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Olanda, la "dolce morte" ora arriva a domicilio


L'eutanasia si potrà praticare in casa per i pazienti costretti a una "sofferenza insopportabile e senza speranza"Un posto per morire. Si chiama «Levenseindekliniek», letteralmente la «clinica di fine vita» il nuovo servizio offerto in Olanda. Sei team di infermieri e dottori viaggiano per tutto il Paese per praticare l'eutanasia a quei pazienti costretti ad una «sofferenza insopportabile e senza speranza». Direttamente a casa loro. E gratuitamente. Gli iniziatori stimano in circa un migliaio le richieste ogni anno. MORTE SU CHIAMATA - Dal 1° marzo tutti gli olandesi che vogliono porre fine alla loro vita, potranno fare richiesta in una delle «Levenseindekliniek». La clinica è stata avviata dall'associazione per una morte volontaria (NVVE) di Amsterdam. Assai limitati i requisiti: ottemperare alle vigenti norme di legge in materia e non aver trovato la collaborazione del proprio medico curante per soddisfare la pratica della «dolce morte». In linea di principio, nei Paesi Bassi l'eutanasia e l'aiuto al suicidio è un reato. Ciononostante, dall'aprile del 2002 i Paesi Bassi - come primo Paese al mondo - si sono dotati di una specifica legge. I medici che praticano l'eutanasia attiva non sono infatti passibili di pena se vengono soddisfatte determinate condizioni. È consentita solo su richiesta volontaria, reiterata e ben ponderata di un paziente. E solo se la sofferenza della malattia classificabile è «insopportabile e senza speranza». In ogni caso deve essere consultato un secondo medico. L'eutanasia va inoltre segnalata. Un'apposita commissione composta da un medico, un giurista e un esperto di etica riesamina successivamente il singolo caso. Ogni anno circa 2300 persone in Olanda muoiono in questo modo. Il cancro è la causa principale di coloro che ricorrono al suicidio assistito.