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Messaggi del 15/11/2023

Il coro fastidioso della presente tragedia greca.

Post n°2878 pubblicato il 15 Novembre 2023 da fedechiara
 

La rassegna degli orrori si mostra impudica sui socials e il gioco di fazioni contrapposte si anima con gli audiovisivi dei bambini, le cui gambe inanimate emergono dalle macerie dei palazzi colpiti dalle bombe, ma, di contro, abbiamo i video delle ragazze israeliane stuprate e smembrate dagli assassini allah u akbar, la decapitazione di un un bimbo altrettanto innocente e molto altro della vetrina raccapricciante delle incursioni nei kibbutz dei 'guerrieri' macellai di Hamas il giorno 7 dell' ottobre scorso.
Chi vince e chi perde in questa insensata gara a muovere sui socials la pietà e la rabbia conseguente?
Perde il pudore e la compassione universali che ci suscita ogni tragedia e umana catastrofe – siano esse le foto dei morti sotto le macerie di un terremoto devastante o gli annegati di uno tsunami o le bare in corteo dell'evento pandemico ultimo scorso – e i morti dell'una parte e dell'altra delle guerre in corso di Gaza e di Ucraina.
Dovremmo astenerci dall'usare questo strumento barbaro di pubblicare le foto più macabre e cupe dell'umana follia bellica quale arma di propaganda politica.
Dovremmo raccoglierci in silenzio e collettiva meditazione e auspicare e impetrare pudicamente la fine di quella e di ogni altra tragedia, pregare, forse, gli dei sconosciuti e impietosi di ogni religione – consci che la realtà dei fatti e degli eventi è spaventosamente complessa e apparentemente priva di soluzioni realistiche condivise.
Non diversamente appariva ai combattenti e agli abitanti di là delle inespugnabili mura la guerra di Troia nei lunghi anni dell'assedio - e gli dei dell'Olimpo parteggiavano stupidamente per l'una fazione o per l'altra. E Giove, come l'odierno Allah, si barcamenava incerto (e per nulla 'u akbar') e dava un colpo al cerchio e uno alla botte per contentare i suoi rissosi ospiti celesti e i loro campioni combattenti.
Dovremmo tornare alle nonne e ai nipotini delle guerre mondiali del maledetto secolo breve - i cui nefasti non rimbalzavano sui socials di questi nostri decenni di volgarità e impudicizia - e l'unica notizia che ricevevano dopo mesi di silenzio era quella di una medaglia al valore conferita al loro congiunto morto nelle trincee del fango e del gelo. E loro stessi vittime inermi dei bombardamenti sulle città o dei rastrellamenti e conseguenti decimazioni degli occupanti spietati.
C'è bisogno di silenzio nelle tragedie che non hanno risposta. Il silenzio degli innocenti e impotenti che siamo a determinare la fine di questa e di ogni altra umana tragedia.
Le manifestazioni rabbiose dei faziosi di una e dell'altra parte della presente tragedia bellica sono solo il coro fastidioso e inutile e irritante di un dramma spaventoso di cui ignoriamo il finale e ci sgomenta.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento e il seguente testo "alamy Image GD2K39 www.alamy.com"

 
 
 

Tempo di traslochi.

Post n°2877 pubblicato il 15 Novembre 2023 da fedechiara
 

Tempo di traslochi - 15 novembre 2016

Sarà perché sto mentalmente preparando un trasloco che il governo delle cose e 'ogni cosa al suo posto' mi stanno così a cuore? E quando mi prende il panico per l'immane quantità di lavoro che un trasloco comporta mi tornano a mente i vecchi adagi tipo 'una cosa alla volta' – che è sempre buona regola e percorso obbligato per sbrogliare le matasse della nostra vita quotidiana e riordinare il troppo di tutto che abbiamo stipato nelle nostre case lungo i decenni delle nostre vite.
E dal micro al macro: gran fermento sta provocando il ridisegno del mondo che ha in mente Donald-l'intruso, secondo i manifestanti della fazione sconfitta che 'non se la mettono via' e pretendono di 'mandarlo a casa' prima ancora che si insedi nello studio ovale.
Ma già si fanno i nomi dei prossimi governanti e dei segretari di stato e dei consiglieri più autorevoli che decideranno la politica americana dei prossimi quattro anni ed è bene che questo genere di cose vadano per la 'diritta via' e non conoscano impacci e conflitti troppo accesi perché i desideri folli degli sconfitti causerebbero lo sconquasso della fragile democrazia americana più di quanto faranno le reboanti dichiarazioni di Trump di restituire al mittente milioni di clandestini e 'sin papeles' che vivono di espedienti nelle avvilenti periferie urbane delle metropoli americane.
C'è un gran bisogno di governo in questo mondo rotto e milioni di schegge impazzite schizzate per ogni dove che le sinistre europee hanno portato al collasso – in primis per non aver saputo gestire e governare la catastrofe umanitaria dell'immigrazione clandestina a sei cifre e le conseguenti 'giungle di Calais' e di Ventimiglia e i bivacchi dei pretesi profughi nelle stazioni delle principali città europee e i disordini e le molestie di Capodanno alle donne di Colonia, Zurigo, Helsinki quali ci hanno consegnato le cronache 2015/16: anni orribili di morti per le strade e nei ristoranti e teatri e aeroporti per mano dei 'radicalizzati sul web' assassini prodotti dalla disoccupazione e dalla mancata integrazione degli immigrati che abbiamo stipato a milioni nelle orribili 'banlieues' dove la polizia non si azzarda a mettere piede. Enclaves di miseria e di un rancore sordo contro l'Occidente incapace di vera accoglienza e di integrazione e polveriere dei futuri conflitti annunciati.
E tutto il discutere che si fa di 'populismo' e tutto il fracasso che è conseguito all'evidenza della rabbia degli elettori che hanno votato per la brexit e per Trump e, forse, speriamo, contro Renzi e le sue ridicole 'riforme costituzionali' finalmente approda a tardivi 'mea culpa' e angosciate domande su 'dove abbiamo sbagliato'.
Avete sbagliato a spacciare facile misericordia benedicente e l'avvilente retorica dell'accoglienza buonista quando i sindaci vi dicevano, uno via l'altro, che i loro cittadini non ci stavano a trasformare le loro città e paesi in bivacchi di nuovi poveri e nullafacenti e mendichi.
Avete sbagliato nel non voler considerare che il troppo dell'immigrazione a sei cifre mal si concilia con un paese che non conosce crescita economica da oltre dieci anni.
Avete sbagliato nel cercare di imporre all'Europa le 'quote' che nessuno ragionevolmente vuole al di là delle Alpi perché le elezioni li castigano e se gli elettori vi castigano vuol dire che vedono le cose sbagliate nelle strade e nei parchi cittadini che voi vi ostinate a non vedere e/o a dirle governabili ad onta delle mille evidenze contrarie – vedi, oggi, il sindaco Sala, buonista per partito preso (il disastrato PD di Renzi) che chiama l'esercito a sedare la guerra per bande delle sue periferie fitte di immigrati che non trovano lavoro e si dedicano al suo surrogato criminale dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione.
Davvero c'è bisogno di vero governo e di un radicale cambio di politiche nell'Europa sconvolta dalla brexit e dall'elezione di Trump.
Buongiorno, cari e-lettori, è tempo di traslochi. Il futuro è incominciato.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
 
 

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