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Messaggi del 08/03/2026

Ridisegnare i confini.

Post n°4051 pubblicato il 08 Marzo 2026 da fedechiara
 

Ridisegnare i confini. La politica 'con altri mezzi'. 08/03/2022
L'azione politica 'con altri mezzi' sta producendo i risultati programmati dal Cremlino – e pare che Zelensky sia finalmente disposto ad 'andare a Canossa' e offrire alla Russia ciò che, per dieci anni di combattimenti sanguinosi, ha baldanzosamente negato.
Quei combattimenti, del Donbass e Lugansk, mai stigmatizzati a sufficienza dall'Occidente degli stolti(berg) paesi filo Nato come fanno oggi, lacrimosi, in occasione della guerra aperta e largamente annunciata.
E, tra le dichiarazioni che ci muovono il sorriso (amaro), registriamo quelle di un ambasciatore intervistato a Sky tg24, che dicono, senza tema di apparire irreali e velleitarie, che 'non si può accettare di rimettere in discussione i confini di un libero stato'.
Come, scusa?
La presente guerra i cui drammi e i misfatti ci vengono scodellati ad ogni ora del giorno in tivù che cosa ci rappresenta, di grazia? La fantasia al potere?
E le trattative che si andranno a intavolare che cosa esattamente prenderanno in considerazione?
Sembra un dialogo lunare e marziano, quello di chi punta la velleitaria lancia contro i mulini a vento della Storia che si inventa: di mai più spostare un confine con la guerra mentre la guerra è in corso e i suoi risultati di un diverso equilibrio planetario prevedibili e previsti.
Leaders europei spaventati e in confusione continuano a giocare agli eroi resistenti dentro la loro asfittica play station di un mondo immaginario mentre cadono le bombe a grappoli – e finalmente il leader ucraino capisce che c'è un solo modo di mettere fine alla strage: venire a patti e ridisegnare i confini.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Matrimoni e notizie surrogate.

Post n°4050 pubblicato il 08 Marzo 2026 da fedechiara
 

Matrimoni, notizie surrogate, reporters da un tanto al chilo. 08/03/2022

Forse la più significativa 'notizia' che ci dà conto dell'irrealtà isterica in cui viviamo, grazie ai nostri baldi s-governanti e le redazioni annesse di giornali e telegiornali, è quella del soldato ucraino che organizza un check-point ad hoc al passaggio della fidanzata e si offre in ginocchio nella trita sceneggiata de 'Vuoi sposarmi?' ai post moderni 'reporters' di guerra, sempre in fremebonda attesa dell'aneddoto commovente e 'pop' che surroga la notizia.
Ridiamoci su – dal momento che quanto suesposto è il mal minore in tanto ciarpame di retorica patriottarda ed eroica dei prodi ucraini che 'bien resisten', come si diceva di Madrid assediata dalle truppe falangiste di Francisco Franco buonanima.
E, se non leggo male, l'opposizione di chiaro disincanto e aperto fastidio per quella retorica ammannita h24 dai teleschermi embedded, la possiamo agilmente leggere e controllare nei suoi alti numeri andando nel sito della 'Stampa' o del 'Corriere' alla pagina dei 'commenti'.
Quasi tutti di scherno e fastidio per i titoli eroici e la propaganda smaccata delle redazioni a favore di un popolo oggi in guerra, ma che ha avuto dieci anni e più di vita politica e leaders filo occidentali arrembanti e trionfanti a sproposito - di quando nel Donbass e Lugansk, le repubbliche secesse, si moriva a cinque cifre di morti ammazzati con particolare efferatezza e crudeltà di milizie ucraine che si richiamavano apertamente ai simboli nazifascisti.
Si chiama Nemesi ed è una divinità ellenica (e romana) che ci restituisce una ad una le nostre colpe sotto forma di severe punizioni e dolorosi castighi per 'essere andati a cercarcela'.
 
 
 

Del vivere e del morire.

Post n°4048 pubblicato il 08 Marzo 2026 da fedechiara
 

Del vivere e del morire - 08/03/2017
Discutevamo di tutto con la passione che ci metto(eva)no i giovani al loro primo affacciarsi sulla scena della politica, la società, la religione. Un vero e proprio 'accanimento di dibattito': discussioni titaniche come se dall'esito di quelle nostre discussioni potesse uscire la soluzione definitiva dei problemi universali e un condivisibile riordino del caos del mondo.
E perfino la morte la evocavamo e dominavamo dall'alto dei nostri diciotto/vent'anni - e sembrava un'ombra nera distante anni luce, che la nostra navicella spaziale ha, però, coperto in un 'fiat', maledizione! E oggi ci troviamo a confrontarci col ritratto in soffitta di Dorian Gray e la vita che ci residua tra le dita e ci mostra le ragnatele e le foto ingiallite del tempo caotico e crudele che abbiamo abitato. Une photo, viellie photo de ma jeunesse.
E ho rivisto il suo ritratto sulla locandina di un giornale locale, il giorno dopo che era scoppiato il dibattito asfittico sulla 'dolce morte' del 'dj Fabo'. Una fotografia straordinaria a piena pagina che ne evidenziava la gentilezza dell'animo, che fu la nota distintiva del suo vivere, e insieme la rassegnazione per la malattia che ne aveva minato la forza e aperto la strada alla decisione finale di porre fine al terribile dolore oncologico in una clinica svizzera.
E chissà se gli sono tornate a mente, negli ultimi istanti della sua vita, le accese discussioni che facevamo sulla liceità del suicidio e la piena disponibilità che abbiamo delle nostre vite in opposizione alle tesi dei vescovi e cardinali e papi che 'rendiamo l'anima a Dio', invece, e le nostre vite Gli appartengono e i suicidi si devo(oveva)no seppellire in terra sconsacrata perché, a sentir loro, è delitto di lesa maestà e proposito sempre e in ogni caso insano, qualunque sia la condizione che spinge al suicidio e l'insopportabilità del dolore che affligge i nostri corpi fragili.
La più grande 'fake new' della storia dell'umanità: quella dell'esistenza di un Dio dispotico e crudele (o, forse, di un Dio tout-court) che ha condizionato la vita degli uomini e delle donne per i secoli seculorum e li ha costretti a gridare e stringere i denti per il dolore intollerabile sui letti maledetti delle loro morti prima di 'rendere l'anima' straziata a quel supposto iddio di cui solo in questi anni si mette radicalmente in dubbio l'esistenza e la provvidenza nei confronti degli esseri umani.
Ed è incredibile il 'silenzio dei colpevoli' di tanto strazio: quegli ecclesiastici che troppo spesso mettono lingua falsa e bugiarda sulle vicende umane e hanno taciuto clamorosamente sulla vicenda del dj Fabo e su quella del 'veneziano che è andato a morire' in ugual modo, in modo dolce e umano, nella Svizzera che ci è maestra di vita e di umanità – forse vergognosi e/o rabbiosamente discordi in seno alla curia per la svolta misericordiosa di Francesco che non offre più nessuna certezza metafisica e di 'infallibilità' (finalmente!) e perfino sui gay è arrivato a dire: 'Chi sono io per giudicare?'
Già. Chi sei tu, Francesco, in questi anni di incertezze globali e chi sono i tuoi seguaci e chi ti ha preceduto - che tanta insania di posizioni e proposizioni apodittiche e disumane avete sparso a piene mani nel corso dei secoli e nel tempo presente?

 
 
 
 
 

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