La casa dove vivo è divisa in due. Ovvio, non che sia affettata, non che ci passi nel mezzo una strada o chissà che, è semplicemente una grande casa che i miei hanno generosamente voluto diventasse per metà mia e per metà di mio fratello. Anni fa chiusero certe porte et voilà, ecco creati due mondi, comuni ma separati. O almeno così dovrebbe essere.Oltre i muri infatti ci unisce un giardino, piccolo ma grazioso. Un giardino all’italiana, nel senso che essendo la casa antica ed in pieno centro storico, i grandissimi geni della Soprintendenza alle Belle Arti ne imposero il rifacimento come da modello rinascimentale, con tanto di bossettini, che in barba all’ars topiaria sono sempre più di là che di qua e fontanella centrale con pesce bronzeo. Poco importò loro che qua di giardini all’italiana non ve ne fosse nemmeno l’ombra; caso mai infatti era zona di orti, come testimonia il nome del quartiere, Colcitrone, derivante dal francese Col Citron, colle dei limoni, alberelli che evidentemente dovevano abbondare in quantità se i nostri cugini d’oltralpe così presero a chiamare familiarmente l’area durante la loro simpatica permanenza nel lontano 1796.
Aridateme la privacy!
La casa dove vivo è divisa in due. Ovvio, non che sia affettata, non che ci passi nel mezzo una strada o chissà che, è semplicemente una grande casa che i miei hanno generosamente voluto diventasse per metà mia e per metà di mio fratello. Anni fa chiusero certe porte et voilà, ecco creati due mondi, comuni ma separati. O almeno così dovrebbe essere.Oltre i muri infatti ci unisce un giardino, piccolo ma grazioso. Un giardino all’italiana, nel senso che essendo la casa antica ed in pieno centro storico, i grandissimi geni della Soprintendenza alle Belle Arti ne imposero il rifacimento come da modello rinascimentale, con tanto di bossettini, che in barba all’ars topiaria sono sempre più di là che di qua e fontanella centrale con pesce bronzeo. Poco importò loro che qua di giardini all’italiana non ve ne fosse nemmeno l’ombra; caso mai infatti era zona di orti, come testimonia il nome del quartiere, Colcitrone, derivante dal francese Col Citron, colle dei limoni, alberelli che evidentemente dovevano abbondare in quantità se i nostri cugini d’oltralpe così presero a chiamare familiarmente l’area durante la loro simpatica permanenza nel lontano 1796.