Il rumore di ferraglia risuona accanto a me, mentre sono ferma ad aspettare il verde del semaforo.È una jeep, un residuato militare che ha percorso il tratto di strada comune al mio percorso all'incredibile velocità di 20 km orari. Il guidatore, berrettaccio in testa,
con una mano tiene il volante, con l’altra trattiene un mobile poggiato sul sedile accanto che, in quella posizione, rischia di sfondare il vetro del residuato ad ogni buca, ad ogni minima scossa. Penso che è un deficiente ma penso anche che di deficienti è pieno il mondo.Non è un pensiero positivo ma ultimamente faccio fatica ad emettere pensieri positivi, specie di prima mattina, specie prima di arrivare al lavoro.Non mi rende allegra, rifletto, pensare che non penso positivo ma sono esacerbata.È la parola giusta, esacerbata. Ha anche un suono carino.Ci sono parole che mi piacciono, a prescindere dal loro significato.Anche jeep mi piace. La pronuncio mentalmente, giiiiiiiiiieep, o ieeeep, a seconda di come mi va. Finalmente scatta il verde e scatto anche io, lasciandomi la ieeeep con l’omino berrettato alle spalle.Sto pensando ancora alla conversazione di una mezz’ora prima con la mia cognatina. Stava sorbendo il suo caffè seduta sullo scalino di casa, godendosi il cinguettio degli uccelletti in giardino e il profumo del glicine in fiore. Proprio con lei è venuto fuori il fatto che sono esacerbata. Siamo esacerbate. In lei l’esacerbazione si manifesta con afte devastanti, in me con il non perdere un grammo nemmeno digiunando.Passerà, ho detto, in fondo passa tutto.Un pensiero positivo che ho dispensato con profonda saggezza.Ne basta uno al giorno. Specie di prima mattina, specie prima di affrontare i deficienti di cui è pieno il mondo e che immancabilmente mi attendono al varco, sul mio percorso.Che immane fatica, però…