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Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
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Messaggi del 02/12/2025
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Stai sereno. Non fa poi così male. 02/12/2016 Nel giorno in cui un tramonto particolarmente infuocato e che ha colorato il mondo di tutte le gradazioni del rosso ci racconta la meraviglia del vivere sul pianeta Terra registriamo una comune insofferenza verso quel maledetto imbonitore che da mesi ci propina il suo set di pentole referendarie e riforme magistrali che cucinerebbero il paese al fuoco della sua megalomania di 'un uomo solo al comando'. E un corale 'Basta!' e 'Fatela finita! e 'Toglietecelo dagli zebedei!' si leva alto da ogni angolo del paese e non si vede l'ora che arrivi domenica sera per godere della lieta novella della sua riduzione a ragazzotto di provincia arrogante e arruffone che si è gonfiato come un aerostato durante i due anni della sua occupazione abusiva del potere (Il colpo di palazzo de: 'Enrico stai sereno.') e si sgonfierà di botto nel corso delle prime proiezioni. E speriamo nell'eleganza del gesto che lo appaierà al suo emulo Hollande-il Nulla-che cammina: 'Non mi ricandido.' Grazie, apprezziamo. E ci strapperemo i capelli se, invece, una maledetta iattura e il corto circuito neuronale del paese dovesse consacrarlo (Dio non voglia) nel gonfiore dell'elio che lo gonfia tutto e lo fa straparlare di cose che solo nella sua mente fanno 'l'interesse del paese.' Tocchiamoci di sotto e leviamo alti gli auspici. 'Matteo stai sereno. Non fa poi così male.' Un semplice pffffff e ti afflosci e ti accartocci con dolcezza. E riporremo l'involucro nel sacrario della Leopolda, promesso. ![]() |
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02/12/2013 'Se la memoria non mi inganna', usiamo dire, consci della sua fragilità – e, in realtà, la memoria ci inganna, eccome! E, dalla visione del bel film 'La mafia uccide solo d'estate', ho conferma che la memoria umana non è come quella dei computer - che tutto registrano e 'tengono in memoria' - bensì una farfallona dalla vita effimera, ahinoi! che vola di avvenimento in avvenimento con troppa leggerezza, nessun peso ritenendo e rimandandoci della gravità di quei fatti lontani. E perfino dei morti ammazzati dalla mafia palermitana e le altre cosche mi ero scordato la cronologia degli eventi criminali e le varie figure del giudice Chinnici e l'onorevole Pio la Torre e il mai abbastanza vituperato Salvo Lima e il generale-prefetto Dalla Chiesa - e delle bombe e gli attentati a cui avevano fatto il callo i palermitani che, in maggioranza, votavano e tenevano in palma di mano e 'voto di scambio' quella schifezza politica chiamata Democrazia Cristiana. E il leader, in Sicilia, era quell'andreotti-belzebù mala anima - di certo finito nel culo di sacco infernale dei gironi danteschi insieme ai peggiori figuri e loschi che hanno scritto la storia infame del Malpaese. E devo gratitudine a Pif, il regista del bel film sulla Palermo infernale di quegli anni di stragi di magistrati e poliziotti - che con passo narrativo leggero e il sorriso (dal sapore acre) sulle labbra ci restituisce una memoria infantile e un 'romanzo di formazione' degli anni terribili della nostra storia nazionale. E veniamo a sapere che, già allora, l'Europa veniva usata come slogan stupido e buono per tutti i tele-giornalisti servi (ed erano molti) dal Lima - la longa mano andreottiana in Sicilia - che nei mercati rionali andava ripetendo, da nessuno sbertucciato e contraddetto, che: 'La Sicilia ha bisogno dell'Europa e l'Europa della Sicilia.' ma che caxxo voleva dire mai, all'epoca. Prebende da avocare, forse. E che caxxo vuol dire oggi, 'restare in Europa', se quasi tutti – dal Grillo urlante al berlusconi dimezzato- vogliono fare terra bruciata intorno al progetto politico europeo dei conti in ordine e tornare a crescere con i fondamentali dell'economia stabilizzati: rapporto debito-pil sotto al 3% e la spesa pubblica sotto controllo e uno 'stato sociale' ridotto all'osso per 'tornare competitivi' sulla scena del 'mercato globale'. E' paradossale, per tornare al film di Pif, che il miglior modo e più efficace politicamente e mnemonicamente, sia una narrazione leggera e comico-ironica applicata agli eventi più tragici e luttuosi della nostra Storia recente. Così come ha fatto Benigni e il suo sceneggiatore Cerami con l'Olocausto ne 'La vita è bella' – un azzardo spaventoso, uno 'scherzare coi Santi' risolto, però, magistralmente e che nulla ha tolto alla terribilità e l'orrore del nazismo assassino e dei maledetti carnefici. Un film da vedere e godere dall'inizio alla fine – e meritato l'applauso finale in platea, come fossimo a una 'prima'. |




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