Oxford...Un'improvviso attacco di influenza, immersa nelle voci di guro della scienza. Una sorta di delirio ad occhi aperti, che ti chiedi se é la febbre alta a farti quest'effetto o le parole, in una lingua non tua, di professori venuti da ogni dove. La testa gira un poco e quelle camere enormi, dai lunghi tavoli e dai quadri appesi così in alto, con poca luce che vi batte, ricordano un poco le mansion house dei film da bambini. Qualunque buco di culo del mondo ha un brav'uomo che, discreto, sta ad aspettare. Tutto sta a trovarlo. Ci vuole fortuna nella vita! Io, in quella cittadina gotica, un po' di fortuna l'ho avuta ed ho trovato chi si é preso, per un poco, cura di me, senza nulla avere in cambio. Un letto piccolo, morbido. I brividi si facevano sempre più forti, la fronte e il collo più cocenti. Due poltrone nella sala accanto parlavano del più e del meno. Senza saperlo da principio, ho dormito nella camera dove Tolkien scrisse l'hobbit. Un particolare inaspettato inserito, forse per scherzo, da mano fatata, in quei giorni febbrili.Che dite sara' un segno del destino?