X comunicare un po'

Una mano


       
Sul pollice ci metto l'Imbarazzo, senso bambino, ci fa concreti e veri... E' quel dito che ci infilavamo in bocca, ciuccandolo o per calmarci, o per protesta e che ora allunghiamo nella tasca, incerti. Scudo che alziamo a mascherare gli occhi ancora per un pò, prima di dare il via a qualcuno per guardarci dentro, per guardarci attraverso..L’indice   è Tristezza, la  Nostalgia; quel dito che alziamo agli occhi ad asciugarci le lacrime. Un sorso d’aria che abbiamo trattenuto, un suono di campana, un treno che è passato e ci ha portato via... Quello che siamo stati, che abbiamo speso e non saremo più, quello che siamo ancora, però senza saperlo e non ce ne accorgiamo. La frase storta che io non so drizzare, la parola più acuta, che ancora sa far male.Il medio è l'Originalità: si staglia tra le dita, più alto degli altri. Ed è anche equilibrio, perchè ha due dita a destra e due dita a sinistra. (Pensare di) sapere il nostro posto, il nostro obiettivo. Controllo.All’anulare ci infilo Tenerezza, è un sentimento vago, leggero, ha bordi frastagliati, fiordi boscosi, ha colori pastello e lenti movimenti fuori tempo. È liquido, nascosto ed infinito, sottile s’insinua nelle pieghe del sentire e mi trascina a sè... E mi fa desiderare. E' infatti anche il dito dell'amore per eccellenza.E al mignolo, piccola ed incompiuta, è la mia Felicità. Nascosto a volte tra le dita, nascosta a volte dalle avversità. Un sorriso regalatoci, l'amicizia vera, le stelle e la vita. La vera Felicità, che mordicchiamo tra i denti cercando una risposta alle domande della Vita.