestiale,
colpisce l'oggetto del suo amore. Si ridesta...

Cosa possano dire gli uomini a proposito della violenza di genere non è chiaro – e qualsiasi cosa essi dicano è destinata a lasciare i tempi che trova, e le violenze esorcizzate continueranno, ahinoi, a riempire le cronache e avvilirci per l'impotenza di agire, con leggi più severe e 'daspo' intesi a fermare il massacro e disarmare gli assassini della porta accanto.
E già Shakespeare ci induceva a pensare, innalzando Otello al rango di poeta e figura tragica dell'assassinio rituale, che una qualche tragica nobiltà fosse contenuta nel gesto di dare morte all'amata - che una 'congiura di palazzo' aveva condannato al calunnioso ruolo di fedifraga.
Ma oggi abbiamo superato d'un balzo ogni pretesa motivazione 'd'onore' e nessun assassinio si giustifica neanche se l'amata ha un nuovo compagno o fidanzato migliore di chi non sa farsene una ragione – e la sua mente farnetica di vendette e sogni di morte e coltelli che straziano i ventri e il cuore della pretesa fedifraga.
Non c'è nessuna Desdemona innocente e pura, di questi tempi, bensì donne libere di scegliere con chi vivere e amare – e nessun Otello di tragica nobiltà si dà in queste tragedie dell'impotenza maschile a metabolizzare una sconfitta e costruire una storia diversa e migliore; e solo ci resta l'avvilimento per la mancanza di strumenti efficaci in nostro possesso capaci di fermare la mano degli assassini prima che riescano ad abbuiare la loro e la nostra mente con le notizie quotidiane dell'ennesimo 'femminicidio'.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Non perdiamo la testa.

Post n°2332 pubblicato il 26 Novembre 2022 da fedechiara
 

Osanna religiosi e caudilli. - 26 novembre 2020
Guardo i telegiornali svogliatamente da quando impazza il coviddi col codazzo folle dei suoi seguaci e sacerdoti e oggi è stato davvero impossibile non vedere un gol di Maradona di sguincio.
Un Maradona infodemico come il coviddi che tanto ci affanna - con l'osanna universale merlettato in video e in voce da tutti coloro che hanno visto in quell'uomo brevilineo e dall'eloquio essenziale la quintessenza delle umane virtù: la velocità e la forza e il suo essere, in campo e nella vita, un potenziale 'caudillo' – tanto amato dagli altri caudilli di cui si diceva amico e sodale: Chavez, Maduro, Fidel. Il prototipo dell'uomo latino-americano nella sua versione apicale.
Forse gli dedicheranno un tango.
E tocca anche a me misurarmi col soggetto nuovo infodemico, ma, noncurando da sempre il calcio e tutto il seguito dei cori e gli osanna negli stadi e tutto quell'inchiostro sprecato sui giornali, mi viene in mente di compararlo con gli altri morti recenti di quest'anno sommamente disgraziato. Uomini che sono stati icone massime nel loro ambito professionale: Sean Connery, Gigi Proietti, per dirne due.
Personalità incomparabili, d'accordo, ma immagini, le loro, che mi solleticano l'intelligenza ironica delle belle interpretazioni cinematografiche e teatrali, il Proietti in particolare, artista sommo di cui ciascuno di noi conserva una sua gag comica prediletta. Per me quella in cui imita da par suo un chansonnier in una sua canzone d'amore tristissima, ma in variante tranchante e un filo burina.
Ma convengo con voi che Maradona ha un suo discreto peso nella Storia post moderna e, come riporta Gramellini nella sua omelia di oggi, ha avuto intuizioni formidabili, tipo quella di dare dei 'cretini' ai giornalisti convenuti nello spogliatoio dopo una partita. 'Scusi, Maradona, ha detto stupidi?' lo contro interrogò uno dei convenuti. 'Cretini. Ho detto cretini.' Da spellarsi le mani.
E, osservando di sguincio il suo gol del 1986 in Inghilterra, mi veniva fatto di pensare che la sua velocità di esecuzione di un gol poteva compararsi in qualche modo con la notissima equazione della relatività di Einstein in cui si indica l'energia quale portato di una certa massa moltiplicata per la velocità della luce. Non vogliatemene per l'azzardo. Nella fisica quantistica si amano, da sempre, le metafore strane e bizzarre, pensate al gatto di Schroedinger.
E mi veniva fatto di pensare anche ai tempi gloriosi degli Olmechi e Zapotechi, che, a nord-ovest dell'Argentina, nelle propaggini giunglesche della catena andina, allestivano i loro campi di calcio ma con finalità religiose.
Ed erano talmente succubi di quei loro dei malvagi e vendicativi da sacrificare loro gli stessi giocatori, se perdenti. Dovevano avere abbondanza di campioni, pensavo, e fare un gol, a quei tempi poteva salvarti la vita.
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