La stragrande maggioranza delle persone, oggi, non sa scegliere. Vivacchia, ecco tutto, lasciandosi trasportare dalle situazioni, dalle comodità un po’ scialbe dell’uguale, dalle mille non-complicazioni che ci si cuce addosso … un po’ tutti, per prendere aria, per godersi quel po’ di tranquillità che non arriva mai. È comodo: non si può fallire quando non si accetta la sfida, non può essere sbagliata una scelta obbligata. E già, e poi tutti dimenticano che ci sarà sempre qualcosa che si perde quando non la si sceglie; che ci sono strade che si cancellano dalla cartina, quando le passi accanto premendo a tutta forza sull’acceleratore, per non guardarle troppo a lungo. Io non voglio accettare di non udire il canto delle sirene, non voglio trovarmi alla fine a dire “ma quest’è tutto?” Non voglio rinunciare alla bellezza per non esserne graffiata, non voglio stare ferma mentre le circostanze segnano sul mio viso la luce del mattino. Io voglio scegliere ed ora scelgo di partire, ancora una volta, da sola. Mi metto alla prova con piacere e quel po’ di paura che sarebbe sciocco negare; ma è una paura che non immobilizza, anzi che spinge fuori gli artigli del mio diventare donna, a poco a poco. Che mi fa tremare nelle mani la sigaretta e mi fa sorridere allo stesso tempo. Com’è bello accettare finalmente di non essere invincibile: accettare la possibilità di errore vuol dire essere liberi di prendere qualunque decisione.