
Un studio sui Paesi del G20: italiane penalizzate
per accesso al lavoro, diseguaglianze familiari e abusi
L'India ha avuto una donna a capo del governo già nel 1966. Oggi due delle più importanti figure politiche del Paese sono donne: la presidente Pratibha Patil, e la leader del principale partito, l'italiana (di origine) Sonia Ghandi. L'India, ancora oggi, è il posto peggiore in cui nascere donne.
È quanto emerge da una ricerca del TrustLaw della Thomson Reuters Foundation sui Paesi del G20, realizzata tra 370 specialisti di questioni di genere e resa pubblica in previsione del G20 in programma in Messico il 18 e 19 giugno. Il paese migliore è invece il Canada, seguito da Germania, Gran Bretagna, Australia e Francia. In fondo alla classifica delle 20 nazioni più industrializzate ci sono Messico, Sud Africa, Indonesia, Arabia Saudita e, appunto, India. L'Italia è circa a metà e si colloca all'ottavo posto
L'ITALIA - Tra i punti critici del nostro Paese TrustLaw cita l'accesso al lavoro, le disuguaglianze in famiglia e gli abusi. Le italiane dedicano ai lavori domestici tre ore in più al giorno degli uomini. E un milione e duecentomila donne, riportava l'Istat nel 2009, sono state vittime di molestie sessuali sul posto di lavoro. Il rapporto cita Daniela Colombo dell'Associazione italiana donne per lo sviluppo: «Nonostante gli enormi progressi degli ultimi 40 anni, le donne sono ancora discriminate sul lavoro: hanno tassi minori di occupazione, salari più bassi , poco accesso ai ruoli manageriali. E sono vittime di violenza di genere: c'è stato un aumento dei femmincidi», gli omicidi basati sul genere. Niente, però, rispetto agli abusi e alle discriminazioni che subiscono le indiane.
Inviato da: magogida
il 13/06/2014 alle 16:09
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il 21/05/2014 alle 00:05
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il 20/05/2014 alle 16:47
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