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Messaggi del 13/11/2023

Qualcosa di misterioso.

Post n°2873 pubblicato il 13 Novembre 2023 da fedechiara
 

12 novembre 2021
Deve essere successo qualcosa di misterioso nelle mie cellule neuronali. Che sviluppano sinapsi vegetali maggiormente attive nel corso dell'autunno – e quando passo accanto a giardini e parchi e ai filari degli alberi diversi e coloratissimi è come se fossi trasportato in un incantevole carnevale funebre, un funerale di New Orleans con gente che balla e strani cappelli e risa e il morto nella bara che se la ride contento.
E le foglie cadute formano un tappeto soffice che il vento sommuove e le folate formano vortici di colore e io sono foglia, sono albero che cova il suo letargo, sono vento, sono concrezione di materia vegetal-animale, sono vita che muta e muore ma proietta la sua rinascita di là del Tempo e delle stagioni.
E mi si allacciano i malleoli con le radici sepolte che salgono su per i polpacci ed eccomi mutato in fremente statua vegetale come Dafne concupita dal dio e il respiro mi si sospende e si fa silenzioso come quello delle ultime foglie sui rami – ostinatamente sospese sui piccioli fragili che un vento maggiore e il battere della pioggia vincerà.
Non sono morte, sono vita e materia che è stata e che sarà, girandola di mutazioni, ed ha riempito di ossigeno i nostri polmoni e ci ha fornito l'ombra dell'estate appena scorsa e, grati, dovremmo inserire nella bandiera nazionale l'immagine di un albero, come ha fatto il Canada.
E' indetto pubblico concorso per il miglior design e un referendum per scegliere tra frassino, olmo tiglio, pioppo, platano, robinia e quercia. (La quercia no, l'hanno inflazionata quelli del pd al tempo di Occhetto e della sua 'gioiosa macchina da guerra (sic).
A voi la scelta.
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L'Arte a nord.

Post n°2872 pubblicato il 13 Novembre 2023 da fedechiara
 

13/11/2017
E l'arte a nord delle Alpi ha artisti non meno validi dei nostri solo un filo più naifs – con quelle figurine da antichi presepi e mercatini di Natale (torneremo a visitarli dopo gli attentati coi tir e la maledetta pandemia?).
Ricordo l'estasi di quei mattini freddissimi, a Berna, la prima luce adamantina delle albe lavate dai ghiacciai innevati di fresco sui monti, fermo a lungo con solo un caffè in corpo che non dominava i brividi del gelo a osservare i dettagli di quei portali gotici della cattedrale dentro i quali si stipavano i beati e i dannati dell'immaginario medioevale.
Come hanno potuto vivere e prosperare i progenitori schiacciati da quelle ossessive paure infernali e dai 'penitenziagite' dei monaci esaltati dai pulpiti e le guerre di religione - i cui echi lontani giungono fino a noi con gli imbecilli 'allah u akbar' armati di coltelli e kalashnikov?
Pure prosperarono e gestirono commerci fiorenti e diedero l'imprinting architettonico alle belle cittadi ed eressero le meravigliose cattedrali.
E di quelle sculture naives notavo la partizione chiaro/scuro e sinistra/destra (sedere alla destra del Padre) – e la parte oscura e la macchia di buio erano l'inferno della notte sempiterna e del 'pianto e stridor di denti' dei dannati e delle genti che furono malvagie e non sottostarono ai comandamenti divini, ma anche dei pavidi 'che fecero il gran rifiuto' e degli incontinenti e dei golosi e dei peccatori del sesso dai corpi fremebondi, dimentichi della purezza delle anime.
Tutto un armamentario di norme e costrizioni secolari e divieti e 'peccati gravi' ben difficili da evitare nello slalom vitale che facciamo tra lo scivolo dei desideri e i paletti delle norme e delle virtù che ci vanno strette, specie in gioventù, ricchi di testosterone e con gli ormoni alle stelle.
E. d'improvviso, alla svolta del terzo millennio, ecco la severissima Dottrina dei castighi infernali venir meno sotto la spinta e la iattanza peccaminosa dei miliardi di peccatori di ogni risma e della globalizzazione dei messaggi religiosi che si inchinano gli uni agli altri, riconoscendo le reciproche peculiarità storiche e le controverse 'verità'.
E chissà che cosa dicono i confessori dentro ai confessionali a quei fedeli che raccontano, contriti, i peccati della carne 'contro natura' come si diceva una volta. Col rischio concreto di impattare e violare il dettato della legge contro l'omofobia di recente conio.
Forse: 'Chi sono io per giudicare?' - frase memorabile del magistero dell'odierno papa iper permissivo e che conduce la sua Chiesa chissà dove nei meandri di una post modernità priva di certezze? E commineranno le penitenze e gli annessi inviti a non più peccare e ad astenersi e 'vivere insieme con amore come fratelli'?
Forse dovremmo ridisegnare gli antichi portali gotici e mettere in scena, nelle moderne chiese, gli inferni e i paradisi post moderni secondo il verbo di Bergoglio-il-Modernizzatore.
'Todo es amor' e dimentichiamoci le punizioni corporali e i miti maledetti di Sodoma e Gomorra.
Una ardua sfida agli artisti 'fedeli' di tutto il mondo.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante Cattedrale di York

 
 
 
 
 

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