Ofyp

Oggi parliamo di sesso #1.


Con il sesso ho un rapporto d’amore e odio. Nel senso che amo fare sesso ma le donne odiano farlo con me. Non che io non ne sia capace, intendiamoci, ma, alla lunga, tendono solo a voler fare delle lunghe passeggiate e delle romantiche chiacchierate, più che altro. Diciamo: con il sesso sono credente non praticante. Credo fermamente che esista ma non lo faccio (e non per scelta mia). Le rare volte che mi capita, però, le prestazioni sono da manuale. No, non in quel senso… nel senso che ho letto molto sull’argomento, più teoria che pratica, ma non sono ancora riuscito a trovare una donna che mi faccia le guide. Ok… pagando… Sui libri dai titoli inequivocabili (ad esempio comefarla godere/venire/impazzire/stirare/lavare/cucinare in 20 secondi) c’è scritto che, per la donna, sono importanti la preparazione ed i preliminari. Insomma, per la donna sono importanti il “prima”, il “durante” e il “dopo”, per l’uomo basterebbe il “frequente”… ma andiamo avanti. Il “prima”, dicevamo. Stasera ho invitato la mia ragazza a cena con la chiara intenzione di, oltre che averla accanto, di averla, per un tempo ragionevole, “attorno”. Mi precipito in un enorme centro commerciale e compro, nell’ordine: pasta all’uovo, meglio se tagliolini, panna da cucina (posando quella “da montare” che, nonostante il nome, non andrebbe bene), salmone affumicato, due branzini, due chili di sale grosso e una torta romantica. Almeno si mangia. Poi indugio quelle due ore per comprare due cazzo di candele e dell’incenso che, come assicura la confezione, ha un profumo afrodisiaco. Mi catapulto a casa e faccio pulizia nelle zone visibili: camera da letto, divano e zona cena, nonché tutte le vie di comunicazione fra i tre ambienti. Inizio a cucinare, bruciando un po’ tutto e me stesso perché, nel frattempo, faccio anche la doccia… ed ogni volta che incontro uno specchio me lo guardo intimandogli un “mi raccomando…”. Completo “Intimissimi” nero, di una taglia più piccolo per riempirlo un po’, jeans strategici, attillati al punto giusto, tanto da temere un’orchite (la speranza è quella di tenerli poco), petto nudo. Qualche pelo fa capolino, faccio l’appello, ci sono tutti e cinque, la mia virilità non è compromessa. Lei suona e tu spegni le luci automaticamente, poi inizi a cercare l’accendino che, guarda caso, non è al suo posto. Lei risuona. Trovato il fuoco, accendi le candele e l’incenso, tutto pronto. Le apri con un atteggiamento da super macho. Lei intravede la penombra alle tue spalle, percepisce l’odore di incenso e ti guarda con scritto in faccia, a caratteri cubitali, “Uff, proprio stasera che c’è Elisa di Rivombrosa”. Questo sui libri mica lo scrivono…