PclSettimoTorinese

Post N° 57


IL PD A SETTIMO SI VUOLE PRESENTAREGRAZIE MA GIA' VI CONOSCIAMONei giorni scorsi abbiamo ricevuto, come tutte le forze politiche presenti sul territorio settimese, una vostra lettera in cui  invitate ufficialmente tutti i rispettivi dirigenti dei vari partiti per presentare ed illustrare il “vostro nuovo soggetto politico formatosi anche qui a Settimo torinese“ il PD.Questa lettera ha l’intento di precisare e motivare la nostra consapevole scelta nel declinare il vostro invito.Intanto ci teniamo a ribadire che il Partito Comunista dei Lavoratori nasce da una lunga battaglia durata 15 anni all’interno del Prc e  conclude il suo percorso all’interno dello stesso nel momento in cui esso entra organicamente a far parte del governo Prodi , fu la sua compromissione la sua compartecipazione a interessi diversi da quelli della classe lavoratrice in cambio di sottosegretari e presidenza della camera che ci fece coerentemente conseguire quanto in  quegli anni furono le nostre battaglie all’interno del Prc stesso e cioè quella per cui non avremmo lasciato il paese privo di un opposizione comunista ai governi della borghesia e del grande capitale.Intendiamo recuperare e attualizzare il patrimonio programmatico del marxismo rivoluzionario riscattandolo dalla lunga rimozione teorica e pratica di cui è stato oggetto da parte della socialdemocrazia e dello stalinismo.Questo recupero e attualizzazione si  concentra su quattro assi di fondo :1.      rivendichiamo l’indipendenza politica del movimento operaio e dei movimenti di lotta dalle forze della borghesia, dai suoi interessi, dai suoi partiti, dai suoi governi. I marxisti rivoluzionari hanno sempre contrastato le politiche di collaborazione con le classi dominanti collocandosi all’ opposizione dei loro governi. Questo principio di indipendenza della classe lavoratrice dalla borghesia è, se possibile, ancor più attuale nell’odierna situazione storica.2.      ci battiamo per la conquista del potere politico da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, basato sull’autorganizzazione di massa, come leva della trasformazione socialista. Ci battiamo contro un’ organizzazione capitalistica della società che concentra nelle mani di una piccola minoranza privilegiata tutte le leve decisive dell’ economia e il grosso della ricchezza sociale: un’ organizzazione capitalistica che si basa sullo sfruttamento del lavoro, sul saccheggio dell’ ambiente, sull’oppressione dei popoli; e che oggi conosce il prepotente ritorno delle politiche di potenza dell’ imperialismo e degli imperialismi per una nuova spartizione delle zone di influenza, per la conquista dei mercati, delle materie prime, della manodopera a basso costo. Solo il rovesciamento del capitalismo e dell’ imperialismo può liberare un futuro diverso per l’ umanità. Solo la proprietà sociale dei mezzi di produzione e delle leve della finanza può consentire la riorganizzazione radicale della società umana attorno al primato dei bisogni e delle esigenze collettive, e non del profitto di pochi. La conquista del potere politico da parte delle classi lavoratrici è un passaggio decisivo di questa prospettiva di liberazione.3.      rivendichiamo il legame necessario tra gli obbiettivi immediati e gli scopi finali.Come scriveva Marx, i comunisti difendono nel presente il futuro del movimento operaio e della prospettiva socialista. La coesione coerente tra rivendicazioni immediate e conquista del potere politico è un carattere decisivo della politica rivoluzionaria: contro ogni separazione tra minimalismo dell’ azione quotidiana e propaganda astratta del socialismo. Ognuna di queste domande esige una risposta anticapitalistica. 4.      rivendichiamo la necessità di un organizzazione rivoluzionaria dei comunisti,la costruzione di una rifondazione della quarta internazionale : comunistaIl movimento comunista nacque come movimento internazionale. Perché la prospettiva socialista è realizzabile compiutamente solo su scala internazionale, solo rovesciando la realtà internazionale del capitalismo e dell’ imperialismo. Ogni seria lotta di classe sul piano nazionale, persino al livello di singole categorie o grandi aziende, pone l’ esigenza di un raccordo internazionale con i lavoratori e le lotte degli altri paesi. Così ogni movimento di liberazione nazionale dei popoli oppressi contro l’ imperialismo – a partire dal popolo palestinese e dal popolo arabo in generale – indica l’ obiettiva necessità di una convergenza di lotta con la classe operaia dei paesi imperialisti: così come quest’ultima può e deve porsi nel proprio stesso interesse, l’ esigenza di un pieno e incondizionato sostegno ai movimenti di liberazione dei popoli oppressi, al loro diritto di autodeterminazione, alla loro azione di resistenza.  La nostra scelta di non procedere a questo incontro non vuole né rappresentare un’azione settaria né tanto meno un atto di presunzione ma di convinzione, convinzione e determinazione del nostro progetto e della convinzione della giustezza delle nostre idee. Non sentiamo la necessità di avere oggi un incontro di presentazione del Pd  perché già lo conosciamo, l’abbiamo conosciuto  in un anno e mezzo di governo Prodi – Padoa Scioppa, ( di cui siamo stati l’unica forza a sinistra a fargli opposizione ) dalle sue politiche di scippo del Tfr ai danni dei lavoratori a vantaggio di banche e finanziarie, dal mantenimento delle leggi di precarietà, dall’ennesima riforma delle pensioni, dal rifinanziamento delle missioni militari, al regalo del cuneo fiscale alla confindustria, al mantenimento dei Cpt, al proseguimento delle scellerate ed inutili opere  come la Tav  a vantaggio del grande capitale e dei poteri forti del paese. Anche a livello locale e cittadino vi conosciamo, conosciamo le vostre politiche, in consiglio comunale non ci siamo mai sottratti al confronto e coerentemente abbiamo sempre rimarcato le profonde differenze che ci dividono, del resto anche nel programma da voi redatto alle ultime elezioni politiche amministrative cittadine scrivevate che dalla sinistra estrema vi divideva il suo approccio ideologico e non costruttivo all’azione politica e ai programmi, e nel contempo stesso proponete politiche di cementificazione e di disastri ambientali quale la realizzazione di un inceneritore. Pensiamo che il progetto del Partito Democratico concluda oggi il percorso intrapreso alla Bolognina con lo scioglimento del PCI, in direzione di una rappresentanza diretta e centrale della borghesia italiana. La transizione alla seconda Repubblica ha trascinato questa progressiva mutazione del gruppo dirigente maggioritario della sinistra, e allo stesso tempo consideriamo che il vuoto di rappresentanza centrale della borghesia prodottosi con lo scioglimento della DC; la moltiplicazione dei ruoli di governo nazionale (e locale) maturati dalla metà degli anni 90, sino alla conquista della Presidenza del Consiglio (con l’esecutivo D’Alema) hanno rappresentato un fattore di accelerazione di questa dinamica: ampliando a dismisura le relazioni materiali dell’apparato DS e Margherita col mondo delle grandi imprese, delle banche, dei potentati locali e trasformandolo progressivamente in un canale diretto di rappresentanza borghese. La funzione storica cui si candida il PD  è quella di dotare la grande borghesia di quel partito di massa di cui è priva da 15 anni; uno strumento centrale per la sua egemonia sociale.Per quanto ci riguarda noi ci porremmo sempre dalla parte dei lavoratori e dei loro interessi, ci poniamo e ci porremmo sempre contro chi rappresenta gli interessi della borghesia e dei poteri forti siano essi nazionali o locali, in conclusione noi da oggi ci dichiariamo alternativi al Partito Democratico e alle sue politiche e agli interessi che esso rappresenta tanto a livello nazionale quanto a livello locale sapendo che tra i due livelli non esistono distanze se non quelle che emergono dalle lotte interne che segnano già oggi scontro tra gruppi di potere e cordate politico-finanziarie come del resto accade in ogni partito borghese.Queste sono le ragioni ,che oggi, in questa nostra lettera, ci spingono nella coerenza che ci contraddistingue a esprimere in modo franco e schietto le nostre ragioni sulla volontà e l’inutilità che abbiamo ritenuto rimarcare rispetto il vostro invito, e con quest’ottica che ribadiamo la nostra continua disponibilità a dibattere con tutti come forma di democrazia applicata che è nostro costume, certi di un vostro sincero riconoscimento ed apprezzamento per questa nostra onestà vi porgiamo i nostri saluti.  Per il Partito Comunista dei LavoratoriIl portavoce  del nucleo di Settimo TorineseDebetto Daniele