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Messaggi del 07/04/2026

Bianchi e neri.

Post n°4083 pubblicato il 07 Aprile 2026 da fedechiara
 

Bianchi e Neri. Ritorno al futuro. 05/04/2022

Siamo tornati al Duecento. Nella Firenze dei guelfi bianchi e neri: le fazioni ferocemente in lotta per la supremazia e il potere del podestà nel palazzo del Bargello. Manca solo l'istituto dell'esilio – per la pena di morte, sotto post moderna forma di duro ostracismo e bando permanente dalle televisioni pubbliche e private, ci stiamo lavorando e siamo a buon punto. Cacciari ghibellin fuggiasco.
E i Bianchi odierni sono i filo Nato e filo continuazione della guerra fino a sconfitta definitiva della Russia del maledetto Putin – e vagonate di sanzioni severissime e di armamenti pesanti sui treni in arrivo dalla Polonia e dalla Moldavia per gli invitti soldati del battaglione Azov.
Chi per la patria muor vissuto è assai. Morte all'invasore.
E set televisivi ovunque nelle città liberate dai russi per il clamore mediatico di chi evoca e illustra con dovizia di particolari macabri i post moderni crimini di Norimberga.
Fact-checkers indipendenti (sic) condurranno le inchieste, tu fidati di lor (ma guarda e passa).
E i Neri sono sconfitti e in rotta sui fogli di stampa e nelle redazioni dei tiggi pubblici e privati e tristi esuli nei socials e nei forum di discussione che il parlamento ha deciso di militarizzare e colpevolizzare per le supposte 'istigazioni all'odio' (vedi i ripetuti ddl del Senato che equiparano la Rete ai giornali e alle tivù).
E a nulla serve precisare che anche noi, Neri per caso, si vuole fermamente la pace - e diciamo a gran voce ai maggiorenti NATO di farsi parte in causa nelle trattative e di offrire alla Russia la smilitarizzazione delle basi piazzate in gran numero nei paesi confinanti con la Russia dopo la caduta dell'Urss.
Niente. Non intendono ragione.
Da oltre Atlantico si dice peste e corna del nemico storico ad ogni ora del giorno e Stoltenberg (nomen omen) afferma tetragono in Europa che questa guerra durerà un anno e più. Lo sa lui il perché (e più non dimandare).
Forse si premerà anche il pulsante rosso nucleare, ma, per il momento, non lo si fa sapere, per non spaventare i pavidi e quelli che già rognano e si incacch.... per la perdita del gas a buon mercato e per il caldo che soffriremo quest'estate grazie a Draghi che ci spegnerà i condizionatori a fini di pace.
Di quale pace cianci lo sa solo lui e perlintanto godiamoci gli effetti nefasti delle severe sanzioni che ci si rivolgono contro e le bollette e il pane e la pasta – il cibo dei poveri – che andranno alle stelle.
Viva la democrazia ucraina, viva l'invitta resistenza dei prodi soldati di Zelensky armati dalla Nato – e chi non salta con noi niente più greenpass neanche alla sesta dose. Ipse dixit.
 
 
 

Cachi e dintorni.

Post n°4082 pubblicato il 07 Aprile 2026 da fedechiara
 

Vite da cachi. 05/04/2021
I cachi fuori dalla mia finestra sono trascorsi dal bianco floreale della mini estate della settimana scorsa al verde chiaro delle foglioline neonate - ignare di come sarà la loro vita in quest'altr'anno pandemico e se le radici, nel buio imo terrestre, troveranno acqua sufficiente a sostentarne la crescita e far esplodere i frutti zuccherini nel tardo autunno.
E quei cachi mi sono specchio di incertezza per tutto quanto avverrà di me nel breve correre dei mesi prossimi venturi – e sono fortunato a non incorrere in attacchi di panico notturni all'idea di intraprendere da qui a breve lo strano viaggio che è il viaggio verso il nulla delle origini.
Perché mancano i punti di riferimento, ne converrete. Si parte senza bagagli al seguito – e questo è un bene, basterà lavarsi più spesso – ma manca, anche e sopratutto una prefigurazione del paesaggio: i cieli fitti di cirri e/o di cumulo-nembi, le vaste praterie popolate di cavalieri mongoli che si appaiano al galoppo al treno sferragliante nel vuoto e sembrano gridarti frasi incomprensibili, la Gran Muraglia con gli arcieri sulla sommità che presidiano l'Aldilà e ti precludono la visione di un oceano-mare lontano. Il liquido abisso dove tutto oblia.
E tutto è davvero precario, a ben pensarci, Quei cachi potrebbero essere tagliati all'improvviso per l'irrompere delle ruspe che si insedieranno sul campo per costruire un maledetto condominio nuovo e la mia vita potrebbe trovare rapida fine con l'iniezione di un vaccino fatale che mi consegnerà nel limbo (ma sono molti di più i benefici) di quello zero virgola zero zero sei dei defunti per un maledetto ricorrere di trombosi venose profonde o per chissà quale altro evento fatale relativo ai nostri corpi fragili. Corpi di immortali, in gioventù, ansiosi di battaglie e amplessi furiosi, ma che non sono progettati per valicare indenni i centenari e si accartocciano, già dopo i settanta, come le foglie d'autunno dopo una commovente, ultima esplosione di colore.
E mai come quest'anno ultimo scorso abbiamo celebrato in tivù e sui giornali i commiati e gli addii con la generazione ultima con la compunzione di quel papa dalla voce strascicata che ognora ci ricorda la stranezza del nostro fragile viaggiare lungo la vita impervia e verso gli imperscrutabili paesaggi della morte con solo il conforto di una (improbabile) resurrezione in quel di Giosafatte - che speriamo sia valle sufficientemente ampia per contenerci tutti quanti abbiamo calpestato il pianeta Terra lungo i millenni e ci ritroveremo, anime e corpi ringiovaniti davanti al Supremo Giudice.
Esistono altre figurazioni, nell'immaginario religioso di altre fedi e dottrine, capaci di diversamente rassicurarci sul buon esito del viaggio estremo? Chiediamo aiuto alla I. A. (l'intelligenza artificiale)?
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Paola Comandini
... Un metaforico salto dal regno vegetale a quello animale (evoluto, peraltro). Poetico Enaz, rassegnato all' "accartocciamento" post-settantina, su cui i miei tuttora solidi 82,5 si rifiutano di concordare: quanto è 'saboroso' il frutto maturo del cachi! Ed a me, che adoro gustarlo col cucchiaino, ispira tanta voglia di.... sopravvivere. 😉 C'è ancora tempo, per affrontare i Guardiani della Grande Muraglia. Alla faccia del Covid e di chi lo "cavalca". ✌️

 
 
 
 
 

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