Ancora ci siamo presi. Senza amore. Solo carne unita alla carne. Solo sudore che colava dal tuo corpetto di pizzo nero che a fatica conteneva i tuoi generosi seni. Poi i tuoi stivali. Pelle nera sulla mia lingua affamata che corre su tutta la lunghezza dei tuoi tacchi fino alla punta. Il tuo è un piacere di dominio su di me. Un dominio che non hai. Sei tu quella che dopo poco mi implora di prenderla e possederla. Sei tu che ti metti a quattro zampe chiedendomi di insultari, di trattarti come una troia.