GIRA LA RUOTA

C E R C H I


Quando cominci un percorso, non ti domandi il perché o dove ti porterà, lo cominci e basta, così.Il più delle volte esso comincia senza che tu nemmeno te renda conto. Una mattina,  la vita, che si sente trascurata dai mille impegni che hai – che sono vita ma non te ne accorgi e li lasci accadere come se non ti riguardassero – bussa alla tua porta e ti chiede conto di ciò che hai fatto fino a quel mattino. E così davanti a questo grande oste, col suo grembiule che porta le macchie di indelebile memorie (le tue), cominci a domandarti dove ti ha portato quel percorso cominciato mille vite fa…e se ti rendi conto che ti ha portato in un vicolo cieco, dal quale osservi la tua esistenza scorrerti davanti come se tu fossi uno spettatore qualsiasi in un cinema qualsiasi che guarda un film qualsiasi ( per altro poco interessante e che non hai scelto tu!)… allora lì, forse, davanti a questa vita che ti chiede il conto e intrappolato, in questo vicolo cieco dove per troppo tempo ti sei rintanato… se hai coraggio, ti chiedi seriamente – e forse per la prima volta – se non sia il caso di chiudere quel cerchio e di cominciare un altro percorso… Forse ancora più tortuoso, forsse ancora più misterioso e che ti spaventa meravigliosamente, forse più breve o più lungo… forse troppo pieno di forse… ma certamente più tuo. Tutti i cerchi prima o poi si chiudono, ci possono mettere giorni, mesi, anni ma quando accade,succede in una frazione di secondo; te lo senti esplodere dentro addosso e attorno, quel secondo, con un silenzio potente come il boato di una bomba, che ti rapisce ti scuote ti sveglia con una presa di coscienza talmente forte che potrebbe annientarti, se non sei abbastanza forte, per sorreggerla. Come ci si accorge di questo istante? Io non lo so, credo non ci sia un modo universale uguale per tutti… A volte basta ritrovarsi, a distanza di tempo, davanti a 2 occhi che credevi ti avrebbero fermato al palo e invece scopri che quello sguardo non ha più potere su di te… Oppure può essere fatto di canzoni che ora riesci ad ascoltare senza sentire una fitta alla bocca dello stomaco… O ancora ricordare momenti ridendone, quando prima il solo pensarli ti facevano sentire in balia della solitudine e della malinconia… Questi sono cerchi che si chiudono… Poi segue un altro istante… quello del nuovo percorso che comincia… e anche qui, io non so dirvi come ci si accorge di questo viaggio, sta a ognuno di noi trovare la propria formula (anche se sul libretto di istruzioni della vita, semmai dovesse essercene uno, credo non sia obbligatorio trovarla, basta “entirla”): uno sguardo che noevi messo in conto incrocia il tuo, ti trapana l’anima e vi si stabilisce come un tarlo che ti tiene compagnia… Oppure una mattina ti svegli e la prima cosa che fai è ridere, al ricordo di una frase, e ti rendi conto che da tanto tempo non cominciavi più la tua giornata sorridendo… O ancora guardi l’infinita libertà che hai attorno non più col terrore della solitudine, ma con la trepidante sensazione che qualcosa di nuovo arriverà, perché svoltato l’angolo c’è sempre un’altra da scrivere… Questi sono percorsi che cominciano…Si presentano con la sorpresa di ospiti inattesi e se non vogliono aprire… sfondano la porta… semplicemente, ti dicono: “Sono qui! Guardami, vivimi, capiscimi e poi riprendi la tua vita in mano e vedi di farne qualcosa di buono e utile per te stesso, di modo che, un giorno, guardandoti indietro tu possa essere contento di aver vissuto e non aver rimpianto di essere solo esistito. Se hai coraggio ascolti (ti ascolti) e vai, con la consapevolezza che forse stai davvero perdendo tutto quello che fin lì hai ottenuto, ma con la speranza che altre cose troverel nuovo percorso che cominci. Se di coraggio non ne hai… ripeti lo stesso cerchio all’infinito. Che è chiuso ormai – e che non puo riportarti allo stesso punto di partenza, allo stesso vicolo cieco in cui torni spettatore della tua vita, in quell’anonimo cinema che è  il mondo. Cerchi che si chiudono, percorsi che cominciano, due attimi opposti m nascono nel medesimo istante… con buona pace della convinzione dell’ineluttabilità delle cose… E’ come se vivessero di vita propria – questi istanti – arrivano quando lo vogliono loro e non quando pensiamo di essere pronti noi… (altrimenti che gusto c’è!) e a nulla valgono i nostri programmi su come potremmo reagire quando arriveranno (perché la parte più magica e nascosta di noi lo sa che arriveranno) … La vita, stanca di scivolarti semplicemente  addosso, ti guarda negli occhi e ti presenta il conto. Così.