ONY YOU...

il nodo non cede per niente

 
 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

 

QUESTIONE DI GOCCE...

Post n°11 pubblicato il 15 Aprile 2008 da eccitandomi
 

''Un mercante, una volta, mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finchè giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.''
''Invece di trovare un sant'uomo,però,il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un'attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, un' orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo. Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.''
'' Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. 
'' 'Nel frattempo, voglio chiederti un favore,' concluse il Saggio,consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d'olio. 'Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l'olio.'
''Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritornò al cospetto del Saggio.
'' 'Allora,' gli domandò questi, 'hai visto gli arazzi della Persia che si trovavano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?'
'' Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato.
'' 'Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo', disse il Saggio. 'Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.'
''Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitoo e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori,la raffinatezza con cui ogni opera d'arte era disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.
'' 'Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato?' domandò il Saggio.
'' Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.
'' 'Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti,'concluse il più Saggio dei saggi. 'Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino.' ''

 
 
 

DIETRO AL VETRO...

Post n°10 pubblicato il 11 Aprile 2008 da eccitandomi
 

Matilde, dove sei? Notai, verso il basso,
tra cravatta e cuore, in alto,
certa malinconia intercostale:
era che d'improvviso eri assente.


M'abbisognò la luce della tua energia .
e guardai divorando la speranza,
guardai com'è vuota senza te una casa,
non restano che tragiche finestre.


Tanto è taciturno il tetto ascolta
cadere antiche piogge sfogliate,
penne, ciò che la notte imprigionò:
così ti attendo come casa sola,


tornerai a vedermi e ad abitarmi.
Altrimenti mi dolgon le finestre.

PABLO NERUDA




 
 
 

VOYEUR

Post n°9 pubblicato il 29 Marzo 2008 da eccitandomi

Ecco che immancabilmente arriva la domanda…perché è inutile spiegare nel profilo cosa ci stiamo a fare qui, la domanda arriva comunque prima o poi, posta certo in modi e forme diverse, ma il succo della questione è sempre lo stesso: “Cosa ci stai a fare qui se non cerchi incontri?”.

Alcuni mi rimproverano una scelta poco felice del nick suggerendomi di cambiarlo…altri si propongono per quattro chiacchiere disinteressate ma GUARDA CASO vivono tutti nella mia presunta città…quando poi spiego per correttezza che non sono di Bari ma che ho riempito il profilo col metodo poco ortodosso dell’ambarabàcciccìccoccò, alzano il culo come gli scorpioni accusandomi di chissà quali imbrogli. Probabilmente pensavano anche che avessi davvero 108 anni.

La maggior parte si presenta con messaggi preconfezionati da inviare a raffica a quanti più profili possibile…della serie ‘ndo coio coio. Io ci provo, prima o poi una ci cascherà.

Si tratta di vere e proprie autocandidature tipiche di chi è stato irrimediabilmente contagiato dalla peste del precariato in ogni campo, incluso quello sentimentale. Se va bene ci si limita ad altezza, peso, colore di occhi e capelli, circonferenza torace e/o bicipiti, livello culturale (in genere si spazia da Topolino a La Gazzetta dello Sport), condizioni economiche.

Altrimenti si viene deliziati dalla descrizione di ben altri particolari anatomici pronta consegna chiavi in mano (si astengano i toscani dal commentare quest’ultima espressione prego!).

Una specie di Postalmarket virtuale dove si può arraffare di tutto e di più senza spendere un euro ma basandosi sulle antiche leggi del baratto: “Io do una cosa (lunga circa 20 cm) a te e te dai una cosa (profonda circa 20 cm) a me”.



Lo scambio a volte coinvolge altre persone per la nota formula commerciale “prendi 2/3 /4 paghi uno”. Coppia offresi a coppia o a single (in genere di sesso femminile, perché non c’è niente da fare l’uomo può essere porco quanto vuoi ma la sua donna deve essere solo scrofa sua), giovane ben dotato offre servigi a coppia di amiche, marito guardone offre moglie da montare sotto la sua supervisione ma anche (udite udite!) guardone offresi a coppia per sublimi contemplazioni.

Questi non richiesti bigliettini da visita mi suscitano quasi sempre un senso di stizza misto a commiserazione. Lo stesso che mi assale a volte gironzolando per i profili attirata dai nomi che mi ispirano curiosità.

I peggiori sono quelli che non si rendono neanche conto di essere in contraddizione con se stessi.Come si fa a scrivere “tre cose che mi piacciono: sincerità, lealtà, amore”, “tre cose che odio: bugie, ipocrisia, falsità” e poi “stato civile: coniugato” e “cerco sesso/relazioni intriganti senza complicazioni/amiche per frequentazioni sporadiche” e altre varie amenità???

Immagino che i signori in questione, odiando così tanto le bugie e l’ipocrisia, intendano mettere al corrente le rispettive consorti di avere un profilo su libero per la ricerca di amiche di letto…

Ma torniamo alla ragione che mi ha spinto a scrivere il post, cioè la fatidica domanda “Cosa ci fai su questa messaggeria?”.


Ebbene sì lo confesso: sono una VOYEUR. Ecco la mia risposta.

Avete presente quelli che quando passa un treno di notte sbirciano nei vagoni illuminati per carpire le facce stanche di sconosciuti in viaggio verso chissà quali mete? Io.

Avete presente quelli che quando si trovano poi su quel treno in corsa bevono con avidità il mondo che scorre fuori dal finestrino, cristallizzando nella cornice del vetro le immagini fugaci delle altrui esistenze? Sempre io.

Io sono quella che attraversando strade e quartieri si sofferma a immaginare la vita che si sta svolgendo dietro alle finestre, porte chiuse su mondi interiori con cui non verrò mai in contatto, spiragli su gioie, segreti, lacrime, ombre dietro alle tende, soffitti e pareti contro cui si spiaggiano i sogni, palpiti di un’umanità che vive ama soffre muore e rinasce miliardi di volte nello stesso secondo in cui io sono occupata a sbattere le ciglia.

Non posso farne a meno, mi interessano le persone. Mi interessa il mondo. Da sempre.

Mi interessa come le rondini costruiscono il nido.

Starei ore col naso in su a sbirciare tra i rami degli alberi per vedere cosa vi succede mentre noi ci passeggiamo distrattamente sotto.


Non a caso uno dei miei film preferiti è Microcosmos”.

Non a caso al mare mi potrete trovare vicino alle pozze che si formano tra gli scogli, intenta apparentemente a prendere soltanto il sole, in realtà naufragando sotto la superficie cristallina di quelle piscinette naturali dove tutto è uguale da sempre e per sempre, in un equilibrio stabile dove l’alga serve al pesciolino e dove il pesciolino serve all’alga, piccoli mondi perfetti  ripiegati su se stessi ma così straordinariamente pronti ad accogliere il miracolo di una nuova onda.Io sono quella che con uno sguardo penetra le persone.

Mi basta poco per capirne lo stato d’animo, percepire le ombre che offuscano lo sguardo, le parole non pronunciate ma urlate comunque da impercettibili movimenti o posture del corpo. Noto particolari che in genere sfuggono agli altri.  Difficilmente il mio spirito di osservazione mi lascia vivere in pace. Chiamatela pure virtù, io la chiamo condanna. Perché spesso preferirei vivere alla cieca, ed essere meno consapevole delle sfumature che non mi permettono di soprassedere su troppe cose.

A volte mi sento un po’come il Re Fergus dopo che ha aperto il sacchetto della Conoscenza del Tutto regalatogli dal Druido:

 “Vedo la mia vita andare alla deriva come un fiume

Di mutamento in mutamento. Sono stato molte cose –

Una verde goccia nei flutti, un raggio di luce

Su una spada, un abete su una collina,

Un vecchio schiavo che muoveva una pesante macina,

Un re seduto sopra un trono d’oro –

E tutto questo era terribilmente bello;

Ma ora non sono niente, tutto avendo conosciuto.

Ahimè, Druido, che grandi trame di dolore

Stanno nascoste nel tuo sacchetto color d’ardesia."

(“Fergus e il Druido”_William Yates)

Eppure non posso fare a meno di approcciarmi al mondo e agli altri con questa fame di scavare sotto la superficie per capire quello che c’è. Girovagando per i profili di una messaggeria si può sorridere, arrabbiarsi, cogliere una personalità disturbata, divertirsi, passare il tempo, scoprire una perla rara e molto altro ancora.

Eccomi qui, dunque. In questo mondo virtuale, a ricevere messaggi a cui non rispondo nel 99% dei casi, perché quello che mi interessa è sbirciare oltre le finestre. A volte capita, mentre guardo nella cornice del vetro, che qualcuno percepisca di essere osservato, si alzi dalla sua comoda poltrona e si sporga dal davanzale per offrire il suo profilo migliore nella luce accecante del mezzogiorno. Ma di solito l’altro profilo, quello celato dietro alla tenda, è come il lato oscuro della luna: pieno d’ombra e di crateri nascosti in cui il piede è tratto in inganno.



Sono poche le lune piene, qui come altrove…ma quando le incontri, così luminose e immense, vale la pena di conquistarle a costo di capitomboli per l’assenza di gravità, galleggiando fino al centro per piantare la nostra bandiera su quel fazzolettino di cuore che da ora in poi sarà soltanto nostro…credevo di averne trovata una, qualche tempo fa, ma quando novella Armstrong ho infilato la punta del mio vessillo al suolo ho scoperto che non di luna si trattava bensì di un gigantesco pallone gonfiato che sibilando come un salvagente forato è scomparso velocemente verso l’orizzonte…occhio alle fregature ragazzi! :-) 



 
 
 

UN UOMO TI LASCIA...

Post n°8 pubblicato il 12 Febbraio 2008 da eccitandomi

Un uomo ti lascia. Anzi, fa di tutto per essere lasciato. Tipo che sparisce per giorni, che ti risponde ti richiamo io dopo e poi non richiama più, che stacca il telefono e poi ti dice l’avevo perso ecc ecc ecc. Naturalmente spergiurando che va tutto bene che vuole stare con te e che non è affatto vero che sta avendo un comportamento strano.

Tu a un certo punto sbotti e ZAC!, te ne esci con la fatidica frase “Basta! E’ finita!”. Che nel linguaggio femminile ha un sottotitolo che recita più o meno così “Vediamo se facendo la dura ottengo qualcosa”.

Forse abbiamo letto troppe frasi sui cioccolatini , o forse ci solletica l’idea di provare quel fremito di onnipotenza da cui tutti noi siamo stati percorsi almeno una volta quando, con le froge al vento e il petto gonfio come quello di un piccione, abbiamo esclamato “Chi mi ama mi segua”.

Fatto sta che ci tiriamo la zappa sui piedi da sole perchè loro, i tapinastri, ben lungi dal seguirci, si mettono a ballare la tarantella dal sollievo e si imbarcano sul primo aereo per Cuba con una scorta di preservativi tale da far invidia alle più rosee aspettative di Rocco Siffredi.

Dunque NOI lo lasciamo. E LUI invece di scomporsi ci dice che è meglio così e ci augura buona fortuna. Ovviamente il tutto avviene tramite sms, perchè è buona norma (per LUI) evitare accuratamente il confronto e non ti risponderà mai al telefono neanche se resti col dito incollato alla tastiera per una settimana di fila. Anzi, nel 99% dei casi, alle prime avvisaglie di tempesta spengerà il cellulare rendendosi irreperibile, ovviamente soltanto a te, visto che il numero che ti aveva dato è solamente una scheda secondaria e potrà sempre usare le altre 5 in suo possesso per conversare allegramente con gli amici.


Trascorri i giorni successivi col naso a bagnomaria nel barattolo della Nutella, la sua foto sul cuscino e una scorta di Kleenex accanto al letto, poi, dopo una settimana, quando hai già praticamente assunto le sembianze di un ameba nel suo giorno più no, ecco che dal telefono si sprigiona una musichetta celestiale che ti sbaciucchia tutte le trombe di Eustachio e anche più giù: la suoneria personalizzata che hai scelto per i SUOI messaggi quando ancora ciò aveva un senso…Panico!!!

Guardi il cellulare come se si trattasse del tuo peggior nemico, gli plani intorno in cerchi concentrici di sempre minor raggio col sudorino freddo e infine con un gesto fulmineo lo ghermisci, apri il display e leggi……………ciao…tump un tuffo al cuore….lo so che ho sbagliato…tump tump…non volevo farti soffrire…tump tump tump…farti del male è l’ultima cosa che vorrei….tump tump tump tump. Ormai assomigli più ai tamburi di Tony Esposito che a un essere umano. E già si è scatenato quel pericolosissimo processo di demenza mentale che ti fa pensare oddio oddioooo oddioooooooo è luiiiiiiiiiii!!! E’ lui e mi sta chiedendo scusaaaaaaaaaaaa si è pentitooooooo gli mancooooo!!! Errore fatale! Perché, come ben dovresti aver appreso alla tua ormai veneranda età di 35 anni, nella vita c’è sempre un MA che prima o poi ti si piazza di traverso sullo stomaco. Dunque lui sa di aver sbagliato. Dunque non voleva farti soffrire. Dunque gli dispiace davvero tanto MA  in questo momento proprio non se la sentiva di portare avanti la storia ed è stato meglio chiudere ora per non farti soffrire ancora di più tra un mese o due. STUMP! Caschi col culo per terra e ci resti per un bel po’ elaborando farneticanti calcoli per capire se il passaggio dalle stelle alle stalle avvenga alla velocità della luce oppure a quella del suono…cmq sempre in modo talmente fulmineo e inaspettato da lasciarti inebetito e balbettante come un neonato in fase di lallazione.


Ne sentivamo forse il bisogno di quel messaggio? Forse non era abbastanza chiaro che non ne voleva più sapere di stare con noi? Insomma cosa cazzo vieni a rigirare il dito nella piaga dopo una settimana??? Ora ti esce il fumo fuori dalle orecchie e pure dal naso e raspi il suolo con lo zoccolo come un toro in attesa di caricare…RRROOOOAAARRRRRR!!! Tipo che se lo avessi davanti ci faresti le sottilette e le daresti da mangiare al gatto.

Nei 30 secondi successivi ti passa davanti agli occhi l’intero dizionario dei sinonimi e dei contrari ma per quanto ti sforzi non riesci a individuare l’epiteto più adeguato per esprimere quel che pensi di lui in quel momento…lì per lì ti uscirebbe un bel “ma vai a cacare te e tutti i tuoi conterroni di mmerda” ma forse non è proprio adatto a una signora e si sa, noblesse oblige.

Infine…l’illuminazione! Una vocetta interiore ti suggerisce il da farsi donandoti una perla di saggezza degna del manuale di Nonna Abelarda: “Ma perché, un sms del genere merita pure risposta???”. Ha ragione lei, non c’è dubbio, l’indifferenza è la moneta più sonante per pagare certi debitori. Scegli il silenzio. Che non sappia neanche quel che pensi di lui. Vedrai che gli rode, oh se gli rode! Rode a tutti essere ignorati, lui non farà eccezione.


Rincuorata da questa certezza passi alla fase B: parola d’ordine DISTRUZIONE. Cancellare dalla tua vita ogni sua più piccola traccia.

Novella Attila ti dedichi minuziosamente a radere al suolo ogni filo d’erba che Egli aveva seminato: punto primo cancellare il suo numero dalla rubrica ( tanto ce l’avrai appuntato da qualche altra parte per ogni evenienza, che non si sa mai…ma non averlo a portata di mano ti eviterà patetici ripensamenti). Punto secondo ridurre le sue foto in coriandoli ( chiaramente ti resta il file scaricato sul pc che ogni tanto aprirai furtivamente in vena di malinconie, ma si sa, nessuno è perfetto). Punto terzo sgonfiare il palloncino a forma di iniziale che ti aveva regalato prima di partire. Punto quarto buttare via la rosa che aveva comprato di nascosto per te dal venditore ambulante. Punto quinto sotterrare in fondo all’armadio la fascia per capelli che portava in testa al lavoro, e chi se ne frega se così facendo si perderanno pure quei due o tre preziosi riccioli neri che ci erano rimasti impigliati dentro. Al punto sesto decidi di rinunciare, perché buttare nell’immondizia il telefono che ti ha regalato due mesi fa ti sembra un po’ eccessivo.


Ecco fatto. Di nuovo vergine alla vita. Respirare a pieni polmoni. Che soddisfazione!

Ti butti a ritmo frenetico in tutto ciò che è altro-da-lui: lavoro, amiche, shopping, una scatola intera di biscotti spolverata nel giro di un pomeriggio, gare di “ a chi sgraffia di più “ col gatto, insomma tutto quello che si può desiderare per essere pienamente felici. Ma-ma-ma-ma…sempre quel MA che ti si piazza di traverso sullo stomaco: MA non ti passa. Eccoti lì, quando nessuno ti vede, aprire di soppiatto il file parcheggiato sul desktop, aumentare lo zoom al 200% in modo da poter ammirare il suo bel visetto a grandezza naturale e davanti a quegli occhi verdi  struggerti come una medusa lasciata evaporare sulla riva da un bagnino fancazzista. Ah che brutta cosa la nostalgia…sniff sniff…

Fino a che…in un giorno di dicembre che dirvi non so, magari dopo 20 giorni dai tragici eventi, ecco verificarsi un piccolo miracolo: EGLI si manifesta inaspettatamente a te con un messaggio che ti fa oscillare dalla luna agli inferi come uno yo-yo per diverse ore: “Ciao…come stai?”.

…gli rispondo…non gli rispondo…gli rispondo…non gli rispondo…cosa cappero gli rispondo??? Eccoti lì a ripassare mentalmente tutte le regole del Risiko per elaborare una strategia che ti faccia uscire dalla questione coronata di alloro comunque vadano le cose… non troppo scodinzolante né troppo fredda…non troppo malinconica né troppo allegra…che non pensi che stai pendendo dalle sue labbra ma neanche che lo hai già messo in naftalina…e soprattutto mordersi la lingua ed EVITARE di rispondere di getto la prima cosa che ti suggerirebbe l’istinto: “Come vuoi che stia brutto stronzo???”. Ecco, resta sul neutro…che ne so parla del tempo…”bbbbrrr che freddo che fa qui, lì come siete messi?Ah c’è un temporale tremendo? Bene speriamo che ti becchi un fulmine in testa!”…no no…non ci siamo proprio…


 

Decidi di rimandare al giorno dopo convocando d’urgenza una riunione di gabinetto tra le amiche più intime al termine della quale chiedi loro di procedere al voto con le seguenti possibilità:

FUMATA NERA= spezzargli le gambine via sms

FUMATA BIANCA= mantenerlo buono in attesa del suo ritorno e DOPO spezzargli le gambine sul serio…

Silenzio in aula...phatos...dopo ore e ore in camera di consiglio sgranocchiando fonzies e sorseggiando chinotto la giuria esprime il suo unanime ed utilissimo verdetto: 

"FAI QUELLO CHE TI SENTI FARE"...........

Strangolare una ad una le amiche più care, direi! E dopo...dopo...lasciare a voi il finale di questa storia...

 
 
 

SOLO PERCHE' OGGI E' SABATO...

Post n°7 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da eccitandomi
 
Tag: ONY YOU
Foto di eccitandomi

Ti voglio bene. In un sussurro  che non dimenticherò mai.

Ti voglio bene. Tu. A me. Stringendomi forte, riempiendomi il viso di baci, conficcato tra le mie gambe.

Mi graffia dentro la tua voce e fa di me un’onda senza scoglio. Contro quale abbraccio si infrangerà la tua risacca adesso?

Stasera, sola, di fronte ai tuoi occhi che hanno conosciuto i miei, ti sento come tempesta che frusta il ramo.

Non andare, ti prego, a setacciare altre sabbie, la tua pagliuzza d’oro giace tra le mie labbra.

Non seguire tra quelle luci la scia di vuote barchette di carta, nuota controcorrente e aggrappati alla mia riva.

Pensami amore, pensami forte e senza ritegno, pensami nella pioggia, contro il profilo del vulcano, nelle orme che ti portano a casa…non lasciarmi orfana dei tuoi capelli, perchè la tua mancanza mi pesa come il peggiore dei peccati sulla coscienza di chi va cercando inutilmente perdono…

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: eccitandomi
Data di creazione: 18/11/2007
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

verdepaludevoieurdelculomax_6_66lubopopatata2dglcampesina0estoycontigopartitadoppia2tomasellafrancoalvin1dgl1dario6868vogliosodi.teDigitandodglbvzm666unamamma1
 

ULTIMI COMMENTI

Embè!
Inviato da: verdepalude
il 29/04/2009 alle 14:20
 
TOC !!!!
Inviato da: stentarella
il 26/09/2008 alle 14:00
 
Io andrei oltre, e lascerei il signorG alle sù paranoie!...
Inviato da: la_ciucia
il 26/09/2008 alle 10:07
 
EMBE'! SI RINNOVA QUI? SI LEVANO DU' RAGNATELE?...
Inviato da: verdepalude
il 17/06/2008 alle 20:30
 
almeno... io ti capisco, ti capisco in pieno ecci... e tu...
Inviato da: la_ciucia
il 30/05/2008 alle 14:30
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom