Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 16/02/2026

Il 'knock out di Europa.

Post n°4022 pubblicato il 16 Febbraio 2026 da fedechiara
 

Il ring di una Europa prossima al knock out. 14/02/2025
L'Europa è alle corde e si prende, sempre più intontita e affranta, i pugni al corpo e al viso che potrebbero determinare il definitivo knock out, ma resiste in piedi all'assalto dei molti nemici immaginari ('Stai attento. Mi pare che me le dia anche l'arbitro.' si lamenta con l'allenatore nelle pause) e forse i suoi maggiorenti in disarmo faranno un vertice riparatore a Parigi, chissà, con cena e preziosa cucina francese all'Eliseo.
Magari per dirsi, nei conciliabili post prandiali, che hanno sbagliato tutto sull'Ucraina e sul pedissequo allineamento alla Nato di Biden-Stranamore ('Forse abbiamo un po' esagerato con tutti quegli armamenti pesanti spediti colà.'), ma che, seppure tutto è perduto, è salvo l'onore politico.
Noi siamo i migliori anche se il mondo intero ci è contro. Siamo i soli sinceri democratici contro un mondo di autocrati redivivi e i fascistoni sono alle porte, aita, aita.
Seguiranno i balbettamenti ad uso della stampa amica su quant'era bella la democrazia e quel suo fidanzato che gli va appresso: il liberalismo sempre evocato ma mai posto in essere nei faticosi decenni dal dopoguerra ad oggi. Leggetevi l'editoriale di Mauro oggi su 'la Repubblica' – un pianto greco.
Il fatto è che trovarsi tutti quanti a Monaco per un vertice mondiale sulla sicurezza subito dopo l'attentato di un afgano richiedente asilo assassino di una madre e di una bambina (immigrati dall'Algeria, dicono le cronache) qualche pesante dubbio lo solleva sullo stato di salute di un continente che è stato davvero troppo buono con i pretesi diritti di ognuno e tutti e che ha tenuto a battesimo il fumoso e controverso 'diritto internazionale' ed ha riempito le periferie delle sue metropoli di genti rancorose e di difficile integrazione.
E il discorso di Vance, letto dai maggiorenti europei come una intollerabile provocazione, è stato il colpo del knock out, la rivelazione spaventosa della insignificanza politica di un continente-ventre molle di un mondo sull'orlo di una crisi bellica mondiale che, forse, chissà, solo il nuovo imperatore Trump riuscirà a scongiurare.
Fra qualche giorno si vota in Germania, prepariamoci alle mille geremiadi che conseguiranno all'apparire dello spettro di un ritorno al passato – come ce la racconteranno, affranti, i professionisti dell'antifascismo in servizio permanente effettivo.
La favola de 'Al lupo, al lupo!' del pastore burlone da riciclare per i millenials dimentichi delle lezioni della Storia. Stay tuned.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Sia detto in poesia.

Post n°4021 pubblicato il 16 Febbraio 2026 da fedechiara
 

'We were soldiers' è un film del 2002: l'ennesima riflessione penitenziale di una America che si proclama stanca di guerra – ma a posteriori e per il tramite di sceneggiatori e attori 'contro', e ad ogni giro di orizzonte geo strategico rilancia in cronaca il suo furore bellicista, invece: mai risolutivo, bensì foriero di altri conflitti a catena.
L'ultimo che si prepara è nei mari orientali, con le possenti navi U.s.a. fitte di droni e missili e caccia-bombardieri, prossime alle coste dell'Iran – e l'esito potrebbe non essere uguale a quello contro il Venezuela e contro il suo presidente in carica.
Chi vivrà vedrà e c'è solo da ricordare l'esito della guerra contro il popolo vietnamita - con i 58.000 soldati americani defunti colà, i cui nomi sono incisi nella nera lapide che li ricorda.
E non condividiamo la spudorata commozione del film - che filosofeggia sul fatto che sono morti per difendersi tra di loro (We were soldiers), trascurando che le guerre si osteggiano all'origine: contro le politiche ed i politici che le promuovono e le giustificano con scelte sbagliate – la cintura bellica Nato che si è voluta in Ucraina insegna, buona ultima.
E condividiamo, invece, l'invettiva della brava Patrizia Valduga che, nel suo ultimo libro di poesie (Lacrimae rerum) inveisce contro l'Occidente assassino:
È uno sterminio che non trova fine,
tra terra e cielo senza piú confine,
tra terra e corpi e corpi tra rovine,
tra cielo e corpi fusi senza fine,
e il sole ha ancora ori e il mare flutti
per il tripudio qui dei farabutti…
Sí, il fracido Occidente è la fucina
di questa infamia di furia assassina.
Avessi per le mani qualche drone,
saprei su chi spedirlo, e di ragione.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

'Si', come al giorno delle nozze.

Post n°4020 pubblicato il 16 Febbraio 2026 da fedechiara

Amichettismi e cambi di fronte.
Da molti giorni ormai faccio mancare i miei pungenti 'editoriali' ai miei pochi lettori della Rete. Stanchezza, direte voi. Si, ma del tipo che: '...tanto il mondo rotto e fuori dai suoi cardini non cambia indirizzo ed il metodo della follia collettiva impazza e detta l'agenda del futuro prossimo'.
Per il futuro remoto consultare i 'posteri' (ardua sentenza, anticipava il Manzoni).
Ma il referendum sulla giustizia e sui giudici da separare mi intriga, mi sollecita, mi sfruguglia i pensieri di notte, prima del sonno, e la domanda 'che sorge spontanea' è:
'Come fa un sondaggio a passare da un 60 per cento attribuito al 'Si' solo qualche giorno fa ad una contesa asperrima sul filo del 50 per l'uno o per l'altro dei contendenti?' Già, come fa?
Siamo ben al di là del 'margine di errore' che si vuole oscillante tra il 2 ed il 4 per cento della soglia di errore previsto. Qui siamo ad un voltafaccia e cambio di fronte dell'intero sistema dei sondaggi e degli schieramenti, molto simile a quello che prevedeva un ribaltamento dell'esito del voto della Brexit – complice l'attentato assassino che si commise a ridosso del voto.
Siamo alla 'stampa amica' – l'amichettismo deamicisiano delle redazioni dei giornaloni 'mainstream' ostinatamente fedeli al verbo 'dem' che osteggiano il 'mondo Maga' e le sue maledette influenze sul vecchio continente. Una Europa tanto assennata e 'woke' che si proclama fronte militare della battaglia per la salvezza della democrazia dei diritti, nientemeno, e contro ha la Russia e la Cina e di traverso perfino l'ex solido alleato Nato degli Stati Uniti d'America con alla guida Trump, novello Nabucodonosor.
Una battaglia persa? Speriamo, esprimiamo gli auguri. Che perda, al voto referendario, una magistratura delle correnti (para mafiose, dice Nordio, citando Di Matteo) e storicamente serva del pd e della sua malata ideologia buonista/immigrazionista il cui esponente di punta, Gratteri Nicola, si è spinto ad offendere i suoi opposti del 'Si' tacciandoli di consonanza con le consorterie massoniche.
Se questi sono i toni e gli argomenti, spegnete le televisioni e i cellulari e tutti al voto il 22 ed il 23 dopo 40 giorni di opportuna meditazione silente per dire a questi pazzi, pazzi esponenti del 'No' che ben si meritano una batosta, una punizione politica netta, feroce.
'Si' come al giorno delle nozze, contro una magistratura che pretende di sostituirsi alla politica e manda in giro per le strade gente pericolosa per la pubblica incolumità, impedendo i salutari respingimenti e la giusta detenzione nei C.p.r.

 
 
 
 
 

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