OVVEROSIA

Ciao "Super SIC"


 CIAO SIC. GRANDE CAMPIONE. ENERGIA, TALENTO,ENTUSIASMO, PASSIONE, ALLEGRIA.CIAO MARCO.«Motor sport is dangerous», gli sport motoristici sono pericolosi: sta scritto sui pass che gli addetti ai lavori indossano nei paddock dei circuiti. Ma il fatto che le gare siano pericolose non può impedire di piangere per un ragazzo morto a 24 anni per inseguire la propria passione, correre a 300 all'ora su due ruote, fare staccate al limite, superare avversari e arrivare davanti a tutti. Marco Simoncelli detto Sic era ancora un bambino, è sempre stato un bambino. Felice ,così anni Settanta, vintage nell’aspetto e nel carattere, giocherellone, sempre sorridente, disarmante.Non è un caso che fosse considerato l’erede di Valentino Rossi. Perché del Dottore aveva sì l’istrionismo che l’aveva fatto diventare un personaggio, ma anche il talento in sella a una moto. Amico di Valentino, si allenavano insieme e il Dottore seguì molto da vicino negli anni la carriera di Marco,suggerendo anche la Honda quando decise il passaggio in MotoGp dalla 250.Oggi il viso di Valentino ripreso dalle telecamere era sconvolto, invecchiato in un colpo di 10 anni.La dinamica dell'incidente  di stamane sul circuito del Gp della Malesya, in cui ha perso la vita Marco Simoncelli, non è ancora ben chiara. Cadendo, il pilota italiano ha perso il casco mentre due moto che lo seguivano gli sono passate sopra. Una era quella di Edwards, l’altra quella di Rossi. «Le gare non sono per signorine», disse un giorno. Già, le gare sono pericolose. Fino all’ultima curva.