Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi di Gennaio 2021

Dove germogliano le ife.

Post n°1487 pubblicato il 24 Gennaio 2021 da fedechiara
 


Svegliarsi la mattina con l'Essere in testa. Essere o non essere è il dilemma di ogni mattina che Dio manda in Terra. 'Se sia più nobile armarsi di infinita pazienza e tollerare il cronico mal di schiena e le altre magagne dell'età maggiore o dire la vita prossima al suo inizio misterioso di sotterranea radice e non più sperare che si aggreghino le prodigiose ife e i miceli.'
Così Amleto, rivisitato e reincarnato sul bordo del letto.
E Amleto assonnato cede il passo a Zenone, al quale chiediamo ancora oggi dubitosi: 'Ma esattamente cosa volevi dire con: 'L'essere è e il non essere non è?' Che dopo la morte (il 'non essere') è l'impronunciabile, ma riposante, Nulla? O che tutto è 'essere' nel suo splendore di vita brulicante le sue forme diverse e niente può affermarsi al di fuori di esso/a?
E cosa raccomandare a chi si avventura nel viaggio più intrigante della sua vita e non riesce a immaginare un paesaggio che sia Uno che rappresenti l'Essere nel buio Aldilà che ci impaura?
Sono le 7 del mattino e ancora il Sole non dà segno di voler affacciarsi sull'orizzonte. Che faccio? Mi ridistendo e cambio sogno (la vita è sogno?) o apro il gas – con grande attenzione - e mi metto su il caffè?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero

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The end e lacrimuccia.

Post n°1486 pubblicato il 24 Gennaio 2021 da fedechiara
 


'Nessuno si salva da solo' non è film da brividoni, malgrado le sue cinque nomination al tempo della sua uscita (tre ai 'David' e due ai 'Nastri d'argento').
E' un film sul prima e sul dopo di un amore grande - e la tristezza sgorga lenta come sangue venoso ad ogni scena alterna del 'dopo' che racconta le mutazioni (inevitabili?) e le cattiverie dei due coniugi nel loro scivolare lungo la china della perdita senza trovare alcun appiglio che li freni e li salvi.
'Salvare': è questo il punto di forza del titolo e l'assunto. Ma è solo la brillante trovata della scrittrice e sceneggiatrice – un titolo ad effetto che, nel finale, ci lascia col dubbio se davvero vi sarà salvezza per i due giovani coniugi, dopo tanto incrudelire su se stessi e sui figli, o se trionferà la fragile nostalgia del ritorno sottesa.
Dubbio consolatorio, a giudicare dalle statistiche sui matrimoni dalle solenni, commoventi promesse spessissimo infrante. La natura tende alle ri-creazioni a ciclo continuo piuttosto che alle salvazioni: primavera, estate, autunno, inverno. Si nasce, si cresce, si declina, si muore.
'Salvazione' è parola religiosa, invece. La invochiamo nell'incontro fatale con la malattia che introduce all'idea di morte. Salvarsi la vita e/o salvare l'anima – quel misterioso alito immortale che levita nell'aria fuori dai corpi freddi, trasportato dai venti chissà dove.
Ma è il 'da soli' della seconda parte del titolo che mi intriga. Significa che 'mal comune è mezzo gaudio'? O che l'umanità è un corpo sociale che produce le mirabilie della medicina e della farmacologia e i miracolosi vaccini che tagliano le gambe alle pandemie?
Ma, nel film, nessuno sembra dare una mano ai due coniugi in caduta libera, a parte il cameo del Vecchioni malato di cancro che li invita a pregare per lui, e non esiste vaccino che li salvi dal deteriorarsi dei rapporti interpersonali e dagli adulteri conseguenti. E il finale, enigmatico, si chiude sul sorriso di lei alla finestra e lui che si allontana allegro in una piazza che ci pare una promessa di 'ritorno al futuro' e ci accontentiamo.
Un sorriso val bene una (pro)messa non pronunciata, bensì lasciata levitare. The end e lacrimuccia.
https://www.youtube.com/watch?v=I-2TnTK_kTA

L'amore ti salva. Ma non sai mai in quale cartella condiviso da stradina -  Facciabuco.com


 
 
 

Vae victis. Morire per la democrazia?

Post n°1485 pubblicato il 23 Gennaio 2021 da fedechiara
 


Navalny è un 'campione della democrazia'. Darebbe la vita perché il suo popolo possa esprimersi al meglio con libere elezioni. E manda a dire, perché suocera intenda, che 'non ha intenzione di suicidarsi'. Grande uomo. E anche quelle ridenti, bionde signore bielorusse che guidavano le manifestazioni contro l'autocrate eterno sembra(va)no disposte a mettere a repentaglio le loro vite per una loro idea di democrazia partecipativa.
Ma, viste dall'Italia, le pulsioni democratiche ci paiono altra e più miseranda cosa. E nessuno darebbe la vita per Conte – a parte, forse, qualcuna tra 'le bimbe di Conte' che, su Facebook, si profondono in salamelecchi ed elogi sperticati all'uomo e allo 'statista' (sic).
Ed è un'altra donna, oggi, ad aprire uno spiraglio nella crisi dell'uomo-senza-maggioranza, l'avvocato del popolo che si cimenta nello storico mercato delle vacche nazionale, ma che rischia di andarsene con le pive nel sacco per aver voluto sfidare in pubblico dibattito Giamburrenzi, il logorroico eroe de: 'Io ti ho fatto, io ti disfo' del presente s-governo degli infami (che non lasceranno fama) giallorossi.
E' la Carfagna, infatti, a dire pubblicamente – non si sa con quale investitura politica o se imbeccata di velina dal Reggente o dal Consiglio del suo partito – che andare alle elezioni non si può con tanto grave crisi sanitaria.
E viene a mente che ogni e tutte le emergenze in questo paese, ieri il terrorismo, oggi l'emergenza sanitaria, sono sempre state usate dai soliti noti per meglio incollarsi alle mitiche cadreghe e farsi beffe del sentire politico degli italiani a loro fieramente avversi.
Ed è un tale pasticcio di verze 'missiae' in-guardabile, in-odorabile e da non dirsi tutto questo affannarsi in video e in voce dei mestatori politici per far uscire dal cappello della disastrata democrazia parlamentare italica il 'Conte-ter' oppure il 'governo istituzionale' e/o di tutti (contro tutti) o il 'rimpasto', del magna-magna universale che è la fetida cucina politica del paese ingessato che teme le elezioni quali fiamme di un inferno che li inghiottirà.
E davvero per una tale democrazia (sic) nessuno 'darebbe la vita', ma , forse, una, mille, un milione di monetine – di quelle che hanno affossato la carriera politica di Craxi Bettino, consegnandolo alla fuga e all'esilio.
Consiglio a Navalny di guardarsi bene intorno e studiare a fondo il quadro politico russo proiettato in un futuro senza Putin prima di avviare le oceaniche manifestazioni di protesta.
Davvero non è eroica cosa, né sensata 'morire per la democrazia' per trovarsi, poi, a deprecarne inutilmente i truffaldini algoritmi elettorali, come pare sia avvenuto di là dell'Atlantico, ma 'guai ai vinti'.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante 2 persone

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Cent'anni e non sentirli (propri).

Post n°1484 pubblicato il 22 Gennaio 2021 da fedechiara
 

 
E alle 08.10 del mattino, in piena espansione pandemica e giuramento solenne di Biden e l'annuncio della sua New Era post democratica, ecco l'ammiraglia pd dell'informazione embedded mandare in onda (per ben minuti dieci!) il grande evento storico del congresso p.s.i. 1921. Dalla soglia del quale si mossero, scismatici, i Gramsci, Bordiga e la fiera compagnia cantante l'Internazionale del nuovo partito comunista in fieri - che tanta parte dell'ultimo orizzonte nazionale il guardo escluse e si meritò i quattro-tomi-quattro del bardo P. Spriano.
Storia ricca e controversa quella del p.c.i. - che ebbe i miei voti per oltre un quarantennio – ma che, in un parlamento ingessato dal parlamentarismo fluido e vergognoso del perenne 'mercato delle vacche' dei 'senza vincolo di mandato' voltagabbana nulla seppe e poté opporre allo strapotere malato di una d.c. alleata con il resto della truppa centrista e/o di destra.
I 'liberali' e 'repubblicani' si dicevano. Sic e pfui.
'I due forni' di Andreotti, li ricordate? E il 'pentapartito con appoggio esterno' di quelli dello zero virgola del proporzionale puro e le 'convergenze parallele' e tutto l'armamentario viscido e burroso di un cinquantennio di purissima infamia politica. 
Fino a Mani Pulite e lo spiaggiamento della Balena bianca boccheggiante.
E D'Alema, sollecitato a dire qualcosa in proposito, sembrava sceso dalla Luna, e inanellava facezie di vita personale di giovane dirigente promettentissimo (questo 'farà strada', disse di lui il Migliore) e ricordi di infanzia, ma sembrava imbalsamato e in seria difficoltà nel sintetizzare il senso del suo percorso politico post Berlinguer – finito con l'abdicazione di Occhetto alla Bolognina e la nuova, opaca, stagione dei 'dem', che il diavolo se li porti tutti nel girone degli ignavi.
E, dopo Berlinguer, memoria storica e incarnazione della stagione comunista dura e pura delle fabbriche (ma con il vetro incrinato del famigerato 'compromesso storico', nunzio dei belati del gregge alla Bolognina) non c'è più stata storia.
La lotta di classe non abita più qui. L'operaio non andrà più in paradiso, bensì sarà 'dislocato' in Serbia o dovunque il furbo padrone trovi ponti d'oro e costi bassissimi per aprire la nuova fabbrica globalizzata.
E' la politica dei 'vasi comunicanti' di una Europa rotta e in macerie dopo il crollo del muro di Berlino, e arrivano le 'badanti' moldave, rumene e ucraine (ma come gestivamo i genitori prima di loro?). 
E il mitico 'tessile di Prato' alza bandiera bianca di fronte ai capannoni-formicai dei cinesi, ma i 'dem', anno dopo anno, 'stanno a guardare' come pallide stelle fisse pulsanti la loro prossima estinzione fino all'ignominia finale della laude incessante degli infiniti 'barconi' del traffico di esseri umani - gestito dagli 'scafisti' con il placet delle forze dell'ordine locali.
E la boutade finale dei Renzi e dei Del Rio e dei Guerini e dei Tito: delle 'risorse' che 'ci pagano le pensioni' - quando ormai la crisi economica è al suo diapason e metà dell'elettorato comunista, in disoccupazione o cassa integrazione, si sfila e trova le sponde più improbabili del leghismo e dell'antipolitica a cinque stelle.
E, di fronte a questo sunto impietoso, mi spiego il perché delle incertezze di D'Alema, invitato a ricordare il suo personale 'cursus honorum' e quello dei suoi epigoni fino alla foto di gruppo di Zingaretti &C - alleati con coloro che di loro hanno detto peste e corna fino a un anno e mezzo fa.
Che tempi! Che costumi! Che storia! Mille di questi anni, dem!

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L'attesa dei belati liberatori

Post n°1483 pubblicato il 21 Gennaio 2021 da fedechiara
 

...che, poi, nell'attesa spasmodica di un qualche belato che ci annunci l'arrivo sull'orizzonte degli eventi del gregge immune e il ritorno agli abbracci senza malati retro pensieri, ci vien da pensare al 'dopo'.
Perché due anni di isolamento e 'distanziamento' ti segnano in modo duro e, chiusi in casa, ci siamo messi a smanettare freneticamente sui social' e, alcuni di noi, hanno fatto outing politico e si sono detti pro o contro Conte, il malefico carceriere degli odiati d.p.c.m. uno via l'altro; e pro o contro le mascherine-museruole o i vaccini - sbucati d'incanto e a tamburo battente dai laboratori delle multinazionali del farmaco.
E dire la propria fede sul merito di questioni tanto gravi non è/sarà senza conseguenze (vedetevi le storie degli esaltati adepti delle religioni del Libro contrapposte che ci hanno detto e dicono 'infedeli' e ci disprezzano) e forse qualche invito nelle milonghe di domani e relativo 'cabeceo' non andrà a segno proprio perché ci siamo rivelati 'contro' e se la sono legata al dito, chissà.
Chi vivrà vedrà. Magari si va a scuola di rock and roll e salsa e chi s'è visto s'è visto.🥴
Tutti in attesa ansiosa dell'evento.