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Messaggi del 12/11/2023

Cinquemila per la Questura.

Post n°2871 pubblicato il 12 Novembre 2023 da fedechiara
 

Cinquemila per la Questura?

Le manifestazioni di piazza fanno bene al cuore. Rincuorano e ringalluzziscono chi le organizza e la Elly nostra transnazionale farebbe bene a programmarne una cinquantina quale cura di cavallo per sé e per il partito - e quale primo acconto sui quattro anni di governo avverso che ancora le toccherà sopportare prima di ingaggiare una singolar tenzone con la sua competitor globale.
Che, intanto, impazza nelle auguste stanze dei palazzi governativi e invita accortamente i cittadini a contare di più dei fradici e fragili partiti di s-governo che si sono sorretti fin qui sulle mene di palazzo e sui minuetti quirinalizi e sui governi tecnici e sugli alati uomini della provvidenza di nomina quirinalizia.
E Meloni, incurante dei sinistri lai, programma i suoi viaggi intorno al mondo e tesse le trame sapienti con chi dell'Europa poco gli cale, Orban e Sunik, per dirne due di noti - e fa gli accordi extra Ue sui migranti, spiazzando le maledette maggioranze di sinistra che hanno s-governato l'Europa fin qua ed hanno riempito oltre misura le enclaves islamiche nemiche delle metropoli europee, covi di radicalizzati sul web e di rinnegati cittadini che vanno a fare le stragi di Nizza e di Berlino o l'intifada dei coltelli nelle chiese, per le strade, sui treni e sulle metropolitane.
Ed Elly, invece, canta e balla in piazza sulle note di 'Bella ciao' e chissà che il noto partigiano della canzoncina se la porti via davvero negli altrove sinistri delle immigrazioni massive sregolate e ci liberi una volta per tutte dalle sue orribili comparsate televisive imposte per 'par condicio'.
Mille di queste tue manifestazioni gioiose, dolce Elly e che buon pro ti facciano.
Allenati, intanto, che fra quattro anni parte la corsa e ce la raccontiamo.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante testo

 
 
 

Lavori in corso

Post n°2870 pubblicato il 12 Novembre 2023 da fedechiara
 

Ho visto un film, ieri, in tivù ('Travaux – Lavori in casa' di Brigitte Rouan) che ci parla di un allegro casino che rappresenta, in chiave paradossale ed esagerata, la realtà che viviamo di convivenza difficile coi cosiddetti 'migranti'.
In realtà il film è una commedia brillante, brillantissima e cinematograficamente sapiente, tutto conchiuso nella sua ideazione umoristicamente sgangherata e che mal si presta a dirci una parola in più o una parola esemplare e moralmente sostenibile sulla convivenza tra diversi che è la realtà delle nostre città da qualche decennio a questa parte.
Perché parlarne allora? Ne parlo per la didascalia finale in cui si ringraziano i 'migranti' che hanno attraversato il mare per la ricchezza che ci donano (ricchezza non petita, peraltro; e il vertice di Malta sull'immigrazione cerca, in colpevole ritardo, di arginare l'eccesso dell'offerta). Ed ecco espressa a chiare lettere la pretesa degli autori di aver girato un film 'morale' che ci indica la via maestra di una serena e allegra convivenza cogli arrembanti 'popoli del mare' e con le culture e tradizioni di appartenenza che menano seco, il tristo islam in testa.
Ma il 2015 è stato l'anno della strage di Charlie Hebdo e del museo del Bardo e, se digitate 'i conflitti sociali nelle banlieues' su un qualche motore di ricerca vi appariranno articoli a profusione in cui si narra che è il conflitto e il disagio sociale e la mancata integrazione a farla da padrone nelle periferie urbane delle metropoli europee e, se sfogliate le pagine di 'nera' di un qualsiasi giornale locale, è un florilegio di rapine, furti negli appartamenti, gangs di minori multietniche che compiono le loro bravate criminali o la banda dei nigeriani che sotterra le dosi di droga da spacciare nel parco della Bissuola e sono stati i residenti e le mamme a informarne la polizia - e mi chiedo da quale angolo neuronico mal manutenuto fuoriesca il buonismo imperante della maggior parte dei nostri giornalisti e dei politici di professione e di molti cineasti che continuano a dirci e propinarci che 'melting pot è bello' e il futuro è un rosa-confetto di 'tutti insieme appassionatamente'.
Forse quei giornalisti e quei politici e i loro supporters e-lettori non leggono i giornali o fingono di non vedere o scambiano i loro desideri per realtà, non lo so e mi piacerebbe saperlo - e confrontarmi in un pacato dibattito in cui si mettono a confronto i dati che tutti abbiamo a disposizione e si analizzano gli scenari realisti di una convivenza difficile e foriera di troppi conflitti futuri.
E, per certo, i 'buonisti' per vocazione e partito preso dovrebbero seguire con maggiore attenzione le cronache di quanto avviene in Germania e in Svezia, dove le frontiere aperte si sono rinchiuse e i governanti sono stati indotti a più assennati consigli sul merito di 'accogliamoli tutti', mentre le frontiere di prima linea della Slovenia, Croazia e Ungheria sono state militarizzate e l'allarme è massimo per le cifre insostenibili dell'invasione che cambia troppo rapidamente i connotati della nostra civiltà europea.
Chi vivrà vedrà e la vita è la nostra e dei nostri figli e nipoti, abbiamone cura.
Travaux - Lavori in casa (2005)
MYMOVIES.IT
Travaux - Lavori in casa (2005)
Un film di Brigitte Roüan con Carole Bouquet, Jean-Pierre Castaldi, Didier Flamand, Françoise Brion. I lavori di casa: si sa quando cominciano....

 
 
 

Ulisse e l'ombra.

Post n°2869 pubblicato il 12 Novembre 2023 da fedechiara
 

Ulisse e l'ombra del tempo - 12 novembre 2019

Ho delle difficoltà a ricostruire i fatti e gli eventi accaduti negli oscuri millenni in una piccola isola greca che ho circumnavigato nella luce limpidissima dell'alba – or sono trenta e più anni - con un gommone a chiglia piatta e il motore al minimo per non oscurare i belati delle capre selvatiche che venivano dal monte e il lamento dei gabbiani sopra i nidi sugli scogli.
Tentavo, invano, novello archeologo in erba, di riconoscere l'approdo del naufrago più famoso di tutti i tempi descritto nel poema omerico: Odisseo, reduce da decenni di oscure navigazioni tra isole mitiche infestate da maghe possessive e ammalianti sirene.
E, invero, Itaca mi deluse: appendice ionica della più grande Cefalonia e regno piccolissimo agro-silvestre di un tale re greco dalla fama immensa e furbo più di una volpe, ma uomo infedele che condannò la moglie ad una attesa snervante mentre se la spassava tra le braccia di Circe e, forse, di Nausicaa che, nel poema, non fa mistero del suo desiderio e arriva a disdegnare lo sposo promesso:
«Sentitemi, ancelle braccio bianco, che dica una cosa: non senza i numi tutti, che stanno in Olimpo, quest’uomo è venuto tra i Feaci divini. Prima m’era sembrato che fosse brutto davvero, e ora somiglia ai numi che il cielo ampio possiedono. Oh se un uomo così potesse chiamarsi mio sposo, abitando fra noi, e gli piacesse restare! Su, date all’ospite, ancelle, da mangiare e da bere».
E la visita dell'isola, a piedi tra le forre e lungo gli alti pascoli delle capre, non mi tolse il dubbio che Omero, nel narrare del regno di Odisseo, avesse trascurato di rendere verosimile il fatto che in una tale isola piccolissima potessero davvero darsi i potentati agro pastorali dei molti Proci (pochi campi aspri e secchi ciascuno e qualche famiglia contadina i loro sudditi?) che si insediarono prepotenti nella reggia di Penelope e banchettarono e gozzovigliarono per anni pretendendo che la vedova si risposasse, così nominando un nuovo re.
E' vero che non si dovrebbe mai 'fare le pulci' ai gloriosi poemi dell'antichità, mirabili per la narrazione di fatti straordinari ed apparizioni divine in tempi in cui non c'era la televisione nelle case e latitavano i divi di Hollywood e, tuttavia, l'archeologia, scienza della terra, non si è limitata a diminuire la possanza immaginifica della versificazione omerica e a consegnarci una Itaca oggi misera e spoglia al posto di quella ricca di messi e greggi e fitta di uomini di cui si narra.
Perfino la Bibbia, testo magico e verità religiosa per troppi adepti e sedicenti 'fedeli', non ci fa una bella figura posta di fronte alle scarne rivelazioni dell'archeologia relative al monte Ararat e alla mitica Arca e al Sinai del roveto ardente e delle Tavole della Legge e/o al passaggio del popolo ebraico nel mar Rosso.
E in verità, in verità vi dico che qualche dubbio ce l'ho anche sulla pietra sepolcrale divelta di un tal profeta palestinese crocefisso e i suoi apostoli lo dissero 'risorto', pur se in assenza di prove provate e di un 'corpo del reato' sulla 'scena del crimine'.
Ma tant'è. I millenni sono tanti, milioni di milioni, e di cose sorprendenti e mitiche sulla crosta del pianeta Terra ne sono successe tante davvero, tutte diverse tra loro, molte contraddittorie e incredibili. E latitano, di questi tempi, i profeti che ci dovrebbero convincere di eventi miracolosi - e l'ultimo che ricordiamo, tale Muhammad, è per via dei 'radicalizzati sul web' che, di quando in quando, fanno strage di infedeli per le strade e negli aeroporti.
Ed è il nostro cruccio e la pena che meritiamo noi cittadini europei per il troppo che stroppia che è stato stipato nelle tristi 'banlieues' delle città europee dal futuro oscuro e drammatico.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
 
 

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