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Post N° 9

Post n°9 pubblicato il 22 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

Che fine ha fatto Eolo, l'auto ad aria?
Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale e vi arriva grazie alle gentili donazioni di "appiani" e "filippoconc***".

Circolano da moltissimo tempo (alcuni anni) appelli diffusi tramite e-mail che parlano di Eolo, un'auto ad aria compressa che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato automobilistico con il suo sistema di propulsione ultraecologico ma che è misteriosamente scomparsa dalla scena. C'è chi ipotizza complotti da parte di chi non avrebbe interesse a liberarci della dipendenza dal petrolio.

Ecco un esempio di testo di uno di questi appelli, datato 2006. Ho evidenziato in grassetto i concetti salienti.

Notizia del 28 febbraio 2006 - 14:49
L'auto ad aria è... volata via
Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?

di: Ruggine

VIVAMO IN UN MONDO DOVE DEI BASTARDI CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.

Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.

Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l'ha mai vista in Tv?

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.

Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.

A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola, hanno usato Internet per far circolare informazioni.

Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.

Oggi si parla, forse della prima metà del 2006...

Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.

La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....

invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!
LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!

Link utili (ci sono anche video da scaricare): http://www.eoloenergie.it/html/ita.html

 
 
 

SCALIAMO LA CLASSIFICA!!!

Post n°8 pubblicato il 20 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

Due importanti università statunitensi, ovvero Yale e Columbia University, hanno unito i loro sforzi e dato vita ad un nuovo indice, utile a determinare il rispetto per l’ambiente di ogni Paese. Questo indice prende il nome di Epi, cioè Environmental Performance Index (tradotto “Indice di Prestazione Ambientale”), e viene espresso attraverso un unico dato percentuale che tiene conto di ben 25 parametri, fra cui l’inquinamento dell’aria esterna e indoor, la qualità delle acque, la produzione di risorse naturali, la biodiversità, i cambiamenti climatici e tutti quei valori capaci di determinare lo stato di salute dell’ambiente e il rispetto di un Paese per l’ecosistema. Nella speciale classifica stilata dalle due università svetta la Svizzera con un indice del 95,5% seguita a breve distanza dai 3 paesi scandinavi Svezia (93,1%), Norvegia (93,1%) e Finlandia (91,4%). A sorpresa il Costa Rica (90,5%) si piazza in quinta posizione, seguita a ruota da Austria (89,4%) e Nuova Zelanda (88,9%). Francia in ottima posizione, 10° con un indice pari a 87,8% e Germania appena dietro con un valore di 86,3%. L’Italia è solo 24° con un indice dell’84,2% , penalizzata dalle eccessive emissioni inquinanti, dalla percentuale di aree marine protette e dallo stato di conservazione di habitat e biodiversità.  Ancora peggio gli Stati Uniti, solo 39° con un indice dell’81%, anch’essi afflitti dal problema emissioni. Prevedibili i risultati per Cina, al 105° posto con un indice del 65,1%, e India, al 120° posto con un indice pari a 60,3%. Cina e India risentono pesantemente del forte sviluppo economico degli ultimi anni che ha colto impreparati i due Paesi dal punto di vista ecologico. Ecologia e rispetto per l’ambiente che al contrario continuano ed essere un cavallo di battaglia per Svizzera e Paesi scandinavi. Da prendere come esempio.

 
 
 

Le previsioni del cancro

Post n°7 pubblicato il 19 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli.
Il partito degli inceneritori è trasversale, ma quello di Casini che ne vuole piazzare quattro nel suo feudo siciliano, è anche ultraterreno, vuole avvicinare all’aldilà tutti i siciliani.
La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L’eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.
La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell’aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante.Più inceneritori, più tumori per tutti.
La mappa permette di fare le "Previsioni del cancro". In Val Padana sono molto alte, diffuse come la nebbia.

inceneritori_Padania.jpg

In Calabria e nella Sicilia orientale hanno una diffusione intensa, ma cumuliforme. Contenute, invece, al pari di una riduzione del PM 2,5, in Sicilia orientale.

inceneritori_Sicilia.jpg

Bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta. Su quest’ultima regione è previsto però un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca.

inceneritori_Nordest.jpg

La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.
Un tornado elettorale potrebbe spazzare via le cause della bassa attesa di vita se riuscisse a interessasse le formazioni politiche più esposte sul fronte degli inceneritori.

 
 
 

Meditate

Post n°6 pubblicato il 19 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

previsioni del cancro

mappa

 
 
 

TRAFFICO E SMOG FANNO MALE AL CUORE!

Post n°5 pubblicato il 19 Settembre 2008 da gnoccosenzauto

Chi è stato colpito da problemi cardiaci dovrebbe stare attento a non rimanere imbottigliato nel traffico, e non solo per evitare di innervosirsi troppo. Un recente studio dell’università di Boston conclude che respirare le polveri sottili contenute nei gas di scarico delle automobili può alterare l’attività elettrica del cuore. I ricercatori consigliano a chi ha subito un attacco di cuore di evitare il più possibile lo smog, e suggeriscono anche a chi è sano di fare lo stesso.

Lo studio, condotto dalla dottoressa Diane R. Gold, professore associato di medicina e salute pubblica a Harvard, Boston, in Massachusetts, ha preso in esame 48 soggetti tra i 43 e i 75 anni, in gran parte uomini, tutti afflitti da cardiopatia coronarica. Tra di loro, il 40% era stato colpito da infarto del miocardio e il 25% era malato di diabete. A ciascuno di essi, per quattro volte nel corso di un anno, è stato assicurato al petto un elettrocardiografo portatile durante l’arco di ventiquattro ore, in cui hanno svolto le loro attività. L’elettrocardiografo registrava tutte le variazioni di potenziale elettrico, evidenziando i momenti di scarso afflusso di sangue al cuore.

I ricercatori hanno osservato che a un innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico corrispondeva un’alterazione nel tracciato dell’elettrocardiogramma. In particolare alti livelli di polveri sottili e di nerofumo, prodotto dalla combustione dei carburanti fossili, influiscono sull’attività elettrica del cuore. Stesso risultato si ha con l’esposizione all’anidride solforosa: questa, seppur presente nei gas di scarico, è anche rinvenibile in vari altri composti. Non risulta che il tanto temuto monossido di carbonio abbia effetti significativi sull’attività cardiaca, ma i ricercatori ne hanno rilevata scarsa presenza nelle zone in cui l’esperimento si è svolto. Da notare, infine, che le correlazioni più forti tra inquinamento atmosferico da gas di scarico e variazione del potenziale elettrico del cuore si manifestano nei pazienti dimessi più di recente, in chi ha subito un attacco di cuore e nei pazienti diabetici. Di conseguenza i ricercatori suggeriscono di prestare maggiore attenzione a chi è stato dimesso da poco e vive in aree metropolitane molto trafficate.

Molto importante tenere in considerazione che lo studio non è stato svolto in condizioni di inquinamento ambientale critico, ma all’interno delle soglie accettate dagli standard per la qualità dell’aria stabiliti da una apposita commissione del governo statunitense: per l’autorità, dunque, in uno stato di perfetta sicurezza per la salute. Viene da pensare non solo a tutti noi che viviamo nelle città, ma a tutti coloro che sono costretti dal proprio lavoro a passare tanto tempo in mezzo a incroci trafficati, vigili urbani o operai, per esempio, e alla necessità che la loro salute sia ulteriormente tutelata.

 
 
 
 
 

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Un blog di: gnoccosenzauto
Data di creazione: 03/09/2008
 

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