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Messaggi del 08/12/2025

I generali e le battaglie.

Post n°3907 pubblicato il 08 Dicembre 2025 da fedechiara
 

I generali che 'si fregiarono delle battaglie'.
E' ben vera quella chiosa che recita: 'La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali.'
'Che si fregiarono delle battaglie' continua a chiosare in musica Francesco De Gregori 'con cimiteri di croci sul petto.'
Ecco, il capo di stato maggiore (che titolo inutilmente pomposo!) francese Fabien Mandon (assonante con 'Macron' il 'volenteroso') si lasciò scappare di bocca la frase: 'Ci manca la forza di carattere per accettare di perdere i nostri figli.'
Ma per fortuna, dico io. Di insensati un tanto al chilo che perorano in pubblico riarmi miliardari e 'boots on the ground' ne abbiamo davvero troppi in questa Europa allo sbando politico e geo strategico giunta al suo cupio dissolvi.
Intendeva dire, il generale delle croci sul petto, che noi europei del tardivo e inutile e stupido riarmo militare non siamo spiritualmente pronti a sacrificare i nostri figli sul fronte ucraino (che va a chiudersi come da copione, Gott sei dank) e su ogni altro fronte eventuale che si aprirà in futuro a causa della presente, insensata temperie bellica contro 'il nemico russo' (sic), dei troppi condottieri europei e aspiranti napoleoni e churchill intruppati alla rinfusa nell'alleanza militare Nato.
Che, se le ragioni della guerra per procura Nato in Ucraina fossero state chiare e condivisibili fin dall'inizio e alle origini del conflitto non ci fossero state le sporche cose e le mene degli Americani e i milioni di denari consegnati ai nazistoni Azov e 'Pravi Sektor' perché fomentassero i disordini di piazza che hanno portato il paese allo sbando nazionalistico (e molto poco 'democratico' – vedetevi il bel documentario 'Le maschere della rivoluzione' su you tube) – se i dirigenti ucraini non avessero quel po' po' di coscienza sporca di patti non rispettati (e rigettati, a Istanbul, pare su consiglio degli Angloamericani di Biden e di Johnson) e le migliaia di morti conteggiati alla brava nella guerra (soldati e civili), nel Donbass russofono potremmo considerare meno dementi le dichiarazioni di politici e generali relative ai 'figli da sacrificare' nelle leve militari come tanti Isacco sull'altare di una guerra che ha stordito le menti e avvelenato i cuori dei bellicisti di ogni risma e complotto e trama.
Considerando anche che la loro guerra sognata e auspicata ha come probabilissimo orizzonte degli eventi le esplosioni termonucleari sulle basi militari e sulle città capitali - dove a morire saranno i milioni di 'figli' e i nipoti e le madri e i padri e i cugini e gli amici tutti.
Tutti, tutti, ombre di morituri che si tengono per mano nel finale Olocausto dell'umanità intera.
Chi vivrà dirà, se gli avanzerà voce, una volta fuori dai bunker anti atomici, nella visione desolata del deserto post nucleare che offrirà il pianeta Terra ai pochi sopravvissuti.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante testo

 
 
 
 
 

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