Lo stipendio se ne va in benzina e trasportiStudio di Intesa: spesa pro-capite ai livelli di 30 anni fa. E gli agricoltori confermano: le bollette hanno superato il cibo Il caro benzina e i suoi effetti nella vita di tutti i giorni tengono sotto una pressione straordinaria il bilancio familiare. La spesa alimentare si è ridotta di un ulteriore 1,5% tornando ai livelli di quasi 30 anni fa. Lo afferma Intesa Sanpaolo in uno studio diffuso a Firenze nel corso di un convegno di agricoltori e lo confermano questi ultimi per il quali è già avvenuto il sorpasso: si spende più per le bollette, l'auto e i trasporti che per il cibo.RAPPORTO INTESA «Si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l'agroalimentare», si legge. Nel rapporto, si evidenzia inoltre che «l'incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere una nuova riduzione dei consumi». Consumi che «continueranno ad essere molto prudenti a fronte di risorse reddituali sempre più scarse».AGRICOLTORI: STRAVOLTI I BILANCI FAMILIARI - È la corsa dei prezzi dell'energia e dei carburanti, per la Confederazione degli agricoltori, a «stravolgere il carrello della spesa degli italiani». Bisogna quindi, secondo Cia «intervenire in fretta». Il livello «spropositato» raggiunto dai prezzi dei carburanti porta a «contraddizioni eclatanti» nei bilanci familiari, in cui «la voce auto e bollette ha superato la voce alimentari: già nell'ultimo anno ogni famiglia italiana ha speso 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia contro i 467 euro per cibo e bevande».
la spesa alimentare torna agli '80
Lo stipendio se ne va in benzina e trasportiStudio di Intesa: spesa pro-capite ai livelli di 30 anni fa. E gli agricoltori confermano: le bollette hanno superato il cibo Il caro benzina e i suoi effetti nella vita di tutti i giorni tengono sotto una pressione straordinaria il bilancio familiare. La spesa alimentare si è ridotta di un ulteriore 1,5% tornando ai livelli di quasi 30 anni fa. Lo afferma Intesa Sanpaolo in uno studio diffuso a Firenze nel corso di un convegno di agricoltori e lo confermano questi ultimi per il quali è già avvenuto il sorpasso: si spende più per le bollette, l'auto e i trasporti che per il cibo.RAPPORTO INTESA «Si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l'agroalimentare», si legge. Nel rapporto, si evidenzia inoltre che «l'incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere una nuova riduzione dei consumi». Consumi che «continueranno ad essere molto prudenti a fronte di risorse reddituali sempre più scarse».AGRICOLTORI: STRAVOLTI I BILANCI FAMILIARI - È la corsa dei prezzi dell'energia e dei carburanti, per la Confederazione degli agricoltori, a «stravolgere il carrello della spesa degli italiani». Bisogna quindi, secondo Cia «intervenire in fretta». Il livello «spropositato» raggiunto dai prezzi dei carburanti porta a «contraddizioni eclatanti» nei bilanci familiari, in cui «la voce auto e bollette ha superato la voce alimentari: già nell'ultimo anno ogni famiglia italiana ha speso 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia contro i 467 euro per cibo e bevande».