Creato da kiteflyer il 13/10/2005

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M'IMPORTA 'NA SEGA

 

 

kenya

Post n°24 pubblicato il 24 Settembre 2008 da kiteflyer



Era piccola, nera e agile come una gattina.
In effetti, da piccina era stata adottata dai gatti, prima di trovare il suo umano.

Fortunati, lui e lei, a trovarsi: due esseri delicati e gentili, intelligenti e miti, un po' introversi ma pieni di emozioni. Uno per l'altra, e fine della solitudine.
Una storia d'amore.

La storia è durata tre anni, poco più.
Domenica pomeriggio , kenya l'ha passato giocando ai giardini.
Lunedì pomeriggio, ha vomitato bava bianca... veterinario, flebo, esami del sangue... è grave.
Grave? Una bugia pietosa. Kenya è condannata.

Kenya è morta martedì alle 7 e 30.
Devastata da un veleno che ha potuto assumere solo lì, ai giardini pubblici.
Vi risparmio i particolari.

Qualcosa di potente e sconosciuto, diserbante? anticrittogamico? veleno per topi?
forse si scoprirà con gli esami tossicologici, perché kenya è generosa anche dopo la morte, e si spera che il suo sacrificio serva al vet per capire come salvarne altri.

Io però, io non capisco.
E non voglio capire.
So solo che il più cattivo dei cani, non è mai cattivo come un uomo.

Ora vado a letto, metto la testa sotto il cuscino e piango.
Ciao kenya, piccolina.

 
 
 

AMORE

Post n°23 pubblicato il 26 Febbraio 2007 da kiteflyer

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TROPPO!

Post n°22 pubblicato il 08 Febbraio 2007 da kiteflyer

Io sono sempre stata una ragazza esagerata.

MI metto a dieta? arrivo a 36 kg (ma secondo me ancora qualcosa si poteva fare)
Mi riproduco? mica mi basta un figlio o due, ne voglio una masnada.
Amore? che noia, se ne parla dalla passione in avanti.
Mi ammalo? ehi, mica mi viene l'influenza come a tutti. A me viene un cancro multiplo galoppante :)

Insomma, da quando mi sono ammalata noto che sto piu volentieri con gli amici dalle orecchie aguzze e pelose.
Cani, gatti, cavalli...
Mi metton di buon umore e non dicono sciocchezze. Sufficiente no?

Ma siccome sono una esagerata, sto praticamente ogni giorno in maneggio.
Ci vivo quasi.
Che c'è di male? stare all'aria aperta mi fa bene.
E poi voglio imparare il più possibile, finché ne ho la possibilità.
E poi mi piace. E poi...

Poi oggi ho capito di aver passato il segno.

Sono andata a svegliare i ragazzi, come ogni mattina.
La sveglia mi coglie sempre di sorpresa, mi ferisce e mi sospinge in cucina a preparare la colazione. Meccanicamente dispongo le tazze, cereali, biscotti... anche sonnambula  so esattamente cosa preferisce ognuno.
Con la sola forza di volontà arranco in camera dei mostri, e mi isso sul soppalco dove dorme figlia 2.
E' bella figlia 2. Bianca e rosa, profumata di sogni.
Fa tenerezza, con la mano sotto la guancia e un sorriso vago, dorme profondamente come solo i bambini possono.

Cuore di mamma! penserete voi. Per svegliarla, basterà una carezza, una parola dolce... F... bambina, è ora...
Ecco quel che direbbe una mamma normale.

Ma io ho devo aver la testa coi cavalli già all'alba.
E la spingo spingo piano con la punta delle dita aperte, e invece di chiamarla per nome faccio TZ.. TZ.. rana*

Eh sì, è troppo... sono proprio fuori :)




* rana: il verso che si fa schioccando la lingua per incitare i cavalli a muoversi

 
 
 

QUEL CHE TI MERITI

Post n°20 pubblicato il 23 Maggio 2006 da kiteflyer

Figlia4 possiede un bel sasso bianco rettangolare, piatto e smussato, lungo circa 12 cm.
Lei lo chiama ampollosamente "il mio cell".

Con il sasso schiacciato contro l'orecchio si lancia in conversazioni appassionate.
A volte, quando più si accalora, lo regge tra mento e spalla e cammina per casa gesticolando, nella foga di spiegare il suo punto di vista ad un interlocutore immaginario e un po' ottuso.

Ogni tanto lo perde. Ogni tanto esce senza cell.
Disastro, bisogna tornare indietro a cercarlo.
Una sorella tempo fa ha disegnato sul sasso tasti e display con una matita arancio: bello l'effetto, ma più che altro Figlia4 l'ha considerata una miglioria destinata a far capire a noi, gente limitata, una cosa che lei vedeva già benissimo.

Compone il numero e parla, parla, parla...
IO (insinuante): M? amore vai a telefonare di là che la mamma ha da fare!
M: (secca): Di là non c'è campo.

Tento con l'astuzia.

IO (casual): M? metti in carica sto cell, che hai la batteria scarica!
M (sfumatura di compatimento): Ma dai mamma, è un sasso non un cell.


Ah, ecco :-)



 
 
 

FIGURINE

Post n°19 pubblicato il 15 Maggio 2006 da kiteflyer

A Luciano Moggi vengono contestate cinque ipotesi di reato:
- associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva - insieme ad Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Pier Luigi Pairetto, Paolo Bergamo e Massimo De Santis;
- sequestro di persona - insieme a Giraudo, Luciano Moggi avrebbe chiuso a chiave negli spogliatoi un arbitro e i due guardalinee;
- minacce;
- frode sportiva. Gli inquirenti indagano su episodi che riguardano, oltre alla Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina.
- concorso in peculato insieme al figlio Alessandro, noto procuratore sportivo, e a funzionari delle forze dell'ordine Fabio Basili e Pierluigi Vitelli

Premessa: io sono interista da quando avevo 7 anni.
Era obbligatorio avere una squadra del cuore, perché in ogni scampolo di tempo si giocava con le figurine. E, quando io avevo 7 anni, non c'erano i pokemon, nemo o harrypotter: c'erano solo le figu dei calciatori.
Si facevan dei mazzetti e si cercava di ribaltarli battendo di piatto con la mano, sperando di ottenere nel punto del "taglio" una mancante.
Celo celo celo manca!
E poi si facevano partite furiose senza regole, in mezzo alla polvere; per fare le porte qualche ragazzino buttava a terra il grembiulino nero accartocciato.
Io non avrei mai osato, mia madre avrebbe potuto uccidermi a sangue freddo per una cosa simile.

Poi crescendo ho preferito altri sport, per esempio da ragazzina giocavo molto più volentieri a rugby, prima che mi spuntassero le tette e i miei compagnetti crescessero. Addio alla partita maschi contro femmine, e anche alle squadre miste. Peccato però.
Mi è rimasto solo il gusto del gioco e quel po' di idealismo che ho sempre.

Questo per dire che di calcio non capisco granché.
E poi negli ultimi anni, solo per masochismo ho continuato a voler bene all'inter.
O forse nemmeno. Voglio dire, vedere certe cose ti porta oltre la soglia del dolore...

Fine della premessa.

E ora, ho solo voglia di dire una cosa:
FORZA JUVE. Grande squadra, grandi campioni e grandi tifosi.
E sono sicura: potevan vincere senza chiudere in bagno l'arbitro...

:DDDD questa scena me la immagino :DDDD

 
 
 

ARBRE MAGIQUE

Post n°18 pubblicato il 11 Maggio 2006 da kiteflyer

I figli sono la cosa più sacra al mondo. Cosa non si fa per i figli?

dal primo dente al primo brufolo,
dal primo giorno di scuola a quando all'improvviso ti accorgi che il bagno è occupato da 6 ore e il telefono pure,
dai primi passi alla prima volta che, volendo uscire con un tipo che ti piace, scopri che l'amato cucciolo è già uscito con la morosina, e con la tua auto...

la vita di ogni mamma è costellata di sacrifici e soddisfazioni.
Il cuore di ogni mamma splende per i sorrisi dei figli, e si rabbuia per le loro lacrime.
Non c'è fatica al mondo che una mamma non farebbe per veder felici i propri figli...

Ehi, stop! ferma lì. C'è UNA cosa che IO non farei.

Anzi, ad essere sincera, ci sono andata vicino, stavo quasi per farla, era già tutto deciso ma... all'ultimo momento, non ne ho avuto il coraggio.
Sono una mamma snaturata, lo so. Mi sono tirata indietro.

Io sono una ragazzotta tosta, in generale.
So cambiare l'olio alla macchina, smontare un sifone, aggiustare il ferro da stiro e ricamare. Ho un discreto sense of humor. Cucino bene e so calcolare la superficie di un prisma con un buco a forma della testa dell'insegnante supplente di matematica.
Non ho paura dei topi. Ho persino imparato a parcheggiare al buio la topomobile piena zeppa di figli che si azzuffano (con fatica, ma ho imparato).

C'è una sola cosa che mi terrorizza.

Capita ogni anno, e ogni anno mi mette ansia già settimane prima.
So che dovrei reagire, non farmi prendere dall'angoscia, essere attiva.Ma è più forte di me. Son già depressa al solo pensarci.
Ora lo dico, lo dico, un attimo. Uno, due, tre... è...

LA RECITA SCOLASTICA

Argh.. l'ho detto. Io odio la recita scolastica con tutte le mie forze.
La odio più delle tabelline, più dell'analisi grammaticale, più delle poesie di natale a memoria.
La odio persino più dell'assemblea di classe e interclasse, addirittura più del famigerato colloquio con le insegnanti... non per le insegnanti, poverine, ma perché con tutti i figli che ho mi becco dosi mortali di code.
Insomma gni volta che c'è la recita, all'ultimo minuto spero disperatamente che ci venga una influenza collettiva.

Questa volta mi sono detta: basta, non puoi esser così vigliacca, assumiti le tue responsabilità, che razza di madre sei? e mi sono offerta volontaria.
E' stato un gesto d'orgoglio, una dimostrazione di volontà.
La volontà c'era, lo giuro. Posso solo giustificarmi dicendo che, quando mi sono impegnata a recitare, non ero malata.
Ma poi me ne sono successe di tutti i colori, e infine ho incontrato il mio limite.

Il mio limite è recitare la parte dell'albero.
Con una tunichetta marron e verde, e sul petto scritto: "Arbre de l'amitiè" (sì, scritto così).
La mamma mia compagna di sventure, deve vestirsi "da primavera di Botticelli".
Pazzia.. con un tralcio di edera in bocca?
Leggo il copione:
"la mamma albero si sgranchisce, fa qualche piegamento dimostrando di sentirsi bene. Poi esclama: Oh, per Bacco, mi sento proprio in forma! la scuola mi mantiene giovane!"

Ops! ma se sembro il gobbo Quasimodo (vestita... da nuda sembro la fidanzata di Freddy Krueger).
Però, potrei ancora farcela.. magari senza gesticolare troppo, che mi viene un crampo al tricipite e sono fritta...

La botta finale me la da mia figlia: mam, ce l'hai un collant marrone? ti devi mettere un collant marrone per far l'albero!!!
ragazza... non ce l'ho. E non voglio averlo. Forse non ho nemmeno un collant, a parte quello che uso per andare a sciare.

Ti voglio bene, ma non è possibile.
No... c'è un limite... trovatevi un'altra...

 

 

 

 

 

 
 
 

VERSO L'INFINITO

Post n°17 pubblicato il 18 Aprile 2006 da kiteflyer
Foto di kiteflyer

Chi ha figli adolescenti lo ricorda, Toy Story.
La storia della rivalità tra un giocattolo vecchia maniera, e uno di quelli prodotti seguendo serie tv.
Woody il cowboy con una cordicella sulla schiena che gli fa dire "mani in alto" e "ho un serpente nello stivale" è il giocattolo preferito di un bimbo, che però riceve in dono Buzz Lightyear, lo space ranger eroe dello spazio dotato di superpoteri...

Buzz possiede un astronave di cartone, un raggio laser che consiste in una lucetta rossa, e ali attivabili a comando che secondo lui lo mettono in condizione di volare.
Ma al massimo, può cadere con stile.

Ecco, è un po' così che mi sento stasera.
Io che ho sempre affrontato il mondo come se avessi una missione, con la determinazione degli idealisti e degli illusi, con fiducia nella forza del mio corpo, che mi è sempre sembrato affidabile.

Ma no, non è così, come dice la canzone nel film, che vi linkerei se l'avessi trovata.
Un nave di cartone non vola da nessuna parte.

Da qualche giorno ho scoperto di avere un carcinoma.
Alle sette, stamattina, sarò in fila con un manipolo di donne ceh fingono di essere calme, al banco di accettazione della clinica, con documenti e esami precedenti, e la mia speranzina educata per mano.

Accetterò con pazienza che mi taglino via i pezzi che non servono piu, mi lascerò ficcare in macchine strane, avvelenare con farmaci studiati per far schifo al mio cancro, irradiare, strizzare, cucire pezzi finti...

Farò tutto quello che serve, perché la mia bimba più piccola ha 5 anni e perché non sono il tipo che si arrende facile.
Nel caso peggiore, ragazzi, farò vedere cosa significa "cadere con stile".


Non mi sono mai piaciuti i blog di lamenti e men che meno quelli ospedalieri. Ma a volte, vederle scritte le cose, aiuta a sentirle meno incredibili.
A presto...  prometto solennemente che non  romperò i maroni con bollettini medici :-)



e come diceva il vecchio Buzz:
VERSO L'INFINITO... E OLTRE!





 
 
 

Fuori vento

Post n°16 pubblicato il 02 Aprile 2006 da kiteflyer

- ehi! ciao...è un po' che non ti fai vedere qui.
- già. Non vengo più molto spesso.
- e che ci fai lì seduta sul ciglio? pensavo ti piacesse stare in cima alla salita.
- qui è più riparato. Non vedi? volo il mio nuovo aquilone.
- solita buffona. In cielo ci sono solo le nuvolette.
- guarda.. sono nella valle. A mezza costa. Mi vedi ora?
- ah, eccoti. Strano modo di volare però... così basso. Stai sperimentando?
- in un certo senso sì. Provo.
- capito... allora auguri... alla prossima...
- ciao :-)

E rimango qui seduta.
Non è nuovo l'aquilone: gli ho tolto le code e lo guido lento in un ampio otto.
Sto ben attenta, alla larga dai refoli, giro al centro del vento appoggiando sull'ala.
Mai volato così.
Ora devo imparare.

Perché per portare un aquilone come il mio alto a ruggire nel vento, ci vuole forza.

Tira forte sui cavi di ritenuta, cigola il winch. Bisogna puntare i piedi e contrastare con tutto il peso, perché mantenga l'assetto e il suo bel lift. Mica vola, un aquilone, se lo lasci moscio.

E poi, per liberare la rapidità della picchiata, un piccolo push. Cioè, vai verso di lui, con le mani chiuse protette dai guanti, che il filo taglierebbe la pelle.
E' così, alto e veloce, che mi piace volare.

E' così che penso a me stessa: sulla cime della collina, le guance rosse, spettinata in mezzo al vento e con le mani alzate verso il cielo e verso il mio aquilone.
E' così che in fondo ho sempre vissuto quando ho potuto scegliere: salire, trattenere il respiro e giù.

Ma ora non scelgo più.

Sono entrata nel mondo di quelli che ubbidiscono senza mai capire fino in fondo.
Perché, a volte, non è saggio insistere nel voler capire.

La sola cosa che posso fare è continuare a cerchiare, piano, a mezza costa.
Le dita spente nel guanto, il braccio molle, la spalla che duole.

E sul seno il segno di un'unghiata nera. E' da lì che è scivolata via la mia forza.

Attenta a non rallentare troppo.
Se mi fermo, stallo. E vado giù.

 
 
 

I VIAGGI DELL'AVVENTURA

Post n°14 pubblicato il 20 Dicembre 2005 da kiteflyer
Foto di kiteflyer

Una giovane universitaria che aveva preso il treno partito da Tirano e diretto a Milano Centrale, è stata punta ad una mano da uno scorpione. E' stata soccorsa e ricoverata all'ospedale di Bellano (Lc).


Io vivo in una delle regioni più ricche d'Italia. Nella provincia con minore disoccupazione, in un centro al terzo posto nella classifica delle città vivibili.
Non lo dico per fare del leghismo, ovviamente. Di fatto, qui da noi ci si aspetta che le cose pubbliche funzionino.

E dunque, se c'era uno scorpione, è segno che doveva esserci.
Del resto, viviamo in un paese democratico.
Sicuramente un esperto, incaricato dai nostri legittimi rappresentanti, avrà individuato questo mezzo per migliorare il servizio reso alla popolazione.

E in effetti, cosa c'è di più moderno e europeo che arricchire la banale esperienza giornaliera dei pendolari? l'azienda, lungimirante, fornisce emozioni intense e opportunità di socializzare al prezzo di una semplice corsa di seconda classe. Vi pare poco?

Io la trovo una iniziativa meritoria.
Anzi, mi domando quali altre elettrizzanti novità troveremo sui sedili dei vagoni. Non so, serpenti tropicali nei portaceneri, coguari sulle reticelle per i bagagli, alligatori albini nelle toilette? Tutte occasioni per migliorare la nostra formazione scientifica.
Sorrido pensando agli ingenui che, per le vacanze, han prenotato viaggi in paesi esotici, immaginando chissà quali stravaganti avventure. Sciocchini, risparmiate, restituite i biglietti, viaggiate solo con trenitalia!

Seriamente, ora mi sono incuriosita, voglio partecipare anche io a questa esperienza formativa.
Ho deciso, vado in ufficio in treno.

Partirò da casa un'oretta e mezzo prima, e lascerò l'auto nei pressi della stazione. Parcheggi vicini in realtà non ce ne sono, ciò è stato studiato affinché io abbia l'opportunità di visitare il ridente paese di A*, e di effettuare una salutare passeggiata rigenerante.
La stazione è finemente decorata da pregevoli opere di giovani artisti dell'avanguardia locale.
Vi si svolge inoltre, già da anni, un accurato studio scientifico sulle qualità dei materiali di rivestimento edili. In particolare, si osservano le modalità e i tempi con cui muschi, licheni e muffe colonizzano il substrato nero che sedimenta naturalmente negli angoli degli edifici.
Molto interessante.

Naturalmente l'attesa sarà a tempo indeterminato, per non accrescere il mio stress. Ma non sarò certo abbandonata dal solerte gestore del servizio, che ha provveduto alle mie esigenze fino alla raffinatezza dei dettagli.
Potrò esercitare il mio orecchio paesanotto decifrando le innumerevoli sfumature che un moderno impianto di fonia ambientale imprime alla voce umana.
Potrò tonificarmi con rilassanti passeggiate. Infatti, per evitarmi la tentazione di sedermi, essendo noto che la popolazione è troppo sedentaria, sono state abolite le panchine.

Sarà una esperienza indimenticabile, lo so...

E poi, poi arriverà il treno, con le sue pallide luci, le porte ornate da cartelli con scritto "guasta".
Saliremo... Il treno non è freddo ed egoista come l'auto, il treno è romanticamente carico di umanità, flora e fauna, odori e ricordi del passato.

Non ti ho convinto? Non vuoi venire in treno con me?
amico, pensaci bene.. potremmo persino... persino...
incontrare Borghezio!

 
 
 

A VENAUS

Post n°13 pubblicato il 07 Dicembre 2005 da kiteflyer
Foto di kiteflyer

Finalmente scoperti i 200 terroristi.. ve l'avevo detto io!!!


 
 
 
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