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Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
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Messaggi del 09/02/2026
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La maledizione del tempo. Ho ricevuto un libro, il giorno del mio compleanno: 'L'arte di saper invecchiare.' di Cicerone – con testo a fronte perché il latino è lingua morta, ma con onore, e qualche volta scolpisce il nostro cicaleccio quotidiano sui social con motti di pietra, tipo: 'Verba volant'. Et scripta manent, invece. A egregie cose... Ora che esista un' 'arte' del saper invecchiare non ne sarei così sicuro. Bisognerebbe mettere insieme quei momenti alti di vita - isolati e ciascun per sé e nessuno che insegni veramente qualcosa che la vinca sul tempo malandrino - e comprare un toupet per coprire le parti del cranio più esposte al gelo del tempo che passa e mostrare ad un fotografo di vaglia, per le foto della patente che si rinnova, il lato migliore del proprio volto, nascondendo le offese più atroci sull'altro lato – e stringere la fascia elastica sul ventre prominente per slanciare quel che resta della figura piegata dalle ernie discali. Vaste programme, ci insegnava De Gaulle, giunto al tempo del suo finale disincanto politico. Ma esiste un' 'arte' del non dire e lasciar correre – il tempo e le sue figure evanescenti ed effimere – e non enfatizzare più di tanto l'amarezza per la quale ci pare più vera e cogente l'espressione scespiriana che descrive il mondo e il trascorrere delle vite quale '...rumore e furore che non significano niente.' L'arte del non detto - che assomiglia a quella frase terribile del patriota milanese Amatore Sciesa mentre veniva condotto al patibolo: 'Tiremm inanz.' La Terra gira incessantemente intorno al Sole e su se stessa, a quanto sembra, e non si cura del pulviscolo umano che degrada sulla sua superficie - e l'arte dei poeti è certo più vera quando ci rappresenta, desolato, l'umano trascorrere: ...corre via, corre, anela, varca torrenti e stagni, cade, risorge, e piú e piú s’affretta, senza posa o ristoro, lacero, sanguinoso; infin ch’arriva colá dove la via e dove il tanto affaticar fu vòlto: abisso orrido, immenso, ov’ei precipitando, il tutto obblia. Vergine luna, tale è la vita mortale. Canti (Leopardi - Donati)/XXIII. Canto notturno di un pastore errante dell'Asia - Wikisource |



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il 13/03/2026 alle 13:50
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il 09/02/2026 alle 16:28
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il 13/01/2026 alle 20:10
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