Aiuti per 35 miliardi anche a Portogallo e Irlanda. E il rapporto Deficit/Pil schizza a fine 2012 al record del 124%Il Def appena portato in Parlamento annuncia che a fine 2012 il rapporto debito pubblico/Pil schizzerà per l'Italia alla percentuale record del 123,4%. Una cifra mostruosa, che in parte deriva dalle scelte di politica economica del governo italiano, che ha messo troppe tasse, deprimendo i consumi e di conseguenza il Pil. E in parte, a due decisioni dell'Unione europea sottoscritte in questi giorni dal nostro governo. La prima è il varo del famoso trattato sul fiscal compact, che rischia di mettere in ginocchio l'Italia perchè prevede l'obbligo di rientro rapido nel parametro debito/pil del 60%, costringendo a fare manovre annuali da 40 miliardi di euro l'anno per circa 20 anni. La seconda, l'esborso della bellezza di 35,1 miliardi di euro a favore di Grecia, Portogallo e Irlanda. «Complessivamente», scrive il premier italiano, «questi contributi rappresentano circa il 2,2 per cento del Pil, due punti percentuali in più rispetto alla stima dello scorso anno.
L’aumento delle nostre tasse per salvare la Grecia
Aiuti per 35 miliardi anche a Portogallo e Irlanda. E il rapporto Deficit/Pil schizza a fine 2012 al record del 124%Il Def appena portato in Parlamento annuncia che a fine 2012 il rapporto debito pubblico/Pil schizzerà per l'Italia alla percentuale record del 123,4%. Una cifra mostruosa, che in parte deriva dalle scelte di politica economica del governo italiano, che ha messo troppe tasse, deprimendo i consumi e di conseguenza il Pil. E in parte, a due decisioni dell'Unione europea sottoscritte in questi giorni dal nostro governo. La prima è il varo del famoso trattato sul fiscal compact, che rischia di mettere in ginocchio l'Italia perchè prevede l'obbligo di rientro rapido nel parametro debito/pil del 60%, costringendo a fare manovre annuali da 40 miliardi di euro l'anno per circa 20 anni. La seconda, l'esborso della bellezza di 35,1 miliardi di euro a favore di Grecia, Portogallo e Irlanda. «Complessivamente», scrive il premier italiano, «questi contributi rappresentano circa il 2,2 per cento del Pil, due punti percentuali in più rispetto alla stima dello scorso anno.