L'Angolo di Nimriel®

Tenetevela


Eccoci. Ci siamo. Festa delle donne. Massacro di mimose, come a Pasqua massacro degli agnelli.Mi piacciono moltissimo le mimose, intendiamoci. Adoro il loro profumo; trovo che la fioritura sia assolutamente gioiosa e spettacolare.Così come mi piacciono le donne; non fossi etero un pensierino ce lo farei pure. Sono felice di essere nata donna. A parte una lieve curiosità scientifico-meccanica, non ho mai avuto l’invida del pene; trovo che il corpo femminile sia ben più interessante di quello maschile nella sua stupenda complessità.Non mi piacciono tutte, però. Ad esempio, anche se mi piacciono quelle con le palle detesto quelle che scimmiottano gli uomini. Prime fra tutte le donne della camorra, o della mafia, tanto per citarne alcune. Donne che di donna hanno poco, esseri che di umano hanno poco.Mi piace l’Essere Femminile. Il concetto in sé. Se c’è un Dio la parte più bella è sicuramente quella femminina; il Dio uomo fa molto meno per me.Però ogni volta che si arriva all’8 marzo, mi infastidisco. Le uniche mimose che accetto volentieri sono quelle del mazzolino scarruffato che mi da mio padre. Sarà che mi commuove quelsuo piccolo gesto fatto guardandomi  goffamente con occhioni dolci e amorosi. Ma è un romantico, il mio babbo. E poi è il mio babbo e quindi gli perdono qualsiasi cosa. Compreso il fatto che l’8 marzo, in memoria di una strage di donne di cui i più non sanno, anche lui, doverosamente, si senta in obbligo di festeggiare le sue Donne.E perché mai mi dovrei quindi irritare, se amo le Donne in quanto donna ed essere umano? Mi irrito perché trovo profondamente offensivo che a tutt’oggi si debba essere festeggiate, rabbonite, omaggiate, incensate ipocritamente per il nostro indubbio valore, per la nostra sacrosanta parità. Mi incazzo pensando che per la nostra minor forza muscolare da sempre siamo considerate la parte debole della società, vessate, sottostimate, sfruttate. Mi danno fastidio le parole dette per dire, le feste fatte per vendere gadgets ed incentivare lucrosi commerci, quando poi, nel 2007 qualcosa è cambiato ma è comunque sempre troppo poco.Sì, nelle società occidentali la condizione della donna è migliorata ma è proprio questo termine che non va, che non accetto, che mi fa vibrare di indignazione. Perché come donna mi devo fare un culo così per dimostrare che sono esattamente uguale ad un uomo, anzi, che sono meglio di un uomo perché non soltanto ho le sue stesse capacità ma ho anche i miei compiti di donna da dover svolgere e per questo dovrò sempre  sgobbare il triplo con minori retribuzioni, peggiori riconoscimenti e zero facilitazioni. E quindi non mi servono un cavolo una pacca sul capo una volta l'anno e grandi tributi melensi che lasciano il tempo che trovano.Sono incazzata, sì, perché come donna occidentale, nata in un paese sviluppato, in condizioni comunque privilegiate non ho da dover combattere per il mio sacrosanto diritto di stare al mondo e di vivere liberamente la mia condizione femminile ma milioni di mie sorelle in tutto il mondo ancora sì, grazie a religioni e culture arretrate e maschiliste in nome delle quali esse sono e sempre saranno considerate esseri deboli, inferiori, la cui esistenza è tollerata in virtù della loro capacità procreativa e della condizione di asservimento all’Uomo e Famiglia. Quindi non venite a farmi gli auguri, non parlatemi di Festa della Donna. Non raccontatemi cazzate, non lo tollero. Non c’è niente da festeggiare, non siamo animali in estinzione nonostante tutti gli sforzi in millenni di cultura machista. Saremo sempre più deboli fisicamente per quanta palestra la vita ci imponga ed è desolante riconoscere quanto sia ancora necessario lavorare sulla tutela e protezione dei nostri diritti, come quelli di qualsiasi essere su questo pianetino malconcio. Per quanto mi riguarda ve la potete tenere questa festa ipocrita e sessista, passata la quale siamo e restiamo l’altra faccia della luna, quella buia e non certo perché il sole non ci bagni.