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Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
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Messaggi del 07/11/2025
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05 novembre 2015 L'ariosità, certo. E il biancore e i colori pastello dei palazzi forti, quadrati, ornati di sculture e fregi e che delineano le piazze ampie che hanno fatto la Storia. Mai viste tante bandiere sospese in una sola piazza – e passi che si chiami 'Unità d'Italia' e che qui, in quest'angolo di Europa esposta a tutti i venti, si sia giocata la partita più tragica dei trattati post bellici che ci hanno privato dell'Istria e della Dalmazia, e che oggi sia il quattro di Novembre: giorno designato di una festa delle Forze Armate che dovrebbero salvare la Patria, ma ancora brucia la disfatta dell'ultima guerra e l'esercito degli slavi in armi che arretrarono solo dietro le minacce americane che salvarono la città dall'odiosa occupazione. E davvero si respira Storia e letteratura, in questa città di biancore diffuso e ariosità anche architettonica – malgrado l'imponenza delle storiche costruzioni e le facciate e il colonnato dei templi religiosi e laici. E i caffè storici resistono alle intemperie della postmodernità e alla maledetta globalizzazione che ridisegna il futuro delle nostre città. E, chissà come, non vedo cinesi a gestirli e i negozi del centro sembrano ancora saldamente in mani indigene, alleluia! in periferia non so. E Venezia, invece, ha ceduto le armi e le edicole e i bar e i negozi di pelletteria e di chincaglieria turistica – ogni città ha la sua storia e i suoi cedimenti e gli avvilimenti e le miserie e la decaduta nobiltà sommersa dai milioni di visitatori-locuste. Forse Trieste è una città dove vivere è bello, chissà, provare per credere – e i prezzi delle case sono decisamente più bassi di Treviso e della cintura di cittadine satelliti che le fanno corona, ma solo nella cintura urbana periferica che, a volo d'uccello, è brutta tanto quanto il centro storico è 'charmant' di tradizioni e letteratura e storia mitteleuropee. Bisognerebbe rifare il viso alle storiche città ogni vent'anni e abbattere le loro brutture più evidenti e restituire alle città storiche la dignità architettonica perduta negli anni della crescita edilizia speculativa de 'il sacco delle città' denunciato dai giornali dell'epoca. Vaste programme, come diceva C. De Gaulle buonanima. Havvi a far, il governo del 'fare', ma i sindaci coraggiosi latitano e i governanti di riferimento sono quelli che le avvilenti cronache del Malpaese ci consegnano ogni giorno che Dio manda in terra, ahinoi - scegliete voi tra gli imbonitori berlusconi e renzi, per tacer degli altri morti e sepolti, parce sepulto. |
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Sermoni per i giorni di pioggia - 05 novembre 2014 Certi sguardi sono come i memorabili scatti fotografici che segnano un'epoca: vedi il bacio degli amanti parigini post bellici che dicevano il trionfo della vita sulla morte seminata a piene mani nelle trincee e sui fronti di guerra; o come i lavoratori immigrati - in bilico tranquillo sulle putrelle pencolanti sul vuoto a cento metri di altezza - che costruivano i grattacieli della Grande Mela. Così i motoscafi che solcano le acque del Canal Grando pieni di genti orientali coll'impermeabilino di nailon leggero che gli coprono il capo e fanno ciao-ciao con le mani e i sorrisi a piena bocca dicono del cambiamento epocale di questa città destinata ai loro figli e nipoti: zero abitanti storici, prossimamente, e solo turisti che si avvicendano a milioni sul 'teatro dell'antico' che qui egregiamente si rappresenta (vedi il link più sotto per i dettagli sull'argomento). E se questo è il progresso lo lasciamo volentieri ai nipoti che, certo, conosceranno e vedranno il profilarsi delle 'magnifiche sorti e progressive' di un'umanità avviata verso orizzonti di gloria. E così sarà, malgrado le batoste dell'odierna 'crisi globale' pestino a sangue le odierne generazioni del 'lavoro zero' e le armate dell'Isis che ci consegnano un Medioevo di ritorno col dettaglio ferino delle teste mozzate di incolpevoli 'inviati' e/o volonterosi e ingenui 'cooperanti'. Perché, in parallelo, e sia pure 'un passo avanti e due indietro', vediamo disegnarsi, in televisione e sul web, gli scenari futuri di tecnologie sempre più avanzate e stupefacenti nel loro raccontare un mondo davvero diverso e, forse, il mondo non sarà 'salvato dai ragazzini' come si racconta nel romanzo omonimo, o dall'astratto Amore del Dio di Francesco e delle sue folle festanti a piazza san Pietro, bensì dalle tecnologie: che diranno stupidi tutti i comportamenti bellici di minoranze di imbecilli preistorici e mostreranno le stelle dei viaggi spaziali quali nuovi orizzonti di riferimento. Amen e così sia. |
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La Grande Mela è un mondo. Con un numero di abitanti pari ad una nostra regione e una 'multietnicita' mirabolante ed oggi coesa a tal punto da promuovere quale suo leader un 'mussulmano' - qualunque sia il senso che vogliamo attribuire a questa definizione più politica che religiosa. Ed a complicare la cosa è la definizione accessoria che da di sé il novello conducator democratico: socialista. Ma dice davvero? Asili gratis e trasporti gratis e supermercati a prezzi calmierati. Con quali fondi misteriosi, scusa? Non era più pertinente dirsi 'babbo Natale' - così da unificare pure le appartenenze religiose mussul-cristiane nelle festività prossime venture? Ma di cosa parlano in famiglia tra un padre professore e una madre famosa regista, confrontandosi con un figlio miracolato dalla confusa politica del melting pot globale, ma escluso dalla candidatura alle presidenziali prossime venture perché 'nato in Uganda'? Del miracolo di una difficile convivenza tra le molte 'gangs of New York' che gli esploderà tra le mani, prima o poi - considerata la affiliazione politica propal del miracolato parvenu in una città che ha una fortissima rappresentanza ebrea filo Israele? Auguri, Zhoran. Tu ben ci rappresenti il fracasso globale che riempirà le cronache del primo secolo del nuovo millennio - e speriamo che nessuna nuova 'gang' aerospaziale chieda asilo politico da te, nella Grande Mela, profuga di qualche guerra stellare oggi non pervenuta perché 'abbiamo già dato' - con gli Ecuadoriani ed i Guatemaltechi in fila per tre riporto di due alla frontiera tra il Mexico e il Texas. Vai con il tuo dio (che speriamo non sia 'akbar') e provati a governare. Il futuro, ci sembra, non ti sarà troppo propizio, ma hai la nostra (cristiana) benedizione. |



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