E' il trionfo dell'umano. Dopo lo 'stay human' e il vario svolgimento del tema 'essere umano' da parte di Ligabue, Mengoni e degli altri cantanti partecipanti a vario titolo all'esame di maturità di questi nostri anni di infamia (ma non bastava la Treccani a darcene una descrizione esaustiva?) ecco Delia, sul palco del Concertone, che si prova a 'portarsi via' il partigiano – figura mitica di combattente un filo in ritardo sui tempi della Storia (con esiti a volte sconvolgenti) – ed a sostituirlo con l'essere umano.
Lasciando intendere che se sei partigiano fatichi a rientrare nel novero dei buoni.
L'essere umano è, peraltro, una figura altrettanto mitica che, dai tempi di Prometeo, ne ha combinate di tutti i colori sulla crosta del fragile pianeta. Ha crocefisso profeti di pace e di amore universali (non l'avesse mai fatto!), armato le milizie delle Crociate, conquistato e disfatto imperi con ferocia bellica belluina, vinto e perso battaglie con i valenti soldati morti proni e supini sui campi di battaglia a migliaia ed ha assediato a lungo meravigliose città antiche e infine bruciati vivi gli abitanti (Dio riconoscerà i suoi).
Ciliegina sulla torta: di recente ha sganciato poderose bombe atomiche su popolazioni inermi con il nobile fine di 'por fine alla guerra' (sic).
E siamo all'oggi: enumeri chi sa e ne ha contezza le guerre post moderne ed i massacri tutt'ora in atto dell'essere umano.
La povera Delia ci ha provato a rifilarci questo nuovo 'essere umano' astrattamente ripulito e alla bene-meglio (aveva in mente qualcuno della 'Flotilla'? Un membro dell'Onu? Un rifugiato tra i moltissimi che violano impuniti la liquida frontiera europea?) che si porta via al posto del partigiano la Bella della canzone (che si sveglia angosciata ogni mattina per via dell'invasore di turno), ma una salva di aperto contrasto le è venuta dai compagni.
Compagni che sbagliano spesso e volentieri, ma guai a togliere l'impaccio di un vetusto partigiano da una vetusta canzonetta dal testo-vangelo immutabile perché quel 'partigiano' è una 'pietra di volta' dell'architrave della storia sinistra e se la smuovi – sia pure con fini nobilitanti ed estensivi rivolti al futuro – vien giù tutto e non si sa dove finiscano di rotolare i distici successivi – peraltro mortuari e tristissimi (...che mi sembra di morir).
Perciò tutti in coro e sull'attenti - e la mano sul cuore - a cantare a gole spiegate il nuovo inno nazionale che il 'campo largo' vorrà proporci con apposito disegno di legge e/o raccolta firme, una volta vinte le elezioni – e finalmente ci toglieremo di torno quell'imperativo categorico indigesto del presente inno dei 'fratelli di Italia' che ci impone di 'essere pronti alla morte' stringendoci a coorte (ma quando mai!).
Ed è sicuramente migliore la prospettiva che apre il distico di 'Bella ciao' di un viaggio (partigiano portami via) salvifico e che ci mostra gli altri e diversi orizzonti di una umanità pacificata.
Magari, in controcanto, gli metteremo quell'altra canzone, assai lamentosetta in verità, che faceva: 'Andare via lontano, / cercare un altro mondo, / dire addio al cortile, / andarsene sognando...'
Ma lì non c'erano valenti partigiani ad accompagnare il mitico viaggio.
Forse solo 'esseri umani' ognora confusi e sognanti?
Inviato da: cassetta2
il 13/03/2026 alle 13:50
Inviato da: Zero.elevato.a.Zero
il 09/02/2026 alle 16:28
Inviato da: cassetta2
il 13/01/2026 alle 20:10
Inviato da: fedechiara
il 06/01/2026 alle 18:38
Inviato da: cassetta2
il 06/01/2026 alle 16:22