Ofyp

Bilancio personale (di superficie).


Alla fine dell’anno si fanno i bilanci. A parte la mia concezione ancora prettamente scolastica dell’anno fine settembre corrisponde sempre alla fine di un anno di vita. Lo dice l’anagrafe, non io. L’anno passato, che andrà a concludersi mercoledì, è stato un anno pregno d’eventi, crescite e decisioni importanti. Sono passato dalla quasi dipartita, l’undici novembre (non a caso il personaggio di Post’s Criptum è morto quel giorno) all’acquisto di una casa, dalla stesura completa di un libro (Frammenti) alla depressione cosmica dell’inverno. Ho conosciuto un bel po’ di gente, ho perso una persona importante, mi sono avvicinato molto ad una che conoscevo poco. Ho rifatto Gods of Metal e Rock in Idro, inizio ad essere il più vecchio a certe kermesse, ho letto un po’ ed ascoltato tanto. Ho scritto. Insomma, ho vissuto. Fra alti e bassi, destre e sinistre, notti e giorni, note colorate e periodi in bianco e nero. Ho amato, sono stato amato. Quello conta. Ho conservato intatto l’animo di un ventenne, anche questo conta molto.E, come per incanto, sono rimasto vivo.