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Messaggi del 19/09/2023

Stormi migranti.

Post n°2785 pubblicato il 19 Settembre 2023 da fedechiara
 

Autorevoli mattarellismi.  - 18 settembre 2018
Ci sembra buffo, per non dire grottesco, l'appello/intimazione del capo dello stato che dice, con un vigore degno di miglior causa : 'Nessuno tocchi la libertà di stampa!' La libertà di stampa é in pericolo?
Perdirindindina! chi poteva immaginarla una tale gigantesca iattura, una tale raffigurazione fantasy da paese degli elfi, da mondo di mezzo e iperuranio. E noi 'populisti', in sempiterno affanno mediatico e da nessuno letti però tanto votati, che pensavamo che i giornaloni, Il Corriere della Repubblica e la Stampa, per dirne due, facessero e scrivessero un po' il c.... che gli pare, totalmente sganciati dal sentire profondo del paese che ci vota e perciò liberi, liberissimi di volare alti sopra le tragedie infinite dei migranti dei mille barconi attraccati sulle nostre coste e dell'assalto quotidiano al muro di Ceuta e ai muri della Macedonia e dell'Ungheria.
Volano così alti, i nostri giornalisti di grido, tre metri sopra al cielo, da permettersi ingiurie e invettive quotidiane rivolte a noi, buzzurri populisti incapaci di spiaccicare e/o condividere i loro pensieri eleganti, fioriti e aerei, incapaci di volteggiare negli empirei luminosi del globalismo che tutti ci affratella (dovrebbe affratellarci, dicono, è vangelo) – ed è perciò poca cosa e giusto prezzo da pagare se dalle nostre periferie urbane, diventate enclaves islamiche nemiche come a Malmoe, come a Moellenbec, partono i 'radicalizzati sul web' di seconda e terza generazione che fanno le stragi di Parigi, Nizza, Berlino e le seguenti.
Sono così liberi e refrattari ad ogni vergognoso assoggettamento (da parte di chi, chi, chi, chiricchichi?), i nostri giornalisti-maestri di pensiero che levano la pelle a frustate e invettive rabbiose di 'fascistaleghistarazzista' – e invocano la censura sul web – contro quelli che definiscono 'gli odiatori', i 'leoni della tastiera', lazzaroni e miserabili illetterati che ritengono il loro buonismo da un tanto al chilo la malattia senile della politica che ha perso il contatto con la realtà dei conflitti quotidiani post migrazioni - e con il popolo che non li legge più, ma li osserva volare alti, eleganti, tre metri sopra il cielo, stormi migranti (pure loro!) verso un futuro non scritto (che fortuna!) bensì combattuto strada per strada e urna per urna ( a maggio!, a maggio!) finché non tornerà a darsi una ragionevolezza, una sensatezza condivisa e che comprenda la qualità della vita che abbiamo perduto da quando il loro astratto vangelo buonista si è fatto intimazione e invettiva.
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Media contro popolo
MARCELLOVENEZIANI.COM
Media contro popolo

 
 
 

Noi pugniamo (io pugno, tu pugni).

Post n°2784 pubblicato il 19 Settembre 2023 da fedechiara
 

Del pugnare e menar fendenti (elettorali). 19 settembre 2020
Ho fatto un sogno. No, non 'I have a dream', che avete capito?
Di quelli, ormai, non ne abbiamo più perché in settanta e più anni di vita si è dimostrato che i 'dreams' che avevamo erano pura retorica da comizi 'buonisti' d'antan - e al massimo ci resta il ricordo del 'dream team' della Ferrari vincente (che anno era?) o della nazionale di pallavolo femminile.
No, il sogno che ho fatto era un sogno di viaggi. Vari e diversi. Uno con lo zaino in spalla e gente strana che mi accompagnava sulla difficile salita e un secondo, più accosto al risveglio, in cui viaggiavo nell'India delle mie peregrinazioni di trenta e più anni fa al modo dei viaggiatori dell'Ottocento: vestiti ampi e giacche cadenti e bauli di legno intarsiato con portatori e cavalli e muli, ca va sans dire.
E non oso chiedere a un esperto di sogni (ce sono ancora in giro di credibili?) la giusta interpretazione perché, di questi tempi, sognare di viaggiare con tanto di grossi bauli fa scattare l'impulso di toccarsi di sotto – e, al mattino, riecco i menagrami giornalisti iettatori che, in video e in voce, inanellano le cifre dei contagiati, dei ricoverati, dei morti, tutti in salita, maledizione!
Ma di occuparvi di agricoltura biologica, no, eh, che ne abbiamo un gran bisogno - e presto ci sarà il lockdown e torneremo nei supermercati con le cassiere munite di visiera a far scorte di farina e oli.
Però, exultate, iubilate! Domani è il gran giorno: votate, votate, votate. E se voterete a destra in gran numero, come si prevede, e taglierete la pletora degli inutili parlamentari dagli stipendi stellari e nullafacenti per vocazione, forse qualcosa cambierà, forse cadrà lo s-governo della palude miasmatica giallo-rossa e inizierà l'era dell'Acquario.
Alle urne, cittadini! Facciamo suonare le campane a distesa. L'esercito dei giallorossi sarà ricacciato fuori le mura e il Federico imperator pugliese, rinato avvocato azzeccagarbugli politici, se ne tornerà al paese dei trulli e degli ottagoni turriti con le pive nel sacco.
Alla pugna, miei prodi! Impugnate la scheda e menate fendenti!
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'Giornalismo', la strana parola.

Post n°2783 pubblicato il 19 Settembre 2023 da fedechiara
 

I tempi grami e il giornalismo che 'ciurla nel manico' - 18 settembre 2016

Un certo giornalismo, posto di fronte ad avvenimenti eclatanti e dolorissimi, sembra 'ciurlare nel manico' e ripete all'infinito frasi senza senso prestategli dai politici, - grandissimi 'ciurlatori'/imbonitori per definizione e vocazione.
L'attentato di Manhattan del cassonetto esploso stanotte (ora italiana) e che ha causato 29 feriti sarebbe, a sentire il sindaco della città, 'intenzionale' - e non par dubbio a nessuno, nemmeno al più cretino tra noi, che il mettere una bomba in un cassonetto riveli una 'intenzionalità' dell'attentatore/terrorista.
Ma che c.... vuol dire (o nascondere) quel sindaco e l'intendenza dei giornalisti embedded dietro parole così ovvie e ridicole pronunciate con visi compresi della gravità del momento?
E la parola che non si vuol pronunciare - neanche se l'attentatore apparisse d'improvviso davanti a una telecamera, con barbetta e tratti del viso marcatamente arabi e con un cartello levato con su scritto: 'Sono stato io; sono un 'radicalizzato sul web': Allahu akbar!' - è l'orrenda parola 'terrorismo'.
Una bestemmia giornalistica che, dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles e Nizza (e la chiesa di Notre Dame di Parigi che stava per essere lesionata da una macchina-bomba parcheggiata nei pressi) si pronuncia solo dopo molte ore o giorni e solo quando l'evidenza dello stato di 'allarme rosso' ha lasciato sul terreno la colatura tragica di morti e feriti e dispersi.
Perché l'ammettere pubblicamente che 'il terrorismo è tra noi', - è il nostro cruccio quotidiano delle nostre vite blindate - comporterebbe il dare ragione a Trump e favorire la sua campagna elettorale - altra grandissima bestemmia di un giornalismo 'embedded' che fa 'carte false' pur di non ammettere che i sondaggi volgono decisamente a favore del 'nazista dell'Illinois', come lo ha definito Crozza.
Ma giova ricordare che i pretesi nazisti non sorgono come funghi nei boschi per caso, bensì sono la nemesi e il portato di fatti ed eventi a cui abbiamo tutti in qualche modo contribuito con scelte sbagliate quali le società multietniche che abbiamo fatto crescere in modo esponenziale nelle nostre città - e si trascinano dietro gli inevitabili conflitti e le guerre intestine dei 'radicalizzati sul web' - e con le tolleranze colpevoli e le vili acquiescenze di chi non vuole 'prendere posizione' radicale , neanche quando sul terreno ha lasciato amici o parenti. Mala tempora currunt.

 
 
 
 
 

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