Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Gennaio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

fedechiaraLSDtripcassetta2dodicicmdidonna0monichetta68williamCars1Snayaaapucciantoniomente_perfettapanashifzcoang69Collaigokhatah00360JMusaelioteitt52
 

Ultimi commenti

È importante però distinguere tra...
Inviato da: cassetta2
il 13/01/2026 alle 20:10
 
Dai! Mettiti d'accordo con Donald per l'eventuale...
Inviato da: fedechiara
il 06/01/2026 alle 18:38
 
"Ho invaso il Venezuela"
Inviato da: cassetta2
il 06/01/2026 alle 16:22
 
Arguto!
Inviato da: fedechiara
il 24/10/2025 alle 13:43
 
È difficile decidere quando la stupidità assume le...
Inviato da: cassetta2
il 21/10/2025 alle 12:49
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 02/12/2025

Matteo, stai sereno.

Post n°3895 pubblicato il 02 Dicembre 2025 da fedechiara
 

Stai sereno. Non fa poi così male. 02/12/2016
Nel giorno in cui un tramonto particolarmente infuocato e che ha colorato il mondo di tutte le gradazioni del rosso ci racconta la meraviglia del vivere sul pianeta Terra registriamo una comune insofferenza verso quel maledetto imbonitore che da mesi ci propina il suo set di pentole referendarie e riforme magistrali che cucinerebbero il paese al fuoco della sua megalomania di 'un uomo solo al comando'.
E un corale 'Basta!' e 'Fatela finita! e 'Toglietecelo dagli zebedei!' si leva alto da ogni angolo del paese e non si vede l'ora che arrivi domenica sera per godere della lieta novella della sua riduzione a ragazzotto di provincia arrogante e arruffone che si è gonfiato come un aerostato durante i due anni della sua occupazione abusiva del potere (Il colpo di palazzo de: 'Enrico stai sereno.') e si sgonfierà di botto nel corso delle prime proiezioni. E speriamo nell'eleganza del gesto che lo appaierà al suo emulo Hollande-il Nulla-che cammina: 'Non mi ricandido.' Grazie, apprezziamo.
E ci strapperemo i capelli se, invece, una maledetta iattura e il corto circuito neuronale del paese dovesse consacrarlo (Dio non voglia) nel gonfiore dell'elio che lo gonfia tutto e lo fa straparlare di cose che solo nella sua mente fanno 'l'interesse del paese.' Tocchiamoci di sotto e leviamo alti gli auspici.
'Matteo stai sereno. Non fa poi così male.' Un semplice pffffff e ti afflosci e ti accartocci con dolcezza. E riporremo l'involucro nel sacrario della Leopolda, promesso.

 
 
 

Gli inganni della memoria.

Post n°3894 pubblicato il 02 Dicembre 2025 da fedechiara
 

02/12/2013
'Se la memoria non mi inganna', usiamo dire, consci della sua fragilità – e, in realtà, la memoria ci inganna, eccome! E, dalla visione del bel film 'La mafia uccide solo d'estate', ho conferma che la memoria umana non è come quella dei computer - che tutto registrano e 'tengono in memoria' - bensì una farfallona dalla vita effimera, ahinoi! che vola di avvenimento in avvenimento con troppa leggerezza, nessun peso ritenendo e rimandandoci della gravità di quei fatti lontani.
E perfino dei morti ammazzati dalla mafia palermitana e le altre cosche mi ero scordato la cronologia degli eventi criminali e le varie figure del giudice Chinnici e l'onorevole Pio la Torre e il mai abbastanza vituperato Salvo Lima e il generale-prefetto Dalla Chiesa - e delle bombe e gli attentati a cui avevano fatto il callo i palermitani che, in maggioranza, votavano e tenevano in palma di mano e 'voto di scambio' quella schifezza politica chiamata Democrazia Cristiana.
E il leader, in Sicilia, era quell'andreotti-belzebù mala anima - di certo finito nel culo di sacco infernale dei gironi danteschi insieme ai peggiori figuri e loschi che hanno scritto la storia infame del Malpaese.
E devo gratitudine a Pif, il regista del bel film sulla Palermo infernale di quegli anni di stragi di magistrati e poliziotti - che con passo narrativo leggero e il sorriso (dal sapore acre) sulle labbra ci restituisce una memoria infantile e un 'romanzo di formazione' degli anni terribili della nostra storia nazionale. E veniamo a sapere che, già allora, l'Europa veniva usata come slogan stupido e buono per tutti i tele-giornalisti servi (ed erano molti) dal Lima - la longa mano andreottiana in Sicilia - che nei mercati rionali andava ripetendo, da nessuno sbertucciato e contraddetto, che: 'La Sicilia ha bisogno dell'Europa e l'Europa della Sicilia.' ma che caxxo voleva dire mai, all'epoca. Prebende da avocare, forse.
E che caxxo vuol dire oggi, 'restare in Europa', se quasi tutti – dal Grillo urlante al berlusconi dimezzato- vogliono fare terra bruciata intorno al progetto politico europeo dei conti in ordine e tornare a crescere con i fondamentali dell'economia stabilizzati: rapporto debito-pil sotto al 3% e la spesa pubblica sotto controllo e uno 'stato sociale' ridotto all'osso per 'tornare competitivi' sulla scena del 'mercato globale'.
E' paradossale, per tornare al film di Pif, che il miglior modo e più efficace politicamente e mnemonicamente, sia una narrazione leggera e comico-ironica applicata agli eventi più tragici e luttuosi della nostra Storia recente. Così come ha fatto Benigni e il suo sceneggiatore Cerami con l'Olocausto ne 'La vita è bella' – un azzardo spaventoso, uno 'scherzare coi Santi' risolto, però, magistralmente e che nulla ha tolto alla terribilità e l'orrore del nazismo assassino e dei maledetti carnefici.
Un film da vedere e godere dall'inizio alla fine – e meritato l'applauso finale in platea, come fossimo a una 'prima'.

 
 
 

Deficit cognitivi e rispetto per la vita.

Post n°3893 pubblicato il 02 Dicembre 2025 da fedechiara
 

 Deficit cognitivi e rispetto per la vita - 02/12/2011

E l'impressione di vivere dentro un acquario è costante e non riguarda solo quest'Italia che muore e ha dei 'deficit cognitivi' che la fanno regredire al tempo della 'liretta' delle svalutazioni facili che premiavano gli imprenditori furbi, gli esportatori che sanavano i loro debiti esteri col facile 'dumping' . Dumping che penalizzava, invece, la gente normale, la gente che viaggiava all'estero e ben poco comprava nei paesi a economia forte con quella moneta ridicola che era specchio della nostra pochezza di popolo.
'Deficit cognitivo' è parola tecnica e politicamente corretta per dire che uno è fuori, non ci sta più con la testa: out, finito, perso nel labirinto neuronale che produce spruzzi di sogni misti a dolore di vivere per il nulla del mondo che si stringe nel pugno - un pugno di mosche.
E con mia madre afflitta da 'deficit cognitivo' è un continuo vagare nei labirinti e a volte mi ci perdo - col continuo sforzo che faccio per distinguere il grano dal loglio: la residua lucidità che affiora, ma si mescola, inesorabilmente, col pasticcio mal cucinato dei residui dei sogni: nebbie, nuvole, filamenti di fantasie che danno vita a un curioso teatro dell'assurdo, un teatro di mimi che non trovano le parole e annaspano e lanciano le mani in alto ad acchiappare il vuoto e ti guardano, infine, con quel sorriso ebete e liquido che vuol dire: 'Aiuto!'
E quando siedo con lei nella hall di quello strano albergo per morituri che 'te salutant' - coi sorrisi mesti dei naufraghi che vedono sfilare al largo le navi passeggeri che si rifutano di raccoglierli e prenderli a bordo e farli partecipare al convivio dei vivi - mi chiedo perché e che senso ha discutere di pensioni la cui erogazione si dilaziona fino ai settant'anni di vita e il parallelo buttare a mare, invece, tutta questa umanità reclusa nei cronicari di lusso, negli alberghi 'per autosufficienti' tirati a cera e i vigilantes, chissà perché, sono preti e suore che sembrano la polizia penitenziaria della morte che incombe, gli 'angeli della morte' che la tirano per le lunghe perché 'dio lo vuole' e 'la tua vita non ti appartiene' e trovano un sacco di gente ricca che fa le donazioni per far durare questo loro impero, questo loro carcerare i vecchi che, nei dialoghi privati che raccogli seduto sui divani, ti dicono che volentieri accoglierebbero quell'altro angelo liberatore che non ha più il viso medievale dello scheletro velato, bensì il sorriso amabile di una giovane signora che libera la mente e ti fa volare - tornato giovane all'improvviso e capace di tutta la 'cognitività' che qui ti tolgono e la chiamano 'rispetto per la vita'.

 
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963