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Messaggi del 13/01/2023

A proposito di Harry.

Post n°2404 pubblicato il 13 Gennaio 2023 da fedechiara
 

Vi confesso che mi piace di più 'Harry ti presento Sally' di 'Harry che ha sposato Meghan'.
Non solo per la scena comica al tavolo del bar che ha consacrato quel film ed ha reso milionate di dollari al botteghino, bensì per lo spirito (lo 'Spirito', il grande assente del terzo millennio) conciliatorio del film che si contrappone al bellicismo verbale del libro del fu Duca-di-non so-che – finalmente espulso dalla corte dei miracoli mediatica britannica per manifesta e irredimibile ostilità alla fu-realfamiglia.
E quel che emerge dalle pagine del best-seller (secondo solo ad Harry Potter nelle classifiche del venduto) sconvolge i lettori: 'Ne ho stesi 25 in battaglia, dei nemici afgani.' dice il fu-Duca-guerriero-impavido. Accidenti! E noi che ci immaginavamo quei dessi della Royal Family costantemente impegnati in inchini e sorrisi mediatici alle cerimonie e ai convegni di beneficenza più qualche serrata caccia alla volpe nelle tenute reali.
Poi Harry presentò Meghan in famiglia e furono mugugni e dispetti e perfino qualche sotto-frase in odore di razzismo, subito rinfacciata e rispedita al mittente. Amor ch'a nulla amata amar perdona.
E Meghan come 'Alzata-con-Pugno' del film de 'Balla coi Lupi'.
Nella Royal Family non hanno ancora digerito la controversa relazione di Edoardo VIII con Wally Simpson, a quanto pare, e certi geni familiari malandrini sono passati per le segrete vie da Edoardo ad Harry - con l'aggravio per Harry di non avere nessunissima chance di odorare la Corona.
Ed ecco il libro-bomba che mina l'arcata del ponte e consegna l'autore alla storia dei reietti e cacciati fuori dal paradiso di Buckingham palace, ma gli frutta una quantità di dollaroni sonanti, più che necessari in caso di disconoscimento e avara liquidazione delle spettanze.
A presto il film. A chi il ruolo di Harry-pel-di-carota?

 
 
 

Dialoghi tra sordi.

Post n°2403 pubblicato il 13 Gennaio 2023 da fedechiara
 

Chapeau (i tortuosi percorsi mentali dei buonisti). - 12 gennaio 2016

Per dare un'idea del dialogo tra sordi tra le opposte fazioni buoniste/cattiviste (si fa per dire e semplificare) su come va il mondo e quali piccolissimi rimedi e inutili impiastri mostriamo nella vetrina della farmacia nostra occidentale che speriamo leniscano le offese e le ferite inferte al vivere civile vi riferisco il 'percorso mentale' di un professore esimio della locale Università degli studi nonché curatore e organizzatore di sondaggi su tutte le questioni del nostro vivere civile: Ilvo Diamanti, - questa settimana lettore delle prime pagine dei giornali su Radiotre.
Riferiva dell'Europa demograficamente sempre più vecchia, l'esimio professore, e dei provvedimenti dei governi europei che, a sentir lui, sono in grande maggioranza orientati a garantire il benessere dei vecchi contro la precarietà e il malessere dei giovani – vecchia polemica e stantia che ha fatto la fortuna del nostro imbonitore nazionale Renzi Matteo: il principe dei rottamatori, oggi in affanno sulla questione delle banche che falliscono una dopo l'altra e i correntisti e i clienti azionisti ridotti al ruolo di pirla che se la sono presa in quel posto e vale l'italica legge del menga e addio a tutti i loro sudati risparmi.
E concludeva, scorato, il bravo Ilvo, commentando da par suo: 'E ci meravigliamo del fatto che i giovani migranti corrono a frotte e barconi per riempire questo vuoto.'
Come se lo spaventoso fenomeno migratorio e i suoi numeri impazziti e i suoi drammi fossero il naturale fenomeno fisico dei vasi comunicanti: da accettare allargando le braccia, benché questo travaso e riempimento avvenga in clamorosa violazione di norme e trattati e frontiere e leggi e regolamenti degli Stati membri dell'Unione e ci affanni quotidianamente con le cronache di tragedie annunciate e anni orribili che si susseguono uno dopo l'altro.
Come se tutta la cronaca di questi ultimi anni: di clandestini e 'migranti economici' aggregati ai pochi profughi e che rifiutano di dare le generalità e le impronte e vagano indisturbati per lo spazio-Schengen senza arte né parte – come ci ha sempre rimproverato l'Europa rifiutando per questo di avviare la redistribuzione – non contasse un accidente di nulla e i fatti di Charlie Hebdo e i quartieri-ghetto di Parigi e Bruxelles dove la polizia ha paura di mettere piede e che ospitano i covi dei terroristi non significhi nulla - e nessuna politica di contenimento e di nuovo ordine e convivenza pacifica ed efficaci risposte al 'disagio sociale delle periferie' sia possibile.
Dobbiamo, perciò, 'mettercela via', noi europei storici e indigeni da molte generazioni - a detta del pensiero 'buonista' - perché siamo vecchi e 'largo ai giovani' da dovunque provengono e sebbene le loro culture e tradizioni e comportamenti conseguenti (vedi i fatti di Colonia e Zurigo e Helsinki) si mostrino indigeribili e criminali - e indipendentemente dal fatto che lo sviluppo economico del vecchio continente non decolla, malgrado la caotica immissione di tutti quei giovani, e non decollerà prima di molti anni - e intanto paghiamo il prezzo del troppo che stroppia e di un vaso comunicante che si è riempito a dismisura
grazie al lassismo delle politiche immigratorie della sinistra di s-governo evidentemente condivise e applaudite dall'esimio professore. Chapeau!